SIMON SCARROW.
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IL CAMPIONE.
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Ciclo: Roma Arena Saga 5.
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Titolo originale: Arena: Champion. 2013.
Traduzione di: Francesca Noto.
2014. Newton Compton, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Capitolo 1.
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Roma, inizio del 42 d.C.
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Marco Valerio Pavone lanci uno sguardo intorno al Circo Massimo, mentre attendeva di
vedere luomo che aveva ucciso suo padre. Decine di migliaia di spettatori avevano affrontato il gelo
del mattino per riempire gli spalti dello stadio dedicato alle corse delle bighe, situato tra lAventino e il
Palatino, sciamando dalle entrate che si trovavano sopra alle file di negozi al livello della strada e
procedendo lungo le tribune per raggiungere i propri posti. Questa volta, invece di venire ad assistere
alla solita corsa di carri, tutto quel pubblico si era recato al Circo Massimo per godersi un raro scontro
di gladiatori. Il sole scintillava debolmente sopra al Palatino. Nuvole di fumo si sollevavano dalle
centinaia di forge in mezzo ai lontani quartieri delle case popolari, mentre Roma si risvegliava
lentamente. Dal suo sedile, su uno degli spalti pi bassi, Pavone rabbrivid sotto alla brezza gelida che
soffiava attraverso lo stadio, e tent di calmare langoscia che gli bruciava nelle vene.
Dove cazzo  Ermete?, imprec il soldato seduto accanto al giovane gladiatore. Mi sto
gelando le palle, qua fuori.
Pavone si gir a guardare il suo vecchio compagno e mentore. Loptio Lucio Cornelio Macrone
era stato di pessimo umore da quando i due uomini avevano raggiunto il Circo Massimo, quella mattina
presto, per assistere a uno scontro di allenamento di Ermete, il gladiatore pi acclamato di Roma,
contro un avversario meno noto. Pavone si era svegliato allalba nella sua cella del ludus imperiale,
dove lui e gli altri gladiatori sarebbero rimasti rinchiusi per tutta la durata dei giochi, un festeggiamento
di dieci giorni in occasione della deificazione della nonna dellimperatore Claudio, Livia. Macrone si
era presentato al ludus con lordine di scortare Pavone al Circo Massimo. Quellescursione sarebbe
dovuta essere un piacevole diversivo nella solita fatica degli allenamenti, ma Pavone provava un
crescente disagio dentro al petto. Entro un paio di mesi, sarebbe sceso lui stesso nellarena contro
Ermete, la sua nemesi, in un combattimento allultimo sangue.
Dovrebbe arrivare tra poco, rispose. C un intero programma di corse di bighe, dopo lo
scontro. Gli organizzatori non possono permettersi grossi ritardi.
Macrone incroci le braccia sul petto muscoloso e grugn. Ovunque sia, sar meglio che
muova il culo. Laria  pi fredda della fica di una Vergine Vestale, stamattina.
Pavone lanci un rapido sguardo alle proprie spalle, verso le file pi alte degli spalti, e si
accigli. Cosa ci facciamo qui esattamente, Macrone?
Te lho gi detto. Pallade e Murena mi hanno ordinato di portarti qui per guardare un mediocre
gladiatore macedone mettere alla prova il grande Ermete. A quanto pare, vogliono che tu lo osservi
combattere, prima di affrontarlo nellarena.
 strano che vogliano che osservi il mio avversario, osserv Pavone. Avrei pensato piuttosto
che quei due liberti greci avrebbero fatto tutto ci che era in loro potere per sabotare i miei preparativi
per lo scontro.
Macrone si strinse nelle spalle. E cosa importa? Per te  una rara occasione di vedere Ermete
in azione. Se lo chiedi a me,  lunica buona idea che sia mai venuta a Pallade.
Pavone alz le spalle, al ricordo del segretario imperiale, Marco Antonio Pallade, e del suo
aiutante, Servio Ulpio Murena. I due liberti erano stretti consiglieri dellimperatore Claudio, e
tramavano e complottavano in suo nome per eliminare chiunque rappresentasse una minaccia per il suo
regno nascente. Come figlio di Tito, il legato della Quinta Legione che aveva tentato di far tornare
Roma una repubblica nei giorni di caos seguiti allassassinio dellimperatore Caligola, Pavone era stato
considerato un nemico dellimpero e un simbolo di ribellione. Pallade e Murena avevano cercato di
liberarsi di lui condannandolo alla miserabile esistenza del gladiatore, e poi facendolo scontrare con
una serie di temibili avversari. Ma fino a quel momento, il giovane era sopravvissuto, contro ogni
pronostico. E adesso era sul punto di ottenere la propria vendetta.
Pavone aggrott la fronte e si gratt lispido accenno di barba che gli fregiava la mascella. Non
gli piaceva, ma radersi era un lusso che ormai apparteneva al passato. Perch organizzare un semplice
scontro di allenamento in pubblico nel Circo Massimo? Non si  mai sentito di unesercitazione davanti
a una simile folla.
Macrone grugn. Ermete  pi una celebrit che un gladiatore, negli ultimi tempi. Di sicuro gli
organizzatori sono certi di ottenere un buon profitto da questo spettacolo. Questa gente non vede lora
di guardarlo in azione, soggiunse, accennando con un pollice agli spalti affollati.
Pavone osserv la folla. Nello stadio dovevano esserci almeno centomila spettatori. Lui poteva
soltanto sognare di attirare tutta quella gente, soprattutto per un semplice allenamento con armi
spuntate.
Hai mai visto Ermete combattere, Macrone?.
Loptio scosse la testa. Sono sempre stato troppo occupato ad addestrare barbari, ragazzo. Ma
ho sentito molto parlare di lui. Sembra che ogni nuova recluta della Seconda labbia visto combattere,
in unoccasione o laltra. E non riescono a smettere di parlare di lui a mensa, dannazione.
Capisco, replic seccamente il giovane gladiatore.
Senza dubbio la sua ricchezza ha qualcosa a che fare con la faccenda, borbott Macrone. Il
gladiatore medio pu essere paragonato a uno schiavo in fuga o a un assassino, o cose del genere. I
gladiatori, per la maggior parte, possono considerarsi fortunati se sopravvivono per un anno. Ermete
combatte da ventanni ed  pi ricco della met dei vecchi bastardi del Senato.
Pavone fece una smorfia, al pensiero del destino che attendeva la maggior parte degli uomini
che intraprendevano la sua professione. Lui sperava di poterlo evitare. Agitandosi sul sedile, a disagio,
lanci uno sguardo a Macrone. Dovremmo essere sul campo ad allenarci, non qui a guardare Ermete
che si scalda i muscoli.
Prova a goderti questo momento, ragazzo. Macrone si mise pi comodo e batt
unamichevole pacca sulla spalla del pi giovane. In ogni caso, non vedo perch tu debba essere cos
incupito. Hai avuto ci che volevi, no? Uno scontro con Ermete e la possibilit di vendicare il tuo
vecchio.
Pavone imbronci le labbra. Sapeva che Macrone non aveva torto. Dal momento in cui Ermete
aveva decapitato suo padre, il giovane gladiatore era stato consumato dallossessione della vendetta.
Tutta la sua famiglia aveva sofferto a causa di Claudio. Sua madre, Drusilia, era stata assassinata nella
propria casa, e suo figlio Appio imprigionato nel palazzo imperiale. Pavone era stato privato della sua
carica di tribuno militare nella Sesta Legione, condannato al ludus e al disonore di diventare un
gladiatore.
Pallade e Murena stanno tramando qualcosa, riflett amaramente. Ne sono certo.
Questa  la vita a Roma, ormai, borbott Macrone. Troppi greci per i miei gusti. Ma poi si
illumin improvvisamente. Comunque, quando avrai finito di combattere, io sar libero di tornare tra i
miei uomini sul confine del Reno. Non vedo lora.
Con un basso grugnito, loptio distolse lo sguardo da Pavone e assottigli lo sguardo dacciaio
sulla pista, che era stata trasformata in arena in occasione dello spettacolo mattutino. Unellisse di
gesso era stata disegnata sul terreno, dalle dodici postazioni di partenza allestremit occidentale della
pista fino alla seconda curva, presso il punto pi vicino della barriera divisoria che correva lungo la
met del tracciato, adornata di monumenti e statue di divinit in cima a un tempio riccamente decorato.
Le guardie pretoriane erano state inviate a controllare la folla nello stadio. In lontananza, un gran
numero di uomini e donne guardava nellarena dagli edifici ammassati sulle pendici dellAventino,
sopra al Circo Massimo. Era la prima volta che Macrone vedeva lo stadio, e gli sembr unesperienza
dolceamara. Da ragazzo non aveva mai potuto assistere alle corse delle bighe, perch suo padre,
Amato, disprezzava il gioco dazzardo. Nei giorni in cui si svolgevano gli spettacoli, Amato teneva
sempre occupato suo figlio a lavare le coppe e pulire i tavoli della squallida taverna che possedeva
sullAventino. Macrone non aveva mai immaginato che un giorno avrebbe visto Ermete combattere
proprio l.
Qualche ora prima, loptio aveva ascoltato uno speciale annuncio nel Foro. Una grossa folla si
era riunita l per sentire la conferma dello scontro tra Pavone ed Ermete. Le voci di quel combattimento
imminente si erano inseguite tra taverne e terme fin da quando il giovane gladiatore aveva trionfato
nello scontro di gruppo, il giorno prima, e dal momento in cui la richiesta di Pavone di affrontare
Ermete era stata approvata dallimperatore Claudio. Laria del Foro era impregnata del fragrante aroma
delle spezie esotiche vendute nei banchi del mercato, nelle vicinanze, mentre il sole bruciava in un
cielo limpido e terso, e la voce dellannunciatore riecheggiava nei portici circostanti. I due avrebbero
combattuto come provocatori, indossando unarmatura pesante mai provata prima da Pavone. Soltanto i
gladiatori pi esperti potevano permetterselo, Macrone lo sapeva bene: servivano abilit e forza per
muoversi nellarena con una simile armatura addosso.
Contemporaneamente, gli annunciatori avevano fatto sapere che la data dello scontro,
inizialmente fissata per il decimo e conclusivo giorno dei giochi, era stata spostata di due mesi, per
consentire ai due avversari di prepararsi adeguatamente. Ben pochi si erano lamentati di quegli
sviluppi. I proprietari delle taverne e i mercanti di cimeli avevano cos pi tempo per guadagnare dalle
migliaia di appassionati di giochi gladiatori giunti a Roma per loccasione, mentre gli allibratori
contavano di ottenere guadagni esorbitanti dalle scommesse che sarebbero sorte intorno allo scontro.
La decisione aveva sorpreso Macrone, pronto a credere invece che il segretario imperiale volesse
gettare nuovamente Pavone nellarena il prima possibile, dandogli poco tempo per riposare e prepararsi
al combattimento. In pi, era arrivata lofferta di osservare Ermete in azione al Circo Massimo. A quel
punto, anche loptio condivideva i sospetti del giovane gladiatore. Cera sempre qualche motivazione
nascosta, dietro alle scelte di Pallade e Murena, lo sapeva bene.
In quel momento, il cancello di partenza centrale si apr, e un ruggito assordante riemp lo
stadio. Macrone torn con lo sguardo sulla pista, mentre larbiter usciva dalle ombre con due attendenti
che lo seguivano da presso, portando un paio di gladi spuntati. Pochi attimi pi tardi, un gladiatore usc
barcollando dallo stesso cancello. Un elmo di bronzo gli proteggeva il capo, e il grosso scudo
rettangolare che stringeva nella mano sinistra ondeggi, mentre arrancava verso gli ufficiali riuniti al
centro dellellisse.
Chi  quel poveraccio che affronta Ermete?, si domand Pavone ad alta voce.
Critone, rispose qualcuno alla sua destra. Lo far a pezzi!.
Pavone si gir verso uno spettatore con la tunica sporca e piena di macchie. Aveva gli occhi
vitrei, e stringeva una fiasca di vino nella destra.
Critone?, ripet Macrone. Mai sentito.
Lo spettatore sogghign.  soltanto un gladiatore macedone di secondordine. Appartiene a un
gruppo itinerante. Non  degno di calcare la stessa arena del colosso di Rodi.
Macrone torn a guardare la pista, mentre Critone riceveva la propria arma da uno degli
attendenti. Critone  fortunato che questo sia soltanto un allenamento.
Perch Ermete  stato messo contro un avversario cos indegno?, domand Pavone allo
spettatore, ignorando loptio.
Semplice. Ermete  appena tornato a combattere dopo che si era ritirato. Ha bisogno di uno
scontro per scaldarsi, prima di affrontare quello serio. Sgomit il giovane con aria da cospiratore.
Detto tra te e me, quel ragazzino ricco di Pavone sta per avere una gran brutta sorpresa.
Oh, davvero?. Pavone consider per un attimo lidea di rivelare la propria identit allo
spettatore, ma poi cambi idea. Era curioso di sapere qualcosa di pi riguardo a Ermete da uno dei suoi
ferventi sostenitori.
Lo spettatore fece una pausa e prese un sorso di vino dalla sua fiasca. Qualche goccia gli
scivol lungo il mento, macchiandogli ulteriormente la tunica mentre continuava. Non fraintendermi.
Ho sentito che Pavone se la cava bene con la spada. Soprattutto per essere un riccone viziato. Ma
Ermete  tuttaltra cosa rispetto a quelli contro cui ha combattuto finora quel ragazzo. Lui  forte e
molto veloce, per un uomo della sua stazza.
Pavone si strinse nelle spalle. Ci sono molti altri gladiatori come lui.
Lo spettatore si chin nella sua direzione. Il giovane arricci il naso, per la forte zaffata di vino
che veniva dallalito delluomo. Ma non troverai nessun altro gladiatore altrettanto bravo con la spada.
E i duecento scontri che ha vinto lo dimostrano ampiamente.
Macrone spost lo sguardo sullo spettatore, sbuffando dal naso.
Stronzate! Tutti sanno che i lanisti proteggono i loro migliori gladiatori, per spuntare un
prezzo migliore quando li affittano. Scommetto che la met degli scontri che Ermete ha vinto erano
contro cuochi e folloni.
Mi pare ovvio che tu non sei uno dei suoi sostenitori, comment luomo, guardando Macrone
con una smorfia. Ma cambierai idea, quando Ermete far a pezzi Critone.
Pavone osserv lo spettatore. Perch Ermete ha deciso di tornare a combattere? In fondo  un
gladiatore libero, non un uomo costretto a combattere per una condanna. Ovunque abbia combattuto,
negli ultimi anni, ha ottenuto una fortuna dagli organizzatori.
Lo spettatore alz le spalle. Nessuno lo sa per certo. In molti hanno cercato di convincerlo a
cambiare idea, da quando ha annunciato di volersi ritirare una volta per tutte. Limperatore Caligola tra
gli altri.
E allora perch proprio adesso?
Ho sentito dire che uno dei greci che lavorano per Claudio ha qualcosa a che fare con la
faccenda, replic luomo.
Pavone stava per indagare ulteriormente, quando un applauso scrosciante esplose sugli spalti.
Lo stadio sembr tremare. La sensazione di attesa nella folla era palpabile, mentre gli spettatori si
alzavano in piedi tutti insieme, rivolgendo lo sguardo verso lestremit pi lontana della pista.
Guardate!, esclam lo spettatore. Eccolo che arriva!.
Pavone e Macrone seguirono il suo sguardo. Un singolo cancello si trovava in fondo al lato
orientale della pista, oltre i pali di bronzo della curva. Un silenzio fremente scese sullo stadio, mentre il
cancello si apriva, e una sagoma compariva lentamente, uscendo dalle ombre. Pavone si sent rizzare i
capelli sulla nuca, mentre una figura gigantesca oltrepassava fieramente la soglia, con gli enormi
muscoli scintillanti di sudore. Le vene sulle braccia nerborute spiccavano come corde tese. Il gladiatore
era molto pi grosso del suo avversario. Pavone non ricordava di aver mai visto un combattente cos
enorme.
Merda, sussurr, sentendo il sangue che gli si gelava nelle vene. Dunque lui  Ermete.
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Capitolo 2.
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Il campione di Roma entr nel Circo Massimo, accompagnato da unesplosione poderosa di
applausi e acclamazioni. Un gruppo di spettatori su uno degli spalti pi elevati spieg un enorme
stendardo che ribadiva il suo sostegno a Ermete. Lo spettatore accanto a Pavone scatt in piedi e url
fino a perdere la voce, unendosi ai cori che si levavano da ogni parte dello stadio.
Vince ogni scontro e fa sembrare merda tutti i suoi avversari! Ermete! Ermete!, gridavano i
suoi sostenitori.
Fottiti, Critone!, ringhi un altro spettatore nelle vicinanze, alzando la voce sopra al chiasso
generale.
Pavone lanci uno sguardo a Critone. Il macedone era accanto allarbiter, con le mani che
tremavano per la paura. Il campione gratific i suoi sostenitori sollevando un pugno e agitandolo
vigorosamente nellaria, e ottenendo in risposta una nuova esplosione di applausi, mentre procedeva
nellarena improvvisata, inchinandosi al gruppo che aveva esposto lo stendardo.
Macrone sbuff. Ma guarda quellidiota, che si pavoneggia davanti alla folla. Non durerebbe a
lungo, nella Seconda. Non c posto per i vanagloriosi, nelle legioni.
Pavone studi Ermete, mentre il campione oltrepassava il punto in cui si trovava. Il gladiatore
era in forma perfetta. Oltre allelmo, alle maniche, ai gambali e alla protezione del busto che
solitamente indossavano i provocatori, aveva anche una cintura di cuoio ornata di borchie dorate, che
gli cingeva i fianchi sopra al perizoma. Lornamento scintill lievemente nella pallida luce del mattino,
mentre uno degli attendenti porgeva a Ermete il suo gladio spuntato, che luomo strinse nella destra,
per poi imbracciare il grosso scudo a sinistra. Unimmagine di Cerbero, il cane a tre teste a guardia
delle porte degli Inferi, era stata dipinta sulla superficie con colori vivaci. Poco pi in l, Critone
sembrava inchiodato al suo posto, apparentemente bloccato dal terrore, mentre larbiter ripeteva le
regole del combattimento ai due gladiatori, con voce quasi inudibile a causa delle continue
acclamazioni della folla. Quando ebbe finito, si ritir oltre la linea di gesso, e un applauso ulteriore si
lev dagli spalti dello stadio, al suo segnale che decretava linizio del combattimento. Lo spettatore
accanto a Pavone url con tutte le sue forze, mentre spronava Ermete a massacrare lavversario.
Non mostrargli nessuna cazzo di piet!.
Fallo a pezzi, Ermete!, strill una donna nelle vicinanze.
Critone caric immediatamente lavversario, spinto ad agire precipitosamente per il panico
scatenato dal fervore della folla e dallimportanza delloccasione. Con un aggressivo ruggito, il
macedone piant il piede destro al suolo e si allung in un rapido affondo con la spada, mirando con la
punta arrotondata al petto corazzato dellavversario. Ermete si spost immediatamente alla propria
destra, schivando laffondo e muovendo rapidamente la spada contro Critone in un unico, fluido
movimento. Il gladio colp il lato dellelmo dellavversario, e il violento impatto del metallo contro il
metallo risuon forte in tutto lo stadio. Il macedone barcoll in avanti, momentaneamente disorientato,
con le ginocchia che rischiavano di piegarsi sotto il suo peso. Scuotendo freneticamente la testa, si
allontan da Ermete, respingendo lavversario con rapidi e reiterati affondi della sua spada. Ma il
colosso di Rodi gli si avvicin senza paura, coprendosi con lo scudo e parando ogni colpo, mentre
lasciava pazientemente che lavversario si stancasse da solo.
Critone  nei guai, comment Macrone. Ermete sta giocando con lui. Se non far attenzione,
gli dar una lezione indimenticabile.
Pavone non disse nulla. Era completamente concentrato sullo scontro che si stava svolgendo
sotto ai suoi occhi. Ancora protetto dal proprio scudo, Ermete si fece pericolosamente vicino
allavversario. Critone torn a tentare un affondo contro di lui. Il colosso di Rodi par lattacco.
Frustrato per non essere riuscito a mandare a segno nessuno dei propri affondi, il macedone url a pieni
polmoni e si lanci contro lavversario. Ma il campione par nuovamente senza alcuno sforzo
apparente lassalto, muovendo lo scudo in un ampio arco cos da deviare la spada dal suo petto con
brutale e rapida efficienza.
Un attimo dopo, Ermete si abbass sulle gambe e cal lestremit inferiore del proprio scudo sui
piedi nudi di Critone. Si ud uno schiocco simile a legno che si spezzava, seguito da un ululato di
dolore da parte del macedone, mentre il bordo gli fracassava le dita. Critone lasci cadere il proprio
scudo. Vivide tracce di sangue scarlatto macchiarono la sabbia dellarena, mentre luomo si allontanava
zoppicando disperatamente dallavversario, con movimenti goffi e impediti dalla pesante armatura che
gli pesava addosso. Adesso, Ermete avanz con forza contro lantagonista ferito, muovendosi pi
velocemente, deciso a finirlo. Critone alz gli occhi e vide il campione che gli incombeva addosso.
Ruggendo follemente, il macedone serr entrambe le mani sullelsa della spada e tent un fendente che
Ermete par facilmente. Poi il colosso di Rodi si slanci in avanti con una velocit incredibile,
colpendo con un calcio la parte inferiore dello scudo dellavversario e facendo in modo che la parte
superiore si sollevasse verso di lui. Mentre il pubblico incredulo tratteneva il respiro, Ermete cal
violentemente la spada sullo scudo di Critone, colpendolo con il suo stesso strumento di difesa. Il
gladio sfugg dalle dita del macedone, mentre laltro lo colpiva con un calcio, gettandolo di schiena
nella sabbia. Il gladiatore torreggi a quel punto sul suo avversario battuto. Con un ruggito gutturale,
gett a terra spada e scudo, in un gesto arrogante che Pavone trov inaccettabile. Critone strisci verso
la linea tracciata con il gesso, segnalando allarbiter di mettere fine al combattimento. Annuendo,
luomo sollev il bastone di legno.
La decisione provoc un coro di urla infuriate da parte del pubblico. Luomo accanto a Pavone
stava sputando con furia allidea che lo scontro fosse interrotto. Gli attendenti guardarono larbiter, che
spost il peso da un piede allaltro, incerto. Senza dubbio, gli organizzatori avevano scelto un
avversario cos debole per Ermete perch non volevano rischiare che il campione si ferisse pochi giorni
prima della fine dei giochi, consider Pavone. Ma quello scontro cos breve non aveva di sicuro
soddisfatto gli spettatori.
Sentendo le urla di delusione dei suoi sostenitori, Ermete avanz verso Critone, che giaceva
prono e ormai sconfitto nella sabbia. Larbiter cerc di fermarlo, ma il campione lo spinse via, per poi
chinarsi sullavversario. Gli strapp via lelmo, tra gli ululati di gioia della folla. Prima che il macedone
potesse strisciare via, Ermete lo afferr e lo colp pi volte in faccia. Poi lo sollev in ginocchio.
Serrandogli una mano sulla bocca, lo strinse alla nuca con la mano libera e lasci andare un ringhio
selvaggio mentre gli spezzava il collo con un secco movimento delle braccia. Critone fu scosso da un
violento spasmo e mand un agonizzante urlo di disperazione. Poi si afflosci, ed Ermete lo lasci
andare. Un applauso frenetico si lev dalla folla, mentre il macedone crollava riverso al suolo.
Lo spettatore scosse Pavone per una spalla. Te lavevo detto! Ermete  il migliore di tutti i
gladiatori!.
Il giovane si sforz di sorridere, mentre un orrore senza nome minacciava di abbattersi su di lui.
Non aveva mai visto una simile spaventosa combinazione di forza bruta e abilit. Osserv Ermete
mentre si inchinava ripetutamente davanti ai suoi sostenitori, prima di procedere verso il cancello
allestremit orientale dello stadio, lasciando agli sconvolti attendenti lingrato compito di trascinare
via il cadavere dellavversario sconfitto. Non appena il campione fu scomparso, altri due gladiatori
entrarono alla cieca nellarena per continuare lo spettacolo che avrebbe preceduto le corse delle bighe.
Indossavano elmi completi senza aperture per gli occhi, per il blando divertimento degli spettatori.
Luomo seduto accanto a Pavone e Macrone si alz bruscamente e si allontan in cerca di vino in una
delle taverne allesterno dello stadio. Loptio not il pallore sul volto del giovane gladiatore e gli batt
una pacca sulla coscia.
Avanti, ragazzo. Usciamo da qui. Torneremo al ludus e inizieremo lallenamento. Entro due
mesi, sarai in forma per quel combattimento.
Oltrepassarono gli spettatori e si diressero alla prima uscita che conduceva dagli spalti dove si
trovavano al portico. Pavone camminava lentamente. Si sentiva come se un peso enorme gli si fosse
abbattuto sulle spalle. A giudicare da quanto aveva appena visto, sconfiggere Ermete sembrava
impossibile, anche con il tempo necessario a riprendersi dalle ferite e ad allenarsi nel modo pi
adeguato con loptio. Mentre scendevano i gradini che conducevano fuori dal Circo Massimo, inizi a
temere che la sua esperienza da gladiatore sarebbe terminata nella sconfitta. Il campione era troppo
potente. Ermete lo avrebbe ucciso di fronte allimperatore. Proprio come aveva tolto la vita a suo padre
un anno prima, si ritrov a pensare cupamente.
Il sole aveva riscaldato leggermente la strada allesterno dello stadio. I procacciatori di clienti
dei bordelli e gli allibratori si affollavano intorno al portico, a caccia di affari tra gli spettatori che
oltrepassavano le numerose uscite del Circo Massimo. Pavone not una donna dal viso scarno
raggomitolata su un lato del portico, con un neonato in braccio. Il piccolo continuava a piangere,
lacerando laria con i suoi strilli acuti, mentre sua madre implorava Pavone di donarle qualche moneta.
Il giovane si sent stringere il cuore da una morsa di angoscia, mentre i suoi pensieri tornavano al
proprio bambino, per poi avvertire un immediato sollievo.
Presto Appio sar libero, ricord a se stesso, mentre sentiva le tempie pulsare. Anche se non
riuscir a battere Ermete, le mie vittorie non sono state vane. Ho salvato mio figlio, per lo meno.
Forse. O forse no.
Limperatore ha dato la sua parola. Appio  stato risparmiato.
Sarebbe meglio se non credessi a tutto ci che dice, gli rispose Macrone in tono piatto.
Soprattutto finch ha intorno quei due greci capaci di convincerlo a fare tutto quello che vogliono. I
traditori nel palazzo imperiale sono come le puttane nella Suburra. Fottutamente ovunque.
Pavone lanci uno sguardo incupito al proprio mentore. Proprio in quel momento, qualcosa lo
colp allaltezza delle reni, spingendolo a terra. Il giovane gladiatore piomb nella sporcizia che copriva
per intero la strada.
Fuori dai piedi, miserabili, url una voce burbera. Fate passare Ermete!.
Pavone alz lo sguardo e vide un uomo robusto dallo sguardo affilato e crudele come la punta
di una spada farsi strada sgomitando tra la folla, aprendo una via tra la gente a calci e pugni. Il
campione di Roma lo seguiva da presso, mentre il grosso scagnozzo davanti a lui teneva lontani gli
ammiratori entusiasti che speravano di posare per un attimo gli occhi sul loro eroe. Uno di loro indic il
giovane gladiatore a terra.
Guardate un po!, esclam chiassosamente.  lui Pavone!.
Labbiamo visto al combattimento di gruppo!, esclam luomo accanto al sostenitore di
Ermete.
Pavone si blocc dovera. Si ripul il palmo delle mani sul perizoma, mentre Ermete e il suo
compagno si fermavano. Entrambi si voltarono lentamente a guardarlo. Il grosso tirapiedi fiss
accigliato Macrone, mentre Ermete, senza lelmo che si era sfilato dopo il combattimento, osservava
sprezzante Pavone. Una grossa cicatrice sul labbro superiore trasformava la sua espressione in un
perenne ghigno crudele. I suoi occhi bruciavano, mentre osservava il giovane gladiatore, al punto che
un fuoco inestinguibile sembrava bruciare in quelle orbite. Le urla e le incitazioni della folla intorno al
campione di Roma si placarono bruscamente, seguite da un teso silenzio che cal su tutta la strada,
mentre centinaia di spettatori si giravano simultaneamente verso quel confronto. Ermete mostr i denti
al futuro avversario. Pavone not gli schizzi di sangue dello scontro con Critone sul suo largo petto.
Bene, bene, sibil, con la sua voce bassa e ringhiosa. Guarda un po chi si vede. Il figlio del
traditore e il prossimo uomo che morir sotto la mia spada.
Pavone non si mosse n abbass lo sguardo, ma deglut nervosamente, mentre Ermete gli
andava incontro a lunghi passi decisi. Ogni centimetro del corpo del campione sembrava coperto di
muscoli frementi. Il giovane gladiatore si rese conto che Macrone era l al suo fianco. Lespressione sul
suo volto era determinata e minacciosa.
Mi hanno detto che hai chiesto di combattere contro di me, invece di accettare la tua libert,
dichiar Ermete.  vero?.
Pavone si sent avvampare per la rabbia. Annu. Volevo combattere da molto tempo contro di
te. Fin dal giorno in cui hai ucciso mio padre Tito.
Tito?, ripet Ermete, inarcando un sopracciglio. S. Mi ricordo molto bene di quelluomo. E
sai cosaltro mi ricordo? Di come quel vecchio idiota abbia frignato come un bambino, mentre stavo
per tagliargli via quella cazzo di testa.
La furia bruci nelle vene di Pavone, mentre Ermete scoppiava a ridere. Il robusto scagnozzo al
suo fianco lo imit. E cos fecero alcuni degli spettatori. Il campione fece schioccare cupamente le
nocche.
Ho avuto il privilegio di onorare il volere dellimperatore e uccidere un generale traditore,
soggiunse minacciosamente. Le risate si placarono rapidamente. Ora potr fare a pezzi suo figlio nella
stessa arena. Ucciderti sar un piacere. Davvero, gli di sono generosi.
Pavone lott per mantenere la calma. Mio padre era un bravuomo.
Ermete rise crudelmente. Tito era un bastardo traditore. Meritava di morire. Come te, per la
tua stupida decisione di affrontarmi. Un errore che ti far pagare con il sangue, ragazzino ricco.
Il campione fece un altro passo verso Pavone. I due si fronteggiarono faccia a faccia. Erano cos
vicini che il giovane riusc a sentire il fetore del fiato e del sudore dellassassino di suo padre. Ermete
lo fiss negli occhi, e Pavone sostenne il suo sguardo, ignorando lansia che gli pulsava in gola. La
gente si ammass ancora di pi intorno ai due gladiatori.
Pavone serr le mani a pugno. Macrone lo raggiunse di scatto e serr una mano intorno al suo
polso. Risparmia le forze, ragazzo, ringhi. Tieniti la rabbia per gli allenamenti.
Ermete sembrava divertito. Chi  questo?.
Macrone si fece avanti. Lucio Cornelio Macrone, optio della Seconda Legione.
Ermete trattenne una risata. Ti stai facendo addestrare da un legionario?. Si batt una coscia e
sghignazz insieme al suo compagno.
Macrone  stato personalmente decorato dallimperatore Claudio, replic Pavone a denti
stretti.
Il campione si rivolse a Macrone. Cosa hai fatto, hai corrotto qualche ufficiale di alto rango?.
Loptio sostenne il suo sguardo. Me lo sono guadagnato con il sangue. Ho fatto a pezzi
unorda di Germani infuriati e guidato una spedizione oltre il Reno dopo che il nostro centurione era
stato ucciso in un assalto.
Ermete fece una pausa, assottigliando lo sguardo su Macrone. Poi si pass il dorso della mano
sulle labbra. Che io sia dannato, un vero eroe romano. Si volse al grosso uomo al suo fianco e
sogghign ampiamente. Hai sentito, Cursore?.
Il compagno scoppi a ridere e scosse la testa. Ermete torn a fissare Pavone.
 per questo che perderai, traditore. Hai un rozzo legionario veterano ad addestrarti, mentre io
ho il miglior addestratore di gladiatori dellimpero. Accenn alluomo al suo fianco. Gaio Calpurnio
Cursore.
Pavone aggrott la fronte. Ricordava quel nome da un vecchio combattimento tra gladiatori.
Lex campione che sconfisse Tetraite, il Macellaio della Bitinia?.
Ermete annu, trionfante. Proprio lui. Con le sue conoscenze e le mie capacit, ti schiaccer.
Lanci uno sguardo a Macrone, con un lampo minaccioso negli occhi. Forse sarai felice di unirti a
Pavone e a suo padre nellaldil, soldato.
Macrone fece un passo verso il campione, pieno di rabbia. Non ho bisogno di stare ad
ascoltare miserabili come te. Accenn in direzione della folla. E adesso tornatene nel buco da dove
tu e quel tuo grasso allenatore siete strisciati fuori.
Cursore si fece avanti e punt un dito contro Macrone. Non puoi parlare in questo modo a
Ermete. Lui  il campione di Roma, nonch un liberto. Mostragli il rispetto che gli  dovuto.
Campione un cazzo, sibil Macrone. Cursore gli lanci uno sguardo minaccioso e brutale.
Ermete  un sacco di merda alto sei piedi e mezzo, che abbatte chiunque limperatore gli metta
davanti per far divertire la folla. Liberto o meno,  pi in basso di un cazzo di schiavo. E da quel che
vedo, il suo addestratore vale ancora meno.
Cursore inspir profondamente e si gett contro Macrone. Un brivido gelido attravers Pavone,
quando Ermete si abbass con la spalla per tentare di colpirlo con un pugno. Anticipando la mossa, il
giovane gladiatore si slanci verso il campione, ormai folle di rabbia, bruciando dal desiderio di
ucciderlo l sulla strada, davanti agli occhi dei suoi adoranti ammiratori. Ma Ermete allarg le braccia e
lo afferr con forza, sollevandolo da terra. Il campione si lasci sfuggire un grugnito esplosivo e lanci
Pavone contro una bancarella nelle vicinanze. Un lampo di dolore lancinante attravers la schiena del
giovane quando piomb su una fila di cianfrusaglie. Statuette e braccialetti senza valore si sparsero sul
lastricato. La folla si divise intorno ai due gladiatori, tra acute grida di allarme. Pavone lott per
rialzarsi in mezzo ai resti distrutti della bancarella, ma Ermete gli fu subito addosso, e lo colp con un
calcio al fianco. Una fitta infuocata gli riverber tra le costole.
Sta lontano da lui!, tuon Macrone, spingendo via Cursore, caricando Ermete e gettandolo al
suolo con un ruggito selvaggio. Temporaneamente stordito dallinatteso assalto, il campione si dibatt
sotto al peso del robusto soldato. Nello stesso momento, Pavone si liber dei detriti e si port una mano
alla testa, rendendosi conto che qualcosa di caldo e appiccicoso gli stava colando tra i capelli. Ritir la
mano e fiss il palmo macchiato di sangue. Alz lo sguardo, giusto in tempo per vedere Cursore che si
lanciava su Macrone, con gli occhi fiammeggianti dodio.
Macrone, attento!.
Mentre loptio alzava gli occhi, Cursore gli mise un braccio intorno alla gola, trascinandolo via
da Ermete. Lottando per respirare, Macrone scalci contro laddestratore, colpendolo con violenza
allinguine. Luomo si pieg in due per il dolore, liberandolo. Loptio si gir di scatto, caricando un
montante che centr Cursore alla mascella. Laddestratore grugn. Si ud lo schiocco secco della
mandibola che si spezzava. Rilass la bocca e rovesci gli occhi indietro. Senza fermarsi a riprendere
fiato, Macrone abbass la testa e caric il suo avversario ferito, riempiendolo di colpi violenti. Nel
frattempo, Ermete si era rialzato. Sput una boccata di sangue e pos lo sguardo bruciante su Pavone.
Ora sei finito, traditore.
Un grido improvviso si lev da qualche parte in mezzo alla folla, distraendo i due gladiatori.
Lottando per resistere al dolore bruciante alla testa, Pavone lanci uno sguardo oltre Ermete e not un
gruppo di pretoriani che si faceva strada tra la gente. Usarono i loro pesanti bastoni di legno per aprirsi
un varco e ben presto circondarono i due gladiatori e i loro addestratori. Un attimo pi tardi, lufficiale
a capo della coorte emerse dalla calca.
Ora basta!, sbott, mentre i suoi uomini trascinavano via Macrone da uno sconvolto Cursore,
e altri due afferravano Ermete per allontanarlo da Pavone. Lufficiale not il campione e per un attimo
rest senza parole. Lo stava fissando con evidente ammirazione.
Oh, ti ho visto combattere, prima Tu sei Ermete!, esclam.
Il gladiatore annu. Sono io.
Ti ho visto sconfiggere quel bastardo dellIlliria, Demetrio. Non avevo mai visto usare la
spada con tanta maestria. Poi, ricordando i propri doveri, si ricompose rapidamente e schiocc le dita
verso i due che tenevano fermo Ermete. Lasciatelo subito, non  questo il modo di trattare una
leggenda dellarena.
Le guardie gli obbedirono allistante. Dando le spalle al gladiatore, lufficiale cerc qualcun
altro con cui prendersela per la rissa e pos lo sguardo su Macrone. Tu. Prendi il tuo gladiatore e
tornatene al ludus imperiale. Non vogliamo gentaglia come voi a creare problemi da queste parti.
Gi le mani!, tuon Macrone, scrollandosi di dosso gli uomini che cercavano di tenerlo
fermo. Le sue narici fremevano per la rabbia, mentre fissava con odio lufficiale. Sono stati quei
bastardi ad alzare le mani. Gesticol verso Ermete e Cursore. Io e il ragazzo abbiamo dato loro
soltanto quello che si meritavano.
Bugiardo!, esclam qualcuno dalla folla.  stato quel grosso figlio di puttana a cominciare.
Altri sostenitori di Ermete urlarono la loro approvazione. Lufficiale li guard, prima di tornare
a fissare Macrone con una smorfia minacciosa.
Da quello che sento, sembrerebbe che sia stato tu ad attaccare per primo. Quanto al mercante,
far stilare un conto dei danni e sar detratto dalla tua paga.
 stato Ermete a cominciare!.
Non me ne frega un cazzo, ritorse lufficiale. E ora andatevene, o vi far gettare nel
Mamertino, e allora potrete passare la notte in quel buco di merda insieme ai ratti.
Macrone rabbrivid al solo pensiero. Borbottando tra i denti bestemmie contro gli di,
oltrepass Cursore e fece cenno al suo giovane allievo di seguirlo, mentre le guardie si prodigavano a
disperdere la folla. Alcuni spettatori si radunarono nelle taverne costruite sotto al portico per riempire
le fiasche di vino che si erano portati dietro per la giornata. Altri cercarono gli allibratori per piazzare le
loro scommesse sui Bianchi o sui Verdi, prima dellinizio delle corse delle bighe in programma.
Pavone port con delicatezza una mano al taglio che aveva in testa e fece una smorfia di dolore. Mentre
si accingeva a seguire Macrone, Ermete gli tagli la strada, arricciando le labbra in un ghigno
grottesco.
Ricordi cosa  accaduto al tuo vecchio, dopo che io lho ammazzato?.
Il giovane gladiatore digrign i denti, senza rispondere. Un pensiero gli attravers la mente,
mentre Ermete si chinava su di lui e abbassava la voce a un rauco sussurro.
Non dirmi che te lo sei dimenticato, ragazzino, eh?. Sogghign. Allora lascia che te lo
ricordi io. La testa di Tito  stata piantata su un palo e messa in mostra nel Senato, come avvertimento
per tutti gli altri riguardo ai rischi che corre chi cospira contro Roma.
Negli occhi di Pavone pass un lampo di rabbia. Li chiuse con forza, serrando le mascelle.
Aveva tentato di dimenticare lamaro ricordo del giorno in cui aveva saputo di quellumiliazione finale
subita da suo padre. Unondata dodio lo attravers, mentre ogni suo muscolo si tendeva
immediatamente.
Hanno lasciato la sua testa in mostra per giorni, continu Ermete. I corvi sono venuti a
beccarla. Alla fine, il fetore era cos insopportabile che lhanno dovuta portare via. Ho sentito che uno
dei servi dellimperatore lha gettata nel Tevere.
Ti uccider, sibil Pavone, per quello che hai fatto alla mia famiglia. Lo giuro su tutti gli
di.
Ermete sbuff dalle narici. Non credo proprio, traditore. Gli di mi favoriscono sempre. Tra
due mesi, la prossima testa conficcata su una picca sar la tua.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Piano, ragazzo!, sbott Macrone, nellallenamento del mattino successivo, sul campo del
ludus imperiale. Ti  stato ordinato di attaccare il palus, non di spezzarlo a met, dannazione!.
Pavone non sembr udire il suo mentore. Continu a colpire ossessivamente il palo di legno,
spinto da una furia incontrollabile, mentre visualizzava mentalmente il volto di Ermete in cima al
palus. Si ud uno schianto secco quando la punta della sua spada lo colp nel punto in cui si sarebbe
dovuto trovare limmaginario collo dellavversario. Rivoli di sudore gli scendevano lungo la schiena. Il
giovane non aveva fatto altro che attaccare furiosamente il palus, da quando Macrone era giunto al
ludus allalba per cominciare laddestramento della giornata. Era completamente coperto di sudore,
nonostante il crudo gelo invernale. I suoi muscoli erano ancora indolenziti dopo lo scontro di gruppo e
sulla ferita che aveva ricevuto alla spalla si era formata una crosta irregolare. Ma il dolore sordo e
pulsante alla spalla era niente, in confronto al peso opprimente che gli schiacciava lo stomaco. Pavone
non era riuscito a dormire, quella notte, continuando a rigirarsi nella sua cella mentre immaginava la
testa di suo padre piantata su una picca, e i suoi nemici che la coprivano di ingiurie. Il suo desiderio di
vendetta si era trasformato in qualcosa di pi oscuro, uninconfessabile necessit di fare a pezzi
Ermete. Non voleva semplicemente uccidere il campione di Roma. Voleva farlo soffrire, cos come
aveva sofferto lui negli ultimi mesi. Ringhiando a denti stretti, Pavone abbatt ancora una volta la lama
della spada contro il palus gi pieno di segni, immaginando di affondarla nel collo di Ermete, con i
muscoli contorti per la furia. La spada si scheggi nel colpire il palo. Macrone gliela strapp
immediatamente di mano.
Che cazzo credi di fare, ragazzo?, sbott, impaziente.
Pavone gli restitu lo sguardo con rabbia, il petto che si sollevava rapidamente. Mi sto
allenando, signore. Come mi hai ordinato di fare, replic amaramente. Mi hai ordinato di tirare fuori
la rabbia sul campo di addestramento.
Macrone sbuff e scosse la testa. Ti ho detto di usare la tua rabbia per motivarti, ragazzo. Tu
invece non stai facendo altro che colpire il palus alla cieca. Per gli di, non ti stai neanche sforzando di
ripetere le mosse che ti ho insegnato. Se proverai ad attaccare Ermete in quel modo, ti far a pezzi
prima ancora che tu sia riuscito anche soltanto a scaldarti.
Angoscia e frustrazione soverchiarono il giovane gladiatore, che abbass la testa e le spalle
come se fossero schiacciate da un peso. Mi dispiace, signore, ansim, ma Ermete  troppo forte per
me.  inarrestabile.
Macrone afferr il suo allievo per le spalle e lo fiss dritto negli occhi. Ermete non  un dio, 
un fottuto gladiatore. Avr pure qualche punto debole. Dobbiamo soltanto capire qual .
Hai visto anche tu il suo duello contro Critone, protest Pavone. Non mi  sembrato di
vedere alcun punto debole in lui.
Critone non ha portato a termine neanche un attacco degno di questo nome, ribatt
severamente Macrone. Noi faremo di meglio. E pensala in questo modo: se perderai, per lo meno te ne
sarai andato combattendo. E renderai fiero di te il tuo vecchio, eh?.
Pavone annu senza convinzione. In momenti come quello, si ritrovava sempre a maledire la sua
educazione. Conosceva tutte le tragedie greche, la storia di Roma e le regole della scherma elegante,
ma gli mancavano la spietatezza e listinto di sopravvivenza di un vero guerriero. Non si poteva sperare
di imparare la tenacia e il coraggio a scuola. Macrone non mancava di nessuna delle due qualit, grazie
ai molti anni trascorsi a fare il soldato e a combattere sui confini insanguinati dellimpero. Loptio
possedeva il genere di addestramento che si poteva sperare di ottenere soltanto attraverso il duro
lavoro, riflett Pavone.
Forse avrei dovuto scegliere la libert e dimenticare la vendetta, ammise piano, ricordando di
come limperatore Claudio gli avesse offerto di farlo tornare un uomo libero, dopo lo scontro di
gruppo.
Macrone stava per rispondere quando si ud un lontano ruggito, e lui volse lo sguardo verso
lanfiteatro di Statilio Tauro, a est del ludus imperiale nel Campo Marzio. Sapeva bene cosa significava
quel suono: era iniziato il programma di combattimenti con le belve, deciso per quella giornata. Loptio
sent un brivido arrivargli fin nelle ossa e scost rapidamente gli occhi dalla direzione dellarena.
Ricomponiti, ragazzo. Sei andato troppo avanti per mandare tutto in malora in questo modo,
ora. E poi, non vorrai che quel coglione arrogante ti porti via la gloria, vero?
No, dichiar freddamente Pavone. Ma come far a sconfiggerlo, in nome degli di?.
Macrone si zitt per qualche istante, rimuginandoci su. Ma fu interrotto da una voce che gridava
i loro nomi, dalla parte opposta del campo di addestramento.
Macrone! Pavone!.
Girandosi nella direzione della voce, Pavone assottigli lo sguardo per mettere a fuoco e vide
un uomo alto e magro che marciava a lunghi passi verso di loro, proveniente dalledificio
amministrativo a sinistra del cancello. Merda, borbott. Cornicen quel bastardo.
Il lanista imperiale?. Macrone sollev un sopracciglio. Sembra avere un debole per te, eh?.
Pavone annu cupamente.  vicino a Ermete e Cursore. Fin troppo, per i miei gusti.
Da quando era stato annunciato il duello, Gneo Senzio Cornicen aveva fatto tutto ci che era nei
suoi miseri poteri per rendere la vita impossibile a Pavone, facendogli arrivare due rancidi pasti al
giorno e facendolo dormire nella cella pi fredda, umida e sudicia del ludus. Era una tattica vile,
pensava Pavone, e tipica dellintrigante lanista. Cornicen sembrava particolarmente ansioso di andare
incontro ai desideri di coloro che detenevano il vero potere e la vera influenza, mentre supervisionava
la preziosa collezione di gladiatori dellimperatore.
Macrone grugn. Probabilmente sta cercando lapprovazione di quei due viscidi liberti di
Claudio.
Cornicen si avvicin alloptio e al suo allievo.
Lascia le armi e smetti di allenarti, Pavone, scatt.
Macrone lanci uno sguardo torvo al lanista, stentando a nascondere il disprezzo che provava.
Stai interrompendo la nostra sessione di allenamento.
Cornicen lo fiss per un attimo. Non rispondo a te, optio. E ti interromper quando e come lo
riterr opportuno. Soprattutto quando un membro della casa imperiale richiede la vostra presenza.
Lassistente del segretario imperiale, nientemeno.
Murena, pens Pavone, rabbrividendo al ricordo di quelluomo.
E a me piacerebbe una bellezza siriana e un calice di buon Falerno, ma non sempre si ottiene
ci che si vuole, giusto?, ribatt prontamente Macrone, scacciando il lanista con un cenno noncurante
della mano. Qualunque cosa voglia Murena, dovr attendere finch non faremo una pausa.
Cornicen si schiar la gola. Lallenamento  finito, per oggi, optio. Andate subito a fare
rapporto al palazzo imperiale.
Ma devo allenarmi!, protest Pavone.
Non  un mio problema, dichiar il lanista con un sogghigno. Francamente, prima Ermete ti
far a pezzi e meglio sar. Non hai portato altro che problemi, da quando hai messo piede nel ludus.
Questo posto  per i veri campioni come Ermete. Non per dei ragazzini polemici che non sanno tenere
la bocca chiusa.
Pavone fiss per un attimo Cornicen, prima che Macrone lo afferrasse per un braccio,
sospingendolo dietro al lanista, che gi procedeva rapidamente verso i cancelli dalla parte opposta del
ludus. Oltrepassarono gli altri gladiatori che si allenavano di fronte alla mezza dozzina di pali sistemati
pi a nord. Ermete smise per un attimo di attaccare il suo per lanciare un cupo sguardo nella loro
direzione. Cornicen aveva ordinato che Ermete e Pavone si allenassero ben lontani luno dallaltro,
temendo ovviamente una reiterazione della rissa scoppiata allesterno del Circo Massimo. Tenerli
separati, per lo meno, era semplice, essendo Ermete un gladiatore libero, che non doveva restare
sempre rinchiuso nel ludus imperiale. Pavone aveva saputo da un altro dei combattenti del ludus che
Ermete aveva affittato una lussuosa villa fuori dalle mura cittadine. Labitazione apparteneva a un
anziano magistrato che, a quanto sembrava, stava cercando di guadagnarsi il favore dellimperatore
soddisfacendo le necessit del suo pi amato gladiatore.
Cornicen ordin alle guardie di aprire i cancelli del ludus e Macrone e Pavone uscirono sulla
Via Flaminia. I battenti si richiusero con un tonfo alle loro spalle. Le torrette delle guardie, ai due lati
dellentrata, proiettavano lunghe ombre sul lastricato, mentre il sole si levava nel cielo. Raggi di luce si
aprivano la strada tra le fitte nubi che si affollavano basse nel cielo, creando strisce dorate lungo le
facciate decorate dei templi che si ergevano sulle pendici del Campidoglio, a sud.
Che cosa vorr da noi, adesso, quellinfido bastardo di un greco?, sibil Pavone.
Macrone gli lanci uno sguardo infastidito. Che cazzo vuoi che ne sappia? Qualunque cosa sia,
per, posso assicurarti una cosa, ragazzo: non saranno buone notizie.
Pavone trattenne lansia che gli fremeva dentro mentre procedevano lungo la Via Flaminia. Il
ludus era stato costruito accanto allarena. Probabilmente, consider Pavone, in modo da permettere
agli organizzatori dei giochi di trasportare gladiatori e condannati dalle loro celle nel ludus allarena
senza rischiare che fuggissero. Uno stuolo di mosche ronz intorno ai due uomini mentre un gruppo di
attendenti appendeva il corpo mutilato di un cinghiale su un lato della strada. Cerano diverse carcasse
di animali ammucchiate vicino al cinghiale, con i fianchi spolpati dai cittadini pi poveri e affamati,
alla ricerca disperata di un misero resto di carne. Le bestie provenivano dalle venationes di quella
mattina. Mentre i due si avvicinavano al palazzo imperiale, la mente di Pavone continu a tornare al
momento della sua presentazione di fronte al palco dellimperatore, dopo lo scontro di gruppo. Claudio
si era rifiutato di ascoltare Murena, sminuendolo di fronte a tutto il seguito imperiale, e causandogli un
ovvio e grave risentimento.
Me la pagherai per questo, aveva promesso Murena al giovane gladiatore. Stanne pur
certo.
Pavone sent i muscoli del collo irrigidirsi, quando gli venne in mente che lassistente poteva
averli chiamati al palazzo imperiale per consumare la propria vendetta. Lui e Macrone non sarebbero
stati certo i primi cittadini romani a sparire, nel corso del regno dellimperatore Claudio, e il giovane
poteva immaginare che Murena avrebbe fatto qualunque cosa per evitare che il suo scontro con Ermete
avesse luogo. Per un attimo, desider di avere la possibilit di combattere contro Murena e Pallade
nellarena, invece che contro il campione in carica. La loro morte gli avrebbe garantito un piacere quasi
altrettanto intenso di quello che avrebbe tratto dalla vendetta su Ermete.
Segu Macrone lungo uno dei numerosi vicoli che si dipartivano dalle strade principali per
raggiungere il dedalico palazzo imperiale. Davanti a loro si trovavano i cancelli in ferro battuto del
palazzo, al di l dei quali si scorgevano i notevoli gradini di marmo delledificio. Cerano degli uomini
di guardia allentrata. Macrone si avvicin ai cancelli davanti a Pavone, riferendo il proprio nome alle
guardie e ottenendo in cambio un rapido cenno di riconoscimento e un silenzioso invito a entrare. Un
servo li scort oltre i gradini di marmo. Salirono altre quattro rampe di scale prima di attraversare un
ampio corridoio il cui pavimento era coperto da un complesso mosaico. In un angolo, un
amministratore era seduto a un tavolo, intento a scrivere con uno stilo su una tavoletta di cera. Al
rumore dei passi, alz lo sguardo dal proprio lavoro e accenn verso una porta in fondo al corridoio.
Vi sta aspettando, afferm bruscamente.
Il servo apr la porta e fece entrare Macrone e Pavone. Poi si gir e si allontan lungo il
corridoio, lasciando loptio e il giovane gladiatore ad ammirare lo splendore di quellufficio. Unalta
finestra dava direttamente sul Foro. Pelli di animali trattenevano il calore che si levava dallipocausto
sotto al pavimento, riscaldando i piedi di Pavone, decisamente intirizziti dal freddo. Al centro della
stanza si trovava una grossa scrivania di legno di quercia, ingombra di pergamene e tavolette di cera.
Un uomo snello dai capelli argentei e dalla pelle liscia si alz dalla sedia dietro la scrivania e salut i
suoi ospiti con un affabile sorriso, i denti che scintillavano candidi come marmo alla luce del sole
proveniente dalla finestra.
Benvenuto, Macrone, esord grandiosamente Murena. Non eri mai stato nellufficio del
segretario imperiale, prima dora, vero?
Gli di mi avevano risparmiato questo particolare piacere, finora. Loptio lanci uno sguardo
allarredamento e grugn.  qui che tu e Pallade cospirate contro i vostri nemici, vero?.
Murena ridacchi debolmente e spost gli occhi su Pavone, mentre gli angoli delle sue labbra
sottili si sollevavano visibilmente. Un lampo gli pass nello sguardo, mentre osservava il giovane
gladiatore. Sembri in ottima forma, ragazzo.
Si pu sapere che cazzo vuoi?, sbott Macrone, mentre il petto gli si gonfiava per la rabbia.
Non  questo il modo di parlare con un amico, replic Murena con falsa cordialit, mentre
intrecciava con calma le mani dietro la schiena. Davvero, hai modi terribilmente rozzi, perfino per un
legionario. Non mi stupisce che la promozione a centurione non sia mai arrivata, Macrone. Mi sembra
che ti manchino le necessarie abilit diplomatiche.
Loptio fiss freddamente laiutante. AllAde la tua diplomazia. Sono un soldato, non un cazzo
di senatore.
Che eloquenza, Macrone. Come sempre. Murena gir intorno alla scrivania, abbassando lo
sguardo verso i propri piedi e aggrottando la fronte. Dimmi, come se l cavata il nostro stimato
campione, lorgoglio di Roma, ieri mattina al Circo Massimo?
Parli di Ermete?. Macrone serr le mascelle. Preferiva decisamente il linguaggio conciso
delle legioni agli infiorettati giri di parole del segretario imperiale. Ha riempito Critone di botte e poi
gli ha spezzato il collo. Non che fosse un avversario degno di lui. Scommetto che un pretoriano
qualsiasi sarebbe riuscito a combattere meglio di quel gladiatore.
Capisco, rispose con calma Murena. Un vero peccato. In realt, avevo sperato che Critone
mettesse un minimo alla prova le abilit di Ermete. Laiutante fece una breve pausa, serrando le labbra
mentre continuava a guardarsi i piedi. Murena era cambiato, pens Pavone. Forse era colpa della fatica
di organizzare i giochi per limperatore, ma il segretario sembrava fragile e visibilmente esausto. Aveva
i capelli scarmigliati e lo scintillio arrogante che di solito si vedeva nei suoi occhi si era decisamente
placato.
Di che cazzo si tratta?, riprese Macrone. Se speri di trascinarci in un altro dei tuoi inganni, ti
sbagli di grosso.
Murena si finse innocente. Calmati, optio. Sono venuto qui per conto del segretario imperiale,
per offrirti aiuto nella tua impresa.
Macrone si accigli. Cosa? Vieni al punto. Abbiamo uno scontro per il quale allenarci.
Murena lo fiss per un attimo. Sono lieto che tu abbia parlato del combattimento. 
esattamente questo lo scopo del nostro incontro. Riguarda il nostro comune nemico.
Lo sguardo delloptio si assottigli sospettosamente. Che cazzo stai dicendo?.
Laiutante sorrise lievemente. Sono qui in veste di amico e alleato per aiutarvi a sconfiggere Ermete.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Per un attimo, sia Macrone che Pavone furono troppo meravigliati per riuscire a rispondere. Un
gelido silenzio rest sospeso tra loro, mentre Murena lasciava che il significato delle sue parole
arrivasse pienamente ai due uomini. Infine, fu loptio a parlare.
Stai scherzando, ringhi. Preferiresti pulire una latrina con la lingua, che offrirti di aiutarci.
Murena fiss Macrone, ma riusc a trattenere lirritazione. Sono molto serio, invece, replic
con calma. Sia io che Pallade abbiamo motivo di desiderare la morte del pi amato gladiatore di
Roma.
Stai sprecando il fiato, ribatt bruscamente Macrone. Non abbiamo niente da dirti.
Murena lott visibilmente per evitare di cedere allodio che provava per il soldato. Schiarendosi
la gola, riprese: Non sto negando che abbiamo avuto delle divergenze, in passato, optio. Ma speravo
che avremmo potuto metterle da parte per parlare del nostro scopo comune.
Stronzate! Un gallo dovr diventare imperatore, prima che io accetti di allearmi con uno come
te. E ora, se hai finito, dovremmo tornare al nostro addestramento.
Macrone si volt per lasciare lufficio. Pavone lo afferr per un polso e si pieg a sussurrargli
qualcosa allorecchio, mentre laiutante imperiale li fissava in silenzio.
Credi che sia una scelta saggia?, domand il giovane, abbassando la voce in modo che
Murena non potesse sentirlo.
Loptio si imbronci. Non starai davvero suggerendo di ascoltare quel bastardo, dopo tutto ci
che ti ha fatto?.
Pavone si strinse nelle spalle. Potrebbe essere daiuto.
Macrone sembrava sul punto di farsi venire un colpo. Santi numi, ragazzo!, sibil tra i denti.
Non ricordi come Pallade e Murena abbiano tentato di avvelenarti, quando hai combattuto contro
Britomaris? E quando non ha funzionato, quei due serpenti ti hanno condannato a morire in un
combattimento con le belve. Merda, hanno perfino tentato di spedirti nellAde in quello scontro di
gruppo dellaltro giorno!.
Lo so, replic il giovane, cercando di non pensare allodio che provava per laiutante
imperiale. Ma, signore, che possibilit abbiamo? Abbiamo visto entrambi Ermete battere Critone, ieri.
Abbiamo bisogno di ogni aiuto possibile. Accenn con il mento in direzione di Murena. Perfino se
viene da quel greco traditore.
Macrone schiocc la lingua e ci pens su per qualche istante.
Merda. Temo che tu abbia ragione. Sbuffando dalle narici, si volse nuovamente a Murena.
Daccordo. Ti ascoltiamo.
Laiutante lo fiss freddamente. Tutto ci che io e Pallade abbiamo fatto  stato ordinato
dallimperatore Claudio. Spero che apprezziate il fatto che non c mai stato niente di personale nelle
nostre azioni.
Spiegaci soltanto come avete intenzione di aiutarci.
Un sorriso pieg le labbra sottili del greco. So quanto desiderate veder morire Ermete
nellarena.
Pavone serr le palpebre, ricordando di aver giurato che non avrebbe pi avuto pace finch non
fosse riuscito a vendicare la morte di suo padre. Sent il furore bruciargli nelle vene, mentre
considerava quella promessa. Daltro canto, odiava Pallade e Murena. Erano almeno in parte
responsabili per lorribile disonore riservato a suo padre, quando la sua testa era stata esposta al Senato.
Ma del resto, aveva giurato di vendicarlo, dopo che era stato massacrato e umiliato da Ermete. Il
giovane gladiatore era assolutamente deciso a uccidere il campione di Roma, anche se questo avesse
significato dover scendere a patti con il liberto che aveva cospirato per disonorare la famiglia dei
Valerii. Per quanto quellidea fosse rivoltante, Pavone ammise silenziosamente di non avere
alternativa, se voleva sconfiggere Ermete.
Apr gli occhi e annu. Pi di ogni altra cosa.
Murena gli sorrise malignamente e si guard le unghie. Se c da credere a quella feccia degli
allibratori che si aggirano fuori dal Circo Massimo, Ermete  il favorito assoluto, in questo scontro.
 assolutamente vero, intervenne Macrone. Per poi fare un burbero cenno allallievo. Ma
faremo del nostro meglio per smentire quegli avidi bastardi, non  cos?.
Pavone fece una smorfia a quellatteggiamento di sfida da parte delloptio. Lo ammirava per il
suo coraggio e per la volont di ferro che aveva di fronte alla morte. Ma una sensazione orribile
continuava a strisciargli nelle viscere, mentre considerava lidea di una sanguinosa morte nellarena.
Perfino il supporto incondizionato di Macrone era incapace di nascondere lamara verit. Sconfiggere
Ermete era quasi impossibile.
Murena intrecci le mani sotto il mento e guard fuori dalla finestra. Dopo un lungo istante,
riprese: Io e Pallade abbiamo la capacit di diciamo, farlo diventare uno scontro alla pari.
Pavone si pieg in avanti. Perch volete aiutarci? Se Ermete vince, io morir. Non  il risultato
che avete cercato di ottenere per tutti questi mesi?.
Distogliendo bruscamente lo sguardo dalla finestra, Murena fiss per un attimo il giovane
gladiatore. Forse non te ne sei accorto, ragazzo, e sono certo che il tuo optio ne sia completamente
alloscuro, ma tra queste mura si sta svolgendo una terribile lotta per il potere, mentre noi parliamo.
Uno scontro disperato quanto ciascuno di quelli che i gladiatori combattono nellarena.
Le sue parole strapparono un grugnito divertito a Macrone, che rote gli occhi per poi guardare
sprezzante il liberto.
Murena lo fiss intensamente. So che non hai alcun interesse per la politica di Roma, optio.
Sbuff, in tono derisorio. Senza dubbio preferisci ubriacarti nelle taverne, o magari saziare le tue
voglie euripidee in qualche bordello.
Macrone lo guard perplesso. Euripi-cosa?.
Murena sorrise e scosse il capo. Non importa. Ci che mi interessa  che voi due comprendiate
un fatto. Il segretario imperiale ha consigliato Claudio dal giorno in cui  stato proclamato imperatore.
Con il mio sostegno, Pallade ha aiutato sua maest imperiale ad attraversare le tempeste dei suoi primi
giorni di regno. La sua abilit politica gli ha permesso di rendere Claudio il legittimo erede alla toga di
porpora.
Qualcuno potrebbe dire che anche lassassinio dei suoi nemici ha dato una mano, in questo
senso, comment seccamente Pavone.
Laiutante fiss con astio il gladiatore, piccato dalla verit di quellaffermazione. Diversi mesi
dopo che Claudio era asceso al trono, e Pavone lo sapeva, senatori influenti e membri importanti della
corte imperiale continuavano a sparire dalle strade di Roma.
Abbiamo servito molto bene Roma, controbatt Murena, sulla difensiva. Pallade si 
dimostrato un consigliere molto valido e si  guadagnato la fiducia dellimperatore su importanti
questioni di stato. Ma ora le nostre posizioni di influenza sono minacciate da un altro liberto. Si 
avvicinato molto a Claudio, di recente. Ovviamente, vi sto parlando in confidenza.
Come si chiama?, domand Pavone. Forse lho sentito nominare.
Narciso. Murena arricci il naso nel pronunciare quel nome, come se gli avesse lasciato un
sapore orribile in bocca.
E allora?. Macrone scroll le spalle con noncuranza. Un liberto intrigante ne sostituisce un
altro. Dov il problema? Fate tutti schifo allo stesso modo.
Che tu ci creda o no, alcuni di noi mettono gli interessi di Roma al di sopra dei propri. Mentre
il popolo si ubriaca, indugiando nel gioco dazzardo e in osceni spettacoli, uomini come me e Pallade
lavorano incessantemente per amministrare limpero. Se non fosse per noi, Roma sarebbe andata in
pasto ai cani molto tempo fa.
Pavone lanci unocchiata incuriosita allaiutante. E questo Narciso  diverso?
Narciso ha i suoi scopi. Vede Pallade come una minaccia. Se riuscir a guadagnarsi la fiducia
completa dellimperatore, senza dubbio metter Claudio contro di noi. E come minimo, saremo
esiliati o peggio.
Non vogliano gli di, borbott sarcasticamente Macrone.
Murena non sembr udirlo. Senza di noi, non ci sar nessun nuovo programma di lavori
pubblici, n organizzazione di giochi. Narciso si sbaglia di grosso, se crede che gli lasceremo la nostra
posizione senza combattere.
E cosa ha a che fare tutto questo con Ermete?, indag Pavone.
Laiutante sospir profondamente e chin il capo. Come di certo saprai, Ermete aveva resistito
a tutti i tentativi di farlo tornare a combattere. Quando alz lo sguardo sul giovane gladiatore, i suoi
occhi tradirono un lampo di paura. Finch non  arrivato Narciso e non lo ha persuaso a rientrare
nellarena.
Pavone sollev le sopracciglia. E come ci  riuscito?
Probabilmente un fottutissimo mucchio di denaro  bastato a convincerlo, intervenne
Macrone, tirando su con il naso.
Ermete non ha bisogno di soldi, ribatt seccamente Murena. Ha pi denaro di quanto
possiate anche soltanto immaginare. Prima di annunciare il suo ritiro, guadagnava qualcosa come
centomila sesterzi per apparizione.
Macrone sbuff gonfiando le guance. Ho sicuramente sbagliato lavoro, allora. Non avrei mai
immaginato che fare fuori degli stronzi pagasse tanto.
La somma rendeva ridicola la paga di base di un legionario, che ammontava a novecento
sesterzi. Da optio, Macrone guadagnava il doppio, ma come centurione avrebbe potuto sperare in un
salario molto pi ricco. Eppure, non si sarebbe mai neanche avvicinato alla fortuna guadagnata dal
gladiatore.
Murena lo osserv con i suoi occhi chiari. Tieni a freno la lingua, optio, o potresti avere
davvero un futuro nellarena ma molto breve, purtroppo.
Macrone avvamp per la rabbia. Il greco gli rivolse un sorriso di scherno, camminando avanti e
indietro di fronte alla finestra mentre continuava il discorso. Pallade sospetta che Narciso abbia
persuaso Ermete a tornare per qualche altro motivo.
E quale sarebbe?, domand Pavone, confuso.
Non lo sappiamo per certo. Murena smise di camminare e si strinse nelle spalle, mentre
tornava con lo sguardo sul giovane gladiatore. Narciso  viscido e sfuggente. Ha fatto dellintrigo una
forma darte.
Macrone sollev sardonicamente un sopracciglio. Mi ricorda qualcuno. Chiss chi.
Il liberto ignor la provocazione. Claudio  ovviamente interessato a Narciso. Assicurandosi il
ritorno nellarena del gladiatore preferito dellimperatore, quel liberto sta per ottenere la sua fiducia,
tagliando fuori al contempo me e Pallade. I giochi sono la nostra ultima opportunit per evitare che
accada.
Pavone comprese ogni cosa, in quel momento. Il potere del segretario imperiale gli stava
scivolando via dalle deboli mani. Daltro canto, Narciso non avrebbe probabilmente risparmiato i suoi
rivali, una volta ottenuta la fiducia incondizionata dellimperatore. Pallade e Murena potevano
aspettarsi di essere esiliati in una provincia povera, nel migliore dei casi. Ma se Narciso fosse stato
davvero vendicativo, sarebbero potuti anche finire in pasto alle belve. Il giovane gladiatore sorrise
mentalmente allidea di veder soffrire i due liberti: del resto, loro non avevano fatto altro che
tormentarlo, da quando lavevano gettato nel ludus di Paestum.
 per questo che vuoi aiutarci a battere Ermete?, domand Macrone, grattandosi la mascella.
In modo da poter impedire a questaltro liberto di sottrarvi il potere?
Precisamente, optio. Su ordine di Narciso, Ermete sar pubblicamente reso campione da
Claudio. Ma se perder, limperatore non ne sar affatto contento. Narciso ne sar ritenuto
responsabile e perder il suo favore.
Che tragedia, comment Macrone. Ma non capisco perch noi due dovremmo darvi una
mano a tirarvi fuori dalla merda in cui vi siete messi.
Un lampo calcolatore pass negli occhi del liberto, come la punta di una spada che scintilla
sotto il sole. Tu vuoi ancora la tua promozione a centurione, giusto, optio? Pallade non sar certo nella
condizione di perorare la tua causa presso limperatore, se Pavone dovesse perdere.
Macrone serr la mascella. Gli mancava la vita della legione, sul confine renano. Le
esercitazioni, la disciplina, perfino quello schifo annacquato che si faceva passare per vino negli
accampamenti. Scacci i pensieri del suo ritorno nellesercito e si accigli. Ma c un problema.
Ermete  una belva. Io potr sicuramente spingere il ragazzo oltre i suoi limiti, ma non  garantito che
riesca a vincere.
Murena sogghign. Ah, ma io posso darvi un vantaggio decisivo, nella vostra preparazione.
Che tipo di vantaggio?, intervenne Pavone.
Il greco lo ignor e si rivolse a Macrone. Come se la sta cavando il ragazzo, optio?.
Loptio inspir profondamente, mentre ci pensava su per qualche istante. Piuttosto bene.
Quando si sar ripreso dallultimo combattimento, lo sottoporr a un rigoroso allenamento. Lo
renderemo ancora pi in forma di prima. Ma se questo baster a sconfiggere Ermete, soltanto gli di lo
sanno.
Laiutante si massaggi il mento. Proprio come pensavo. Ebbene, ho buone notizie per
entrambi. Io e Pallade abbiamo pensato per un po alla faccenda, e abbiamo deciso di comune accordo
che potreste utilizzare un certo uomo per gli allenamenti.
Ho scelto Macrone come mio allenatore, dichiar Pavone, irritato. Non ho bisogno di
nessun altro.
Murena sorrise pazientemente. Macrone potr sicuramente insegnarti molti trucchi del
mestiere, ma questo allenatore  uno dei migliori sul mercato.
Di chi si tratta?, indag loptio.
Di Publio Didio Ruga.  un gladiatore in pensione, nonch guardia del corpo di un famoso
senatore. Inoltre,  lunico uomo ad aver affrontato Ermete nellarena e a essere sopravvissuto per
raccontarlo.
Pavone lo guard, sorpreso. Non sapevo che qualcuno fosse riuscito a sopravvivere a uno
scontro con Ermete.
Ruga era un gladiatore ai tempi dellimperatore Tiberio. Da quel che so, questo scontro con
Ermete  durato cos a lungo che limperatore ha risparmiato la vita a Ruga. Le sue ferite erano troppo
gravi per permettergli di continuare a combattere nellarena, cos, come segno di generosit, uno dei
senatori presenti lo ha nominato sua guardia del corpo.
E perch Ruga dovrebbe acconsentire ad aiutarci?. Macrone pieg la testa verso una spalla,
fissando laiutante.
Ruga non si  mai ripreso realmente dalla vergogna della sconfitta ricevuta da Ermete. Ha
sempre affermato che lo scontro era truccato a favore del campione. Quelluomo odia Ermete con tutto
se stesso, quasi quanto il nostro giovane gladiatore, qui. Il liberto fece una pausa, sorridendo
astutamente. E poi c anche il piccolo, ulteriore particolare che di recente Ruga  stato sollevato dal
suo incarico da quel senatore.
Sollevato dal suo incarico?, ripet Macrone, aggrottando la fronte.
Ruga  un ubriacone, optio. Credo che abbia cominciato a bere senza freno dopo la sconfitta
subita da parte di Ermete, per sopportare meglio il dolore che lo tormenta di continuo. Ho parlato con
lui, e gli ho promesso di sollecitare quel senatore a riprenderlo come guardia del corpo ma solo a
condizione che alleni il nostro giovane gladiatore.
Macrone annu. Nonostante fosse molto abile con la spada e fosse sicuramente in grado di
insegnare delle strategie generali di combattimento a Pavone, da soldato sapeva meglio di chiunque
altro che il modo migliore per prepararsi ad affrontare una battaglia era conoscere alla perfezione il
proprio nemico. Un gladiatore che era arrivato vicino a sconfiggere Ermete sembrava lallenatore
ideale. Murena spost lo sguardo su Pavone e si schiar la gola.
Nel frattempo, continuerai altrove il tuo allenamento.
Perch?, scatt il giovane.
Non voglio che tu abbia loccasione di ripetere la rissa con Ermete che si  verificata
allesterno del Circo Massimo. E poi, il lanista  molto amico di Narciso, e potrebbe tentare di sabotare
il tuo programma di allenamento. Ho affittato una stanza per te, Macrone, nel quartiere residenziale
sullAventino, accanto alla taverna della Capra Ubriaca. C un cortile, sul retro. Sar l che tu e Ruga
addestrerete Pavone. Un sorriso crudele gli attravers le labbra, mentre osservava attentamente
loptio. Le strade sono piene di ubriaconi e degenerati. Sono certo che ti sentirai a casa.
Macrone trattenne a stento la rabbia, mentre Pavone rispondeva al greco: Limperatore ha
acconsentito a farmi uscire dal ludus?, domand, con la voce che tremava di speranza, allidea di
sfuggire ai confini della sua cella infestata dai ratti.
Ad alcune specifiche condizioni. Pallade ha convinto sua maest imperiale che uno degli altri
gladiatori ti sta minacciando di morte. Macrone ti scorter al ludus ogni sera e ti verr a riprendere ogni
mattina per gli allenamenti. Se cercherai di fuggire, tuo figlio morir.
Pavone si rassegn allidea di tornare ogni notte nella sua cella. Rest in silenzio, mentre
Macrone si grattava il mento, accigliandosi. E lequipaggiamento per allenarsi?.
Laiutante imbronci le labbra. Ho recuperato alcune spade e alcuni scudi da addestramento
dalla caserma dei pretoriani, insieme ad alcuni pesi. Ma per il resto, dovrete arrangiarvi.
Fantastico, bofonchi loptio. Cos, mentre Ermete si allena nel ludus imperiale, noi
dovremo cavarcela in un cortile, utilizzando gli scarti su cui riuscirai a mettere le tue sporche mani.
Dovrete improvvisare, rispose altezzosamente Murena. Non  questo che voi soldati sapete
fare meglio, del resto?.
Macrone digrign i denti, mentre unespressione cupa gli oscurava il volto segnato dal tempo e
dalla vita.
C ah un altro piccolo problema. Murena esit. Temo che il combattimento sar
anticipato.
Pavone e Macrone si scambiarono un rapido sguardo.
Anticipato di quanto, esattamente?, volle sapere loptio.
Al prossimo mese. A partire da oggi, avrete trenta giorni per prepararvi.
Macrone risucchi laria tra i denti. Accanto a lui, Pavone impallid, mentre le sue spalle si
abbassavano in un moto di disperazione.
Non  abbastanza, afferm loptio. In quattro settimane sar riuscito a far irrobustire il
ragazzo, ma non potr fare altro. Non avremo alcuna possibilit di studiare Ermete e prepararci contro
di lui.
Non c niente da fare, ribatt seccamente Murena. Claudio ha deciso di partire per un
viaggio di supervisione dei lavori pubblici che devono essere effettuati nelle varie province
dellimpero, il mese successivo. La decisione non  stata mia. Dovrete adattarvi al tempo che avete.
Macrone riusc a trattenere la lingua. Negli ultimi mesi, aveva fatto uno sforzo notevole per
mantenere sotto controllo le proprie reazioni, consapevole del fatto che era stato il suo carattere a
costargli la promozione, in passato. Ma essere tornato a Roma ed essere costretto a eseguire gli ordini
dei liberti dellimperatore stava mettendo a dura prova la sua pazienza. Pi che mai desiderava lasciare
la citt. E in quel momento promise solennemente a se stesso che non ci avrebbe mai pi messo piede.
Perfino la Britannia deve essere pi sicura di questo nido di vipere, ringhi tra i denti.
Murena sembr non averlo udito. Ci sono domande? Bene. Allora vi suggerisco di andare a
conoscere Ruga. Vi sta aspettando in cortile. Ho gi fatto avere a Cornicen lautorizzazione necessaria
per il vostro temporaneo spostamento dal ludus. Sembra piuttosto felice di poterti vedere di meno,
Pavone.
Loptio raddrizz le spalle. Sia lui che il giovane si voltarono per andarsene. Murena sollev
una mano, indicando loro di aspettare. Poi fiss il soldato. Spero di non doverti avvertire delle terribili
conseguenze che seguirebbero a un eventuale fallimento.
Macrone sbuff. Quel vecchio trucco non funzioner, Murena. Hai appena detto che Pallade
sar privato di ogni autorit, se Ermete vincer lo scontro. Senza il potere che avete adesso, voi due non
siete altro che una coppia di greci allampanati intenti a sbandierare vuote minacce.
Ma conosciamo comunque il tuo segreto. Dopotutto, chi potrebbe dimenticare la tua comparsa
nellarena? E non esiteremmo a farlo sapere a Vespasiano, se dovessi deluderci.
Macrone si sent attraversare da un lampo rovente di furia. Serr i pugni, colpito dal terribile
ricordo del combattimento contro una belva a cui aveva partecipato tempo prima. Come punizione per
lammutinamento al ludus di Capua, di cui era stato il lanista, era stato costretto a prendere parte a un
violento scontro con un leone. Sebbene avesse indossato una maschera e fosse stato fatto non il suo
nome ma quello di un altro gladiatore, la vergogna di quellepisodio ancora gli bruciava nel petto come
un carbone ardente. Fiss Murena. Il liberto accenn alla porta.
Puoi attendere Pavone al cancello principale. Ci sono cose di cui devo discutere con lui in
privato.
Macrone si volt verso lallievo, sorpreso. Il giovane si limit a stringersi nelle spalle, con
unespressione confusa sul volto. Scuotendo il capo, loptio usc a lunghi passi dallufficio, lanciando
un ultimo sguardo al liberto prima di chiudersi la porta alle spalle. Murena sospir.
Ora che siamo soli, c una cosa che vorrei mostrarti.
Appio?, domand Pavone, speranzoso. Potr rivederlo, infine?.
Murena rispose con una nota di compassione nella voce. Non ancora, ragazzo. Claudio ha
promesso di risparmiare a tuo figlio una morte orribile. Ma non ha mai detto che lo avrebbe lasciato
libero. In ogni caso, se sconfiggerai Ermete, mi assicurer personalmente che Appio sia liberato. Un
lampo febbrile gli pass negli occhi, mentre continuava: Quello che ti mostrer ti dar, per cos dire,
una spinta in pi per affrontare lo scontro che ti attende. Seguimi.
Pavone aggrott sospettoso la fronte, mentre Murena aggirava la scrivania e lo conduceva nel
corridoio fuori dalla stanza. Macrone si era gi allontanato verso il cancello principale, e limpiegato
era ancora intento a vergare appunti sulla sua tavoletta, mentre il giovane seguiva il greco lungo il
passaggio. Infine, scesero diverse rampe di scale, fino a raggiungere uno stretto corridoio in fondo. Due
pretoriani erano a guardia dellentrata, e la debole luce proiettata dalle lampade a olio si rifletteva
vagamente sui loro volti. Murena rivolse loro un cenno, e la guardia a sinistra si scost prontamente,
mentre il suo compagno li conduceva lungo il passaggio. Era freddo, umido e buio, e il giovane
gladiatore rabbrivid. E poi, un presentimento sinistro lo colse. Si era reso conto che stavano entrando
nel dedalo di gallerie sotterranee costruite al di sotto delle fondamenta del palazzo imperiale. Aveva
sentito parlare di quei passaggi, usati dallimperatore e dal suo entourage per spostarsi attraverso il
complesso del palazzo e le sue altre propriet senza il rischio di essere assassinati per le vie di Roma.
Caligola, il precedente sovrano, era stato ucciso in una di quelle gallerie da un gruppo di cospiratori,
compresi alcuni ufficiali della sua Guardia Pretoriana. Un improvviso lampo di terrore lo attravers.
Forse Murena aveva intenzione di eliminarlo, dopotutto. Sent le ginocchia tremare, mentre seguiva il
pretoriano e il liberto lungo il corridoio. Attraversarono diverse celle. A un certo punto, la guardia si
ferm di fronte a una di esse e la apr.
Lasciaci soli, gli ordin Murena.
Che sta succedendo?, domand Pavone, senza riuscire a nascondere un fremito di panico
nella voce, mentre esitava davanti alla soglia della cella.
Murena lo fiss per un attimo. I suoi occhi celavano un sorriso convinto. Entra, ragazzo. C
un tuo amico, l dentro.
Una sensazione gelida e nauseante afferr Pavone allaltezza dello stomaco. Riluttante, entr
nella cella, mentre lansia gli annodava le viscere. Murena rest in piedi da un lato. La cella era
minuscola, ancor pi della sua nel ludus, consider il giovane, e linconfondibile odore di sangue e feci
ristagnava nellaria. La luce fioca delle lampade a olio nel corridoio proiettava un alone rossastro
allinterno del luogo. Diversi strumenti di tortura erano abbandonati sul pavimento accanto allentrata.
Pavone sent lo stomaco contrarsi, al vedere una macchia di sangue che brillava sul lastricato accanto ai
suoi piedi. Poi sent un vago gemito e il suo sguardo fu attratto da una figura rannicchiata contro la
parete in fondo. Luomo aveva i polsi e le caviglie incatenati. Indossava soltanto un perizoma, e,
guardandolo meglio, Pavone not che gli erano state strappate le unghie sia delle mani che dei piedi.
Aveva il torace coperto di ustioni e lividi. Murena si sgranch le dita. Il prigioniero sollev stancamente
la testa, fissando il giovane gladiatore con gli occhi vitrei. Un filo di sangue gli gocciolava gi dal
mento e aveva le labbra violacee. Pavone sent ogni muscolo contrarsi.
Per gli di, cominci.
Il senatore Numerio Porzio Lanato, intervenne Murena, quasi allegramente, trattenendo a
stento un sorriso. Poi guard Pavone. Un vecchio amico di tuo padre, credo, ai tempi in cui Lanato era
il proconsole dAfrica. Il senatore Lanato  stato anche uno dei Liberatores, a quanto pare. Uno degli
uomini a capo di quella cospirazione, nientemeno. Si pieg accanto al vecchio senatore e sogghign.
Non  cos, Lanato?.
Luomo lo fiss con disprezzo.
Che tu possa marcire nellAde, Murena, gracchi. Pavone indietreggi, sgomento, quando si
rese conto che gli avevano strappato tutti i denti.
Temo che sar piuttosto quello che presto accadr a te, amico mio, sghignazz Murena.
Arruff i radi capelli grigi del senatore e si rivolse a Pavone. Una delle guardie del ludus imperiale si
era rivelata vicina ai Liberatores. Abbiamo torturato quelluomo, che ci ha velocemente fatto il nome
di Lanato.
Il senatore trasal, con il petto che si sollevava rapidamente per il dolore. Raddrizzandosi,
Murena si volt verso Pavone. Lo sai perch ti ho portato qui?, gli chiese in tono pacato.
Il giovane scosse il capo, ma sent il sangue gelarglisi nelle vene. Il liberto gli si avvicin di un
passo e mormor piano: Abbiamo strappato una confessione a Lanato. I torturatori del palazzo hanno
strizzato questo vecchio sciocco fin quasi a ucciderlo, ma alla fine ci ha detto tutto. Lo fanno sempre.
Il gladiatore tent di fingere una completa ignoranza dei fatti. E cosa avrei a che fare io con
tutto questo?
Non cercare di prendermi in giro, Pavone. Lanato ha confessato il suo ruolo nella congiura per
assassinare limperatore. Ci ha detto tutto riguardo al piano di farti arrivare unarma, dopo la tua
vittoria nel combattimento di gruppo. E anche di come avresti dovuto tagliare la gola di Claudio
quando sei entrato nel palco imperiale per ricevere la tua ricompensa. Devo ammettere che era una
macchinazione piuttosto audace.
Non avevo scelta! Lanato mi ha detto che se non lo avessi fatto, Appio sarebbe morto.
Murena sollev una mano. A me non interessano affatto le tue patetiche scuse, scatt.
Lunico motivo per cui non sei appeso a una croce, in questo momento,  perch io e Pallade abbiamo
bisogno di te, e che tu vinca. Il fatto stesso che tu abbia deciso di non andare fino in fondo con la
cospirazione fa pensare che tu abbia avuto almeno qualche dubbio sulla giustizia di un atto cos
scellerato.
Che cosa vuoi?, ringhi Pavone, sulla difensiva.
La tua vittoria, ovviamente. Non tollerer una sconfitta, da parte tua.
Il giovane allarg le braccia. Ermete  il miglior gladiatore che si sia mai visto. Anche se far
del mio meglio, potrei perdere.
E allora dovrai impegnarti di pi. Vinci il tuo duello, e nessun altro sapr mai che hai avuto un
ruolo nella congiura dei Liberatores. Se perderai, mi assicurer personalmente che tutta Roma sappia
del tuo tradimento. Il popolo ti disprezzer in quanto Liberator, Pavone. Il nome della tua famiglia ne
sar infangato per sempre. E il povero, piccolo Appio soffrir un destino peggiore della morte: crescer
come il figlio di un traditore.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Di cosa si trattava?, ringhi Macrone, nervosamente. Pavone aveva lasciato Murena
allentrata delle gallerie sotterranee, ricongiungendosi alloptio al di fuori dei cancelli del palazzo
imperiale, dove luomo stava camminando impaziente su e gi sulla strada. Un vento gelido si alz,
soffiando nel vicolo.
Signore?, mormor distrattamente il giovane. La sua mente era ancora scossa per aver visto
Lanato in quella cella. Rabbrivid al pensiero degli inimmaginabili tormenti che il senatore doveva aver
sopportato per mano dei torturatori imperiali. Una voce dentro di lui gli diceva che era stato molto
vicino a condividere lo stesso destino di quel poveretto. Soltanto le aspirazioni politiche del segretario
imperiale e del suo aiutante lavevano risparmiato. Ma se cera qualcosa di peggiore della morte, per un
aristocratico romano, era la perdita del prestigio. Pavone si sent ribollire il sangue allidea di essere
considerato pubblicamente un traditore. Murena aveva ragione. Appio sarebbe cresciuto in disgrazia, il
nome della famiglia dei Valerii per sempre macchiato dalle sue azioni. Adesso pi che mai, aveva
bisogno di vincere.
Macrone aggrott la fronte. Sembri uno che ha appena visto una vecchia puttana senza trucco
sulla faccia. Che succede, ragazzo?
Niente, scatt Pavone. Osserv con attenzione il suo mentore, studiandone il volto. Poi decise
rapidamente che Macrone doveva essere alloscuro del suo coinvolgimento nella congiura per uccidere
Claudio. Il giovane sospir seccamente di sollievo e tent di sorridere. Murena voleva semplicemente
ricordarmi dellimportanza di questo duello.
Eh?, bofonchi Macrone. E poi prosegu: Allora perch quel muso lungo? Dovresti baciare
il culo alla dea Fortuna, ragazzo. Quei fottuti greci sono dalla nostra parte per una volta.
Pavone si strinse stancamente nelle spalle. Forse abbiamo fatto un errore.
Loptio sbuff. Era ancora di malumore dopo lincontro con Murena e il fatto che gli avesse
riportato alla memoria il brutto ricordo della sua partecipazione alle venationes. Tu pensi troppo. 
questo che succede quando si leggono tutti quei libri.
Pavone scacci dalla propria mente la disgustosa immagine di Lanato nella sua cella e pieg la
testa di lato, osservando il mentore. Non ti sembra strano che Murena e Pallade ci stiano aiutando,
signore?
Solo gli di lo sanno. Sono greci, dopotutto. Quei bastardi vengono educati fin dalla nascita a
essere infidi e viscidi. Adesso per loro la minaccia pi grave  Narciso. Questo significa che per ora
collaboreranno con noi. Il nemico del mio nemico  mio amico, come recita il detto.
Pavone annu vagamente, concordando su quel punto. Ma hanno trascorso gli ultimi mesi a
cercare di uccidermi. Non avrebbero potuto trovare qualcun altro chiunque altro con cui
collaborare?
Dannazione!, sbott Macrone, allargando le braccia, sconcertato. Sai come sono quei liberti.
Pallade farebbe qualunque cosa per tenersi stretto il suo titolo come primo dei leccaculo ufficiali
dellimperatore, anche se significasse allearsi con laristocratico in disgrazia che ha tentato di
ammazzare fino a ieri. Senza offesa.
Non c problema, replic Pavone in tono piatto.
Loptio scosse la testa. In ogni caso, sei tu che hai accettato di collaborare con Murena.
Questo  vero. Ma non credo ai motivi che ci ha propinato perch io sconfigga Ermete. Pallade
 un cospiratore nato. Sono certo che sarebbe capace di tirare fuori un piano per eliminare Narciso
senza dover aiutare gente come noi.
Non  un nostro problema. Tutto quello che ci serve  sapere che quel Ruga ha fatto sudare
Ermete pi di chiunque altro, una volta, e che quindi conosce un trucchetto o due per fermarlo. Con un
po di fortuna, potresti davvero avere qualche possibilit di batterlo.
Dimentichi una cosa?
E cio?
Abbiamo soltanto un mese per prepararci allo scontro, signore.
Macrone si sfreg le mani. Allora sar meglio che cominciamo laddestramento. Devi mettere
su peso e muscoli, ragazzo. Lanci uno sguardo alle gambe di Pavone. Soprattutto su quelle gambe
secche. Ho visto pi muscoli su quei topi da biblioteca che se ne stanno seduti nei salotti letterari a
discutere di poesia.
Le strade erano affollate e riecheggiavano delle voci squillanti dei mercanti, mentre i due si
dirigevano a sud, rispetto al palazzo imperiale, per raggiungere lAventino. Gli strilli acuti dei bambini
risuonavano al di sopra del tintinnio metallico delle serrature dei negozi che venivano aperti dai
proprietari intenti a cominciare la propria giornata lavorativa. Macrone procedeva a passo svelto, con la
mente piena di pensieri opprimenti. Non voleva condividere le proprie preoccupazioni con il giovane
allievo, ma temeva che il tempo a loro disposizione per prepararsi fosse davvero troppo poco. In
condizioni normali, servivano tre o quattro mesi per preparare degnamente perfino un gladiatore
esperto a combattere contro un avversario potente. Pavone aveva affrontato appena quattro scontri, e si
sarebbe trovato di fronte un campione in piena forma.
Loptio fu sorpreso di quanto desiderasse veder trionfare Pavone. Non aveva mai provato
istintivamente rispetto per gli aristocratici romani, lui che era cresciuto in un ambiente umile. Eppure,
Pavone si era dimostrato non soltanto uno spadaccino pieno di talento, ma anche un allievo pronto a
lavorare sodo e dotato di uno spirito indomabile. Perfino quando aveva avuto contro lentourage
dellimperatore in persona, non era mai crollato sotto pressione, e le sue abilit nel combattimento ne
avrebbero fatto un degno ufficiale in qualsiasi legione. Da quando Macrone aveva cominciato ad
addestrarlo, lautunno precedente, dopo essere tornato a Roma per ricevere la sua onorificenza militare
dallimperatore Claudio, il giovane gladiatore era diventato un ottimo combattente. Quando aveva
affrontato il suo primo scontro con un gigantesco barbaro, Britomaris, Pavone era un novellino pelle e
ossa, la cui naturale abilit con la spada era compromessa dal suo temperamento impetuoso e dalla sua
furia non focalizzata. Ma grazie agli insegnamenti e alla disciplina che Macrone gli aveva impartito, il
giovane era migliorato moltissimo, ottenendo una serie di spettacolari vittorie nellarena. Come suo
mentore, loptio si sentiva piuttosto orgoglioso di lui.
Poco dopo, i due tornarono indietro, mischiati alla gente che affollava lAventino. Edifici
decrepiti si sollevavano per diversi piani, bloccando quel poco di luce naturale che raggiungeva le
strade, e gettando ombre scure e fetide sui prostrati abitanti. Laria risuonava del sordo rumore dei
martelli dei fabbri gi al lavoro, e delle occasionali urla di qualche ubriaco infuriato, provenienti dalle
taverne poco illuminate che costellavano il quartiere.
Che cos questo posto, in nome degli di?, borbott Pavone. E cos questa puzza?.
Macrone gli batt una mano sulla spalla, scuotendolo con forza. Questo  lAventino. Il cuore
pulsante di Roma.
Si ud un disgustoso sciaguattio, quando Pavone mise i piedi in qualcosa di umido e viscido.
Bloccandosi dovera, il giovane abbass con orrore lo sguardo sui propri sandali: era entrato in una
pozzanghera fangosa e maleodorante. La strada era costellata di simili pozze. Il gladiatore fu costretto a
lottare contro un violento conato di vomito, quando si rese conto che un fiume di liquami scorreva
letteralmente lungo la strada. Macrone ridacchi, osservandolo divertito.
Fogne a cielo aperto, afferm senza scomporsi. LAventino ne  pieno.
Pavone cerc un punto dove ripulirsi i piedi. Questo non  il cuore della citt, signore.  un
luogo ripugnante. Non riesco a immaginare come ci si possa vivere.
Macrone lo guard sgranando gli occhi. Senti chi parla. Il gladiatore che vive in una cella
infestata dai ratti e mangia zuppa dorzo piena di vermi due volte al giorno.
Pavone si accigli, fissando loptio. Le mie condizioni non sono il frutto di una libera scelta,
signore. Mi sono state imposte da Cornicen, come sai bene. Non  colpa mia se il lanista imperiale ha
deciso che meritassi un trattamento speciale.
E tu vai sempre daccordo con i lanisti, eh, ragazzo?, comment scherzosamente Macrone.
Il giovane lanci uno sguardo in tralice al suo mentore e accenn davanti a lui, dove uomini
dalla barba incolta e dalle tuniche stracciate avanzavano solennemente lungo la strada. Il pianto
disperato dei neonati, proveniente dagli edifici fatiscenti, arrivava chiaramente fino a loro.
Quello che sto cercando di dire  che questa gente ha scelto di sua volont di affogare nella
propria sporcizia.
Macrone inarc un sopracciglio, osservando lallievo. Non eri mai stato sullAventino prima
dora, vero?
Mai, replic orgogliosamente il giovane gladiatore. La casa della mia famiglia si trovava
sulla Via Appia. Raramente mi avventuravo allinterno delle mura cittadine. A volte ci sono stato per
partecipare a delle processioni nel Foro o per ascoltare i dibattiti in Senato.
Macrone scosse il capo. Buon per te. Una volta io vivevo qui. E posso assicurartelo, non ho
avuto scelta in merito, come il resto di questi poveracci.
Oltrepassarono il negozio di un fornaio. Un gruppo di cittadini pelle e ossa era radunato
silenziosamente allesterno, in attesa di scambiare la sua razione di grano per un filone di pane. Pavone
sapeva che milioni di persone in tutto limpero dipendevano dalle razioni di grano. Forse Macrone
aveva ragione, in fondo: forse quegli uomini non erano semplici scrocconi che vivevano di sussidi,
come aveva inizialmente immaginato. Tacque, perdendosi nei propri pensieri, mentre procedevano
lungo le strade.
Macrone rest in silenzio al suo fianco. Dopo che sua madre era scappata di casa quando lui era
ancora un bambino, si era trasferito con suo padre sullAventino, pi vicino allo zio Sestio. Le strade
affollate e le urla degli uomini gi ubriachi a mezzogiorno erano pi che familiari al veterano.
In fondo alla strada, notarono una vecchia taverna cadente costruita al pianterreno di un edificio
di quattro piani. Uninsegna dai colori sgargianti era appesa alla parete allesterno del locale. Un coro
di rutti e risate sguaiate proveniva dal suo interno. Pavone aggrott la fronte, leggendo ad alta voce
linsegna.
La Capra Ubriaca. Entrate assetati, uscite felici. Si strinse nelle spalle. Suona piuttosto
bene.
Macrone accenn verso un arco accanto alla taverna.
Deve essere l.
I due oltrepassarono larco, entrando in un cortile sul retro delledificio. A Macrone ricord il
luogo in cui Draba laveva addestrato, tanti anni prima. Cerano dei rifiuti ammucchiati negli angoli e
nellaria ristagnava il fetore penetrante della decomposizione e dellumidit. Due paia di scudi imbottiti
e spade di legno erano appoggiate a una parete del cortile. Era lo stesso tipo di equipaggiamento che
veniva solitamente fornito alle reclute delle legioni, fatto apposta per essere pi pesanti degli
armamenti effettivi, in modo che i novellini sviluppassero i muscoli, oltre a migliorare la tecnica di
combattimento. Il piccolo spazio era circondato da alti edifici, e anche ora che le nuvole cominciavano
a diradarsi nel cielo, i raggi del sole faticavano a penetrarne la perenne semioscurit.
Macrone si guard intorno e aggrott la fronte.
Quel bastardo  in ritardo, borbott, mollando un calcio a uno degli scudi in un moto di
frustrazione. Tipico di un gladiatore. Nessuna disciplina.
In quel momento, si ud un ruggito profondo provenire dallinterno della taverna. La porta di
legno sul retro delledificio si apr con uno schianto e una figura gigantesca ne usc barcollando.
Pavone si gir a guardare il nuovo arrivato. Il suo torso corpulento era pieno di cicatrici, ma non era
nulla in confronto ai segni orrendi che gli deturpavano il volto. Aveva i muscoli flaccidi per let e il
ventre rigonfio. Subito punt gli occhi piccoli e velati su Macrone.
Publio Didio Ruga?, indag loptio, colto di sorpresa dalla vista delluomo che gli si ergeva
di fronte.
Sono io. Aveva la voce impastata. Poi batt un pugno pieno di cicatrici contro quel petto
ampio e lacerato. Il miglior fottuto gladiatore dei tempi dellimperatore Tiberio, ci tengo a dirlo. E
rutt.
Inizialmente, Pavone non riusc a credere che quelluomo massacrato davanti a lui potesse
essere stato un tempo pari a Ermete. Osserv Ruga mentre si avvicinava, zoppicando leggermente.
Luomo pieg il capo di lato e studi a sua volta il giovane gladiatore.
Tu devi essere quel bastardo idiota di cui mi parlava Murena, comment, in tono di
disprezzo.
Prego?, replic Pavone, sussultando.
Un sorriso cinico and ulteriormente a deturpare il volto del gladiatore. Chiunque abbia il
desiderio di affrontare Ermete  un idiota. Come le mie cicatrici dovrebbero rendere ben chiaro. Perch
vuoi farlo, ragazzo?.
Pavone lo fiss con decisione. Non sono un idiota. Ermete ha ucciso mio padre, ribatt
freddamente. E io non voglio soltanto affrontarlo. Voglio ucciderlo.
Ruga continu a sogghignare. Chiaro che vuoi ucciderlo. Ma pi di cinquanta gladiatori sono
scesi nellarena di fronte a Ermete, e nessuno di loro ha trionfato su di lui. Cosa ti fa pensare di poter
fare di meglio?.
Pavone lanci uno sguardo a Macrone. Ho Macrone, il miglior allenatore che si possa trovare.
 uno dei pi forti soldati delle legioni. Conosce larte della spada pi di chiunque altro. E grazie al suo
addestramento, ho sconfitto Britomaris, tra gli altri.
Ruga rivolse un cenno del capo al soldato. Con tutto il dovuto rispetto, optio, i precedenti
trionfi del tuo allievo nellarena non contano un cazzo. Combattere contro Ermete  come affrontare
cinque gladiatori insieme.
Stronzate. Non devo giustificarmi di fronte a un gladiatore ubriaco, borbott Macrone, in
tono impaziente. Ascolta. Abbiamo un mese, prima dello scontro. Puoi aiutarci oppure no?
Dipende.
Da cosa? Da quello che ci  stato detto, hai gi preso accordi con Murena. Se non allenerai il
ragazzo, potrai scordarti di tornare a lavorare come guardia del corpo.
Ruga fulmin il soldato con lo sguardo. Senza rispondere, and verso lequipaggiamento
appoggiato al muro e raccolse una delle spade di legno. La punt verso Pavone ed esclam: Fammi
vedere di cosa sei capace.
Non puoi parlare sul serio, bofonchi il giovane.
Per sconfiggere Ermete serve pi che la semplice abilit, ragazzo. Devi avere uninarrestabile
voglia di vincere. E soprattutto, non devi fartela nel perizoma quando quel bastardo affonder verso la
tua gola un piede e mezzo di acciaio appuntito. Riavere il mio lavoro come guardia del corpo del
senatore Macula  sicuramente una cosa buona, ma non mi manca il denaro per bere, e preferisco
andarmene subito, se non mi dimostrerai che hai almeno una dannata possibilit di battere quel fottuto
selvaggio di Ermete.
Sei ubriaco, dichiar Pavone con disgusto.
Ho comunque quello che serve, ragazzo.
Pavone sollev un sopracciglio, osservando Ruga. Lex gladiatore si ferm per un attimo ad
afferrare con la mano libera una daga di legno legata a una cintura di cuoio intorno alla sua tunica. La
sguain, mostrando diverse righe di testo inscritte sulla sua lama, e la tese a Pavone cos che potesse
leggerle. Il nome di Ruga era inciso su una placca di ottone fissata sulla lama. Poi cerano la data e il
nome dellultimo avversario che aveva affrontato nellarena.
Ermete, sussurr Pavone, leggendo quel nome.
Ruga grugn. Il rudis che ha sancito la mia libert, e che mi  stato donato da Tiberio dopo che
sono arrivato pi vicino di qualunque altro uomo a sconfiggere il colosso di Rodi. Potr anche essere
consumato come un paio di vecchi stivali, ora, ma posso ancora insegnarti un trucco o due.
Rinfoderando il rudis, Ruga lanci la spada da allenamento a Pavone, raccogliendo la seconda e
calciando via i sandali, preparandosi a combattere.
Signore?, mormor il giovane, lanciando uno sguardo a Macrone.
Loptio si strinse nelle spalle. Lhai sentito. Mostragli quello che sai fare.
S, signore, ribatt Pavone, deglutendo.
Strinse la spada nella destra. Il peso di piombo nel pomolo dellarma la rendeva pi pesante di
un normale gladio, e Pavone si adatt lentamente al cambiamento, mentre si voltava a fronteggiare
Ruga. Macrone batt le mani per segnalare linizio dello scontro, ma Pavone esit. Ruga gli mostr i
denti, notando lincertezza nei suoi occhi.
Avanti, ragazzo!, ringhi. Attaccami!.
Dimenticando ogni preoccupazione riguardo al fatto di ferire lex gladiatore, Pavone avanz
verso lavversario. Ruga lo studi attentamente, mentre il giovane si lanciava in un arco daffondo
contro di lui, spingendo la punta della spada verso la sua gola esposta. Con un movimento fulmineo,
Ruga scart alla propria sinistra e devi lattacco con un rapido tocco della spada, prima di spingersi
avanti sul piede destro e colpire in pieno Pavone sul setto nasale con un rapidissimo montante. Il
giovane si ritrov momentaneamente accecato dallimpatto. Ruga arretr di un paio di passi, con le
labbra arricciate in un ghigno ubriaco.
Il giovane gladiatore sent in bocca un sapore metallico e salato, portandosi una mano al volto.
Fiotti caldi di sangue gli colavano dal naso. Ruga si muoveva con una rapidit apparentemente
impossibile per quel fisico appesantito. Scuotendo il capo per tornare lucido, Pavone inspir
profondamente e tent un affondo basso contro lex gladiatore, mirando allinguine. Ruga scart a
destra, questa volta, aggirando il giovane avversario mentre linerzia del movimento lo spingeva avanti.
Un dolore lancinante attravers Pavone mentre il veterano calava il pesante pomolo del gladio contro la
sua schiena. Serrando le mascelle e lottando contro londata di nausea che minacciava di risalirgli in
gola, il giovane si volt goffamente, barcollando lontano dallavversario. Ruga sembrava pieno di
vigore, adesso, con gli attempati muscoli nuovamente tesi e gli occhi pieni di rabbia.
Avanti!, rugg. Non sai fare di meglio?.
Infuriato con se stesso per essersi fatto colpire due volte, Pavone caric lex gladiatore con
rinnovata determinazione. Ruga tent un affondo diretto al suo petto. Il giovane lo schiv rapidamente
e rispose con un violento montante che colse il veterano sul mento. Luomo scatt indietro con un
saltello. Pavone lo attacc velocemente una seconda volta, sorprendendo lex gladiatore con la sua
abilit. Schivando un potente affondo alla gola, Ruga tent di colpirlo al busto. Il pi giovane lo par
rapidamente con uno scatto del polso, per poi colpirlo al petto con un ampio arco della lama di legno.
A quel punto, prese un profondo respiro e cal il gladio in un fendente diretto alla tempia
dellavversario. Allultimo momento, Ruga sollev la propria arma sopra la testa, parando lattacco.
Ma subito dopo il veterano imprec, rendendosi conto di aver lasciato il busto scoperto. Pavone lo pun
prima che potesse allontanarsi, piantandogli un piede nello stomaco. Ruga barcoll allindietro. Il
giovane lo caric, preparandosi al colpo decisivo. Affond il gladio contro lavversario, mirando alla
sua gola. Ma con un fulmineo movimento, Ruga si abbass sulle gambe, schivandolo. Stendendo il
braccio destro, a quel punto effettu unampia spazzata con la spada, colpendo il pi giovane alle
gambe e facendogli perdere lequilibrio. Fu il turno di Pavone di barcollare. Il veterano lo incalz con
un pugno nello stomaco che lo fece piombare al suolo con un gemito di disperazione. Un lampo di
dolore gli attravers la schiena, quando colp con forza il pavimento lastricato del cortile.
Ruga gli fu addosso in un attimo, calciando lontano la spada che era scivolata via dalla presa del
giovane avversario abbattuto. Allo stesso tempo, premette la punta del proprio gladio contro la sua
gola. Pavone la sent premere contro la carne. Con la coda dellocchio, riusc a scorgere Macrone che
scuoteva la testa, sgomento.
Se stessi combattendo contro Ermete, saresti morto, comment rocamente Ruga, tra un ansito
e laltro. Ora come ora, non saresti mai in grado di battere il campione di Roma, neanche se lui
combattesse bendato.
Pavone si rialz goffamente in piedi, furioso con se stesso per essersi fatto sconfiggere da un ex
gladiatore, per giunta chiaramente fuori forma. Scosse la testa per schiarirla e accenn alla propria
spada rimasta a terra.
Ancora, afferm. Questa volta avr la meglio.
Ruga serr una mano a pugno, mentre nei suoi occhi passava uno scintillio soddisfatto. Cos si
fa, ragazzo! Mai arrendersi. Questo  latteggiamento che devi avere, se vuoi battere Ermete. Si gratt
la barba incolta e osserv meglio il giovane. Hai dei riflessi eccellenti. Vedo che loptio ti ha
addestrato bene. Ma c ancora molto da lavorare sui movimenti e la difesa. Con il giusto allenamento,
potresti avere una possibilit.
Abbiamo un mese di tempo, intervenne Macrone, contento che Ruga potesse essere loro
daiuto nel corso dellallenamento. Pensi che sia possibile prepararlo allo scontro con Ermete?.
Ruga sorrise. Forse. Ma sar dura. Da adesso al giorno del combattimento, dovremo farlo
lavorare pi duramente e a lungo di quanto qualunque gladiatore abbia mai fatto per prepararsi a un
combattimento.
Lo far!, esclam con decisione Pavone. A tutti i costi. Ermete cadr per mia mano, lo
giuro.
Bene. Allora cominceremo subito, afferm Ruga, mentre Macrone annuiva, approvando
lidea. Non appena avr ripreso fiato e mi sar scolato unaltra coppa di vino.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Un provocatore combatte con tredici chili di equipaggiamento addosso, sbott Ruga, con la
voce roca che riecheggiava nel cortile, il pomeriggio seguente. Cont gli oggetti sulle dita piene di
tagli. Elmo, armatura, spada, scudo. Deve reggere un peso maggiore rispetto a tutti gli altri gladiatori.
E se vuoi sconfiggere Ermete, dovrai ripensare completamente al modo in cui combatti. Dovrai
imparare a muoverti, a difenderti e ad attaccare senza stancarti. E una cosa  sicura: se combatterai
come hai fatto ieri, ti sfiancherai in un attimo, ed Ermete ti infilzer come un porco.
Una leggera brezza soffiava nel cortile, sollevando la polvere intorno ai loro piedi. Macrone se
ne stava da un lato, con il mantello drappeggiato intorno alle spalle potenti, lo sguardo assottigliato
nella semioscurit del luogo, mentre Ruga allenava il giovane gladiatore. Loptio si era trovato al Foro,
il giorno prima, quando era stato fatto un annuncio alla folla eccitata che si era radunata nel luogo per
conoscere i dettagli del prossimo scontro. Invece di ospitare il combattimento nellarena dellanfiteatro
di Statilio Tauro, gli organizzatori avevano dichiarato che Ermete e Pavone avrebbero combattuto in
unarena di legno temporanea eretta per loccasione nel Foro stesso. Macrone ne sapeva abbastanza di
storia dei combattimenti gladiatori per immaginare che quella decisione fosse un colpo da maestro da
parte di Pallade. Il suo vecchio addestratore, Draba, gli aveva raccontato come, nei tempi in cui non
esisteva ancora unarena dedicata a quel tipo di scontri, i gladiatori avessero combattuto spesso nel
Foro. Organizzare il duello in quel luogo avrebbe riportato alla mente di tutti il ricordo dei grandi
scontri del passato. Macrone aveva lasciato il Foro dopo che il banditore aveva rivelato i dettagli del
premio offerto al vincitore, un nuovo titolo mai portato prima da un gladiatore: Campione dellArena.
Loptio si port una mano alla tempia. La testa continuava a pulsargli dolorosamente, una
conseguenza del boccale di vino mediocre che aveva bevuto la sera prima con Ruga alla Capra
Ubriaca. I due avevano lavorato duramente durante la notte, organizzando insieme un programma di
allenamento che avrebbe offerto a Pavone qualche possibilit di affrontare Ermete e uscirne vincitore.
Con appena quattro settimane di tempo a disposizione per prepararlo, Macrone e Ruga avevano deciso
di dividere il programma in sessioni mattutine e pomeridiane, le prime dedicate a forza e resistenza, le
seconde a migliorare le tecniche e le strategie di combattimento di Pavone.
Lallenamento cominciava ogni giorno appena dopo lalba. Era prevista una breve pausa a
mezzogiorno per consumare un frugale pasto alla Capra Ubriaca, costituito da carne di maiale bollita e
radici, accompagnate da un tozzo di pane secco. Pavone lo considerava quasi un festino, a confronto
della farinata dorzo e del vino inacidito che aveva sempre ricevuto nel ludus imperiale. Sebbene
adesso potesse allenarsi e consumare i pasti allesterno di quel luogo, Cornicen continuava comunque a
rendergli la vita impossibile, arrivando a togliergli perfino il mucchio di paglia su cui solitamente
dormiva nella sua cella. Di notte, Pavone era costretto a distendersi sul pavimento, tremando di freddo
e giurando di fronte agli di che non avrebbe permesso a quelle tattiche meschine di intralciare in
qualche modo la sua volont di battere Ermete e vendicare suo padre. Ogni pomeriggio, Ruga si
svegliava dal suo sonno ubriaco e allenava il giovane gladiatore, insegnandogli le tecniche di
combattimento di cui aveva bisogno per contrastare lincredibile velocit e la forza inarrestabile della
sua nemesi.
Il segreto per battere Ermete sta nellignorare tutto ci che finora hai imparato sul
combattimento, gli annunci il veterano, afferrando una delle spade di legno e puntandola verso
Pavone. Ermete  un maestro nel contrattacco. Attira deliberatamente i suoi avversari in una trappola,
per poi spedirli nellAde con un rapido affondo alla gola. Attaccarlo  un rischio incalcolabile.
Loptio scosse la testa. Ma il ragazzo lo dovr pur attaccare. Stare soltanto sulla difensiva lo
metter nei guai. Se Pavone si comporta cos, Ermete lo eliminer altrettanto facilmente.
Macrone ha ragione, intervenne il giovane gladiatore. Ermete ha distrutto Critone in quel
modo, tre giorni fa al Circo Massimo. Non posso difendermi dalla sua forza bruta. Nessuno potrebbe
mai farlo.  troppo forte.
Ah, ma Critone ha commesso un errore fatale.
Non sono sicuro di seguirti, ammise Pavone, perplesso.
Ruga sogghign. Vieni. Ti faccio vedere.
Lex gladiatore pass a Pavone la propria spada, e il giovane la strinse intorno allelsa dal
pomolo appesantito ad arte. Poi Ruga sollev uno dei due grandi scudi rettangolari appoggiati al muro,
stringendo le dita della sinistra intorno allimpugnatura al centro. Batt contro la superficie piatta dello
scudo con la mano destra, e fece cenno a Pavone di attaccarlo.
Ebbene, ragazzo?, ringhi. Che stai aspettando?.
Pavone costrinse i muscoli tesi a rilassarsi, e rest immobile per qualche istante. Studi
attentamente Ruga, determinato a non farsi cogliere di sorpresa, questa volta. Non avendo lex
gladiatore una spada con cui attaccarlo, sembrava relativamente facile sconfiggerlo. Ruga strinse con
decisione limpugnatura dello scudo, con il gomito ben stretto al petto e lestremit superiore
allaltezza del mento, mentre quella inferiore gli arrivava al ginocchio. In quel modo, lo scudo gli
copriva tutto il busto.
Inspirando profondamente, Pavone scatt verso Ruga e tent di affondare la punta della spada
di legno verso gli stinchi dellavversario, sperando di costringerlo ad abbassare lo scudo, esponendo
cos il petto a un successivo attacco. In un rapido movimento, Ruga ruot il busto e par la lama con
una spazzata laterale dello scudo. Un sordo dolore esplose nellavambraccio di Pavone, quando il bordo
delloggetto lo colp con forza. Si costrinse con un puro sforzo di volont a non lasciare la presa
sullelsa del gladio. A quel punto, Ruga spinse sulle caviglie e lo caric, stringendo lo scudo contro la
spalla sinistra.
Pavone boccheggi quando il pesante oggetto lo colp con violenza nel petto, togliendogli di
colpo il respiro. La forza dellimpatto lo gett indietro. Nello stesso istante, Ruga sollev lo scudo
sopra la testa, dando allavambraccio unangolazione tale da permettergli di tenerlo piatto in
orizzontale. Poi scatt avanti con il braccio, spingendo violentemente il bordo contro Pavone. La testa
del giovane si rovesci indietro quando il bordo rivestito di cuoio gli colp in pieno il mento, mandando
un lampo di puro e accecante dolore a riverberargli nel cranio. Sent le gambe cedere e croll in
ginocchio, senza fiato. Sent in bocca il sapore acre del proprio stesso vomito. Ruga torreggi su di lui,
appoggiando lo scudo al proprio fianco e battendo qualche pacca sulla sua estremit superiore, con gli
occhi sgranati e scintillanti come monete lucidate. Ghign, osservando il suo allievo.
La principale arma di offesa di un provocatore non  la sua spada, bens il suo scudo. Ermete
lo sa meglio di chiunque altro. Lerrore di Critone  stato lo stesso che quasi tutti i gladiatori che hanno
affrontato Ermete hanno commesso.
Lo attaccano con la spada!, esclam Pavone, comprendendo il ragionamento di Ruga, e
battendosi un pugno contro una coscia mentre si rialzava in piedi. Non appena tentano un affondo
contro Ermete, lui si ripara dietro allo scudo e li attacca da lontano.
Lex gladiatore annu. Il tuo gladio  lungo circa un piede e mezzo. Usandolo, ti troverai a
distanza di affondo. Il tuo scudo  lungo il doppio. Devi dimenticare lidea di impalare quel bastardo
sulla punta della tua spada, come ti insegnano a fare nel ludus.
Un pensiero sembr colpire Macrone.  un buon consiglio per stare lontano dai guai, forse.
Mantenersi alla giusta distanza, e tutto questo genere di cose. Ma non risolve il problema di come
Pavone dovrebbe abbattere quel figlio di un cane.
Ruga aggrott la fronte, fissando loptio. Che intendi?.
Macrone raccolse lo scudo, testandone il peso e la resistenza, mentre il suo volto si corrugava
maggiormente in unespressione di intensa concentrazione. Normalmente, un gladiatore pu portare
un buon affondo tra le costole dellavversario. E spinger con forza la spada fino a infilzare cuore e
polmoni.
Ruga annu ancora. Va avanti.
Per quello che ne so, un provocatore  protetto dalla sua armatura, dalla testa ai fottuti piedi.
Gambali, maniche, elmo completo, corazza tutto. Quei gladiatori sono pi protetti di una fortezza
degna di questo nome.
 vero, soggiunse Pavone, asciugandosi il sangue che gli colava dal naso. Abbiamo visto
come Ermete si  nascosto dietro al suo scudo, quando ha combattuto contro Critone. Praticamente, gli
ha offerto un solido muro di armatura.
Macrone si gratt la nuca e sbuff gonfiando le guance. Il trucco  trovare un modo per
penetrare quel muro. E c un solo punto ovvio per farlo la gola.
Pavone si rivolse a Ruga. Come posso oltrepassare il suo scudo e la sua armatura?.
Lex gladiatore sbuff. Molti suoi avversari si sono posti la stessa domanda. Ed  per questo
che Ermete  considerato il miglior gladiatore che abbia mai calpestato larena. Fermarlo  gi piuttosto
difficile. Sconfiggerlo  quasi impossibile.
E allora come hai fatto tu ad arrivare cos vicino a batterlo?, domand Pavone.
Ci fu una pausa, e Ruga distolse lo sguardo. Dopo un po, il veterano zoppic verso un gradino
di pietra da un lato del cortile e vi si sedette. Sospir stancamente, fissando il vuoto, mentre riprendeva
a parlare.
Stavamo combattendo di fronte allimperatore Tiberio. Era lo scontro finale dei giochi
organizzati in occasione dei Saturnali. Trentamila spettatori avevano riempito larena per vedermi
combattere contro Ermete. E di sicuro si pu affermare che i loro furono soldi ben spesi: il nostro
scontro sembr durare allinfinito. Nessuno dei due sembrava trovare il modo di penetrare oltre le
difese dellaltro. Alla fine, entrambi eravamo coperti di sangue, pieni di lividi ed esausti. Pensavo di
aver fatto abbastanza per poter chiudere il combattimento cos e vincere per decisione dellarbiter. E
poco dopo, infatti, larbiter sollev il bastone e indic il vincitore me.
Pavone e Macrone si scambiarono uno sguardo incredulo. Stai dicendo che hai effettivamente
battuto Ermete?.
Ruga rise amaramente. Pensavo di s.  stato per questo che mi sono sfilato lelmo per ricevere
il plauso della folla. E a quel punto, Ermete mi ha attaccato. Quel bastardo mi ha colpito ripetutamente,
e mi ha sfigurato il volto come lo vedete adesso. Indic le cicatrici che gli deturpavano la faccia.
E che ne  stato dellarbiter che aveva decretato la fine dello scontro?
Quel figlio di un cane ha detto che avevo male interpretato il suo segnale. Puah! Un mucchio
di stronzate.
Ruga tacque. Pavone alz lo sguardo verso il cielo ormai quasi buio, mentre la rabbia gli
pulsava nelle vene e le mani si chiudevano a pugno, fin quasi ad affondare le unghie a sangue nei
palmi.
Lo giuro su Giove, non cadr nello stesso inganno. Ermete  mio.
Quelle parole provocarono una cinica risata da parte dellex gladiatore, e mentre sollevava il
capo a fissare il giovane, il suo sguardo si mostr calmo e freddo. Non capisci, ragazzo?
Quellincontro era stato gi deciso, era truccato per far vincere Ermete. Lui  il favorito
dellimperatore. Quando entrerai in quellarena per affrontarlo, non affronterai semplicemente un altro
gladiatore. Dovrai combattere contro il prescelto dellimperatore in persona.
Di pi!, url Macrone. Mettici la schiena, ragazzo!.
Digrignando i denti e tendendo tutti i muscoli, Pavone lott per sollevare il peso del carro a
quattro ruote sulla strada allesterno della Capra Ubriaca. Macrone era in piedi sotto larco che
conduceva al cortile e osservava Pavone che serrava le dita sullestremit anteriore della piattaforma,
riprovando a sollevare nuovamente il carro. Ruga lo guardava dal cortile. Il giovane gladiatore sent i
muscoli delle braccia bruciare, e si pieg leggermente sulle ginocchia, mentre le gambe si tendevano
contro lenorme peso del mezzo. Le ceste piene di sassi caricate sul pianale tremarono, mentre il carro
si sollevava lentamente dal terreno. Pavone lo tenne sospeso per un attimo. Ogni fibra del suo corpo
urlava di dolore e lo implorava di lasciare la presa. Ma lui serr strettamente le palpebre e pens a
Ermete, e alle sofferenze che aveva sopportato per arrivare fino a l. Dietro alle palpebre chiuse torn a
vedere la sabbia macchiata di sangue dopo lo scontro di gruppo. I cadaveri che costellavano larena.
Aveva fatto tanta strada per ottenere la propria vendetta. Non si sarebbe arreso adesso.
Lascialo andare!, latr Macrone.
Con un ruggito dolorante, il giovane stacc le mani da sotto al carro e fece un passo indietro. Il
mezzo sobbalz violentemente, mentre la sua estremit anteriore piombava al suolo. Macrone si fece
avanti e cont le ceste sul pianale.
Quattordici. Non male. Faremo di te un campione, ragazzo.
Pavone trattenne a stento una smorfia di dolore, ma sent lorgoglio bruciargli dentro.
Campione dellArena, comment, prima di lanciare uno sguardo alloptio. Pensi davvero che io
possa farcela?
Non se te ne stai tutto il giorno a grattarti il culo e a sognare a occhi aperti. E ora fammi
unaltra serie di sollevamenti con pi pesi, questa volta.
Il giovane gladiatore si sent sprofondare il cuore nel petto, e Ruga scoppi a ridere divertito.
Macrone segnal al proprietario della taverna di aggiungere unaltra cesta di pietre sul pianale del
carro. Le ruote scricchiolarono sotto il peso.
Ma, signore.
Loptio lo interruppe con un gesto secco della mano. Non una sola parola, ragazzo. Se vuoi
battere Ermete, dovrai essere abbastanza forte da muoverti in giro per larena con quellarmatura
pesante addosso. Mi hai capito?
S signore, borbott Pavone, rimpiangendo momentaneamente la decisione di scegliere
Macrone come proprio allenatore.
Loptio laveva spinto oltre i suoi limiti pi di quanto non avesse mai fatto prima, nelle quattro
settimane da quando aveva cominciato ad allenarsi per lo scontro. La prima settimana era stata atroce, e
Pavone aveva avuto appena la forza di camminare per tornare al ludus imperiale ogni sera dopo
lallenamento, per poi lasciarsi semplicemente cadere sul pavimento freddo della sua cella. Ma alla fine
della seconda settimana, il giovane aveva iniziato a sentirsi decisamente pi forte. Allinizio
delladdestramento, faceva fatica a reggere lo scudo pi grande usato dai provocatori, e il bicipite
bruciava per lo sforzo. Adesso i suoi muscoli allenati gli permettevano di sollevare quello scudo senza
sforzo apparente, mentre imparava a usarlo come unarma, combattendo con Ruga ogni pomeriggio.
Mancava soltanto un giorno al suo scontro con il suo nemico giurato, e Pavone iniziava a credere che la
vittoria potesse arridergli.
Macrone si batt una mano contro la coscia e annu fermamente.
Ora sollevalo!.
Sebbene la sua espressione restasse impassibile, Macrone si sent gonfiare il petto dorgoglio,
mentre Pavone riprendeva il suo esercizio di sollevamento pesi. Loptio aveva temuto il peggio, quando
il suo giovane allievo aveva ottenuto di poter combattere contro Ermete. Ma Pavone aveva dimostrato
una volont di ferro che lo aveva stupito. Non aveva mai visto il ragazzo bruciare di una
determinazione cos intensa come quella che aveva sfoggiato nelle ultime quattro settimane. Macrone
laveva costretto a impegnarsi in una serie di devastanti esercizi volti a potenziare la parte inferiore del
suo corpo. I sollevamenti del carro, come li aveva denominati lo stesso optio, erano soltanto un
esempio degli esercizi che aveva inventato per compensare la loro mancanza di equipaggiamento. Il
proprietario della Capra Ubriaca si era interessato ai tre uomini che pranzavano ogni giorno nel suo
locale, e dopo aver ascoltato la storia del coraggioso ragazzo che si era guadagnato il diritto di sfidare
Ermete, si era offerto di dare una mano, per esempio prestando loro quel carro per i sollevamenti.
Ma un gelido timore continuava a tormentare loptio. Il suo stesso destino era legato a quello
del giovane gladiatore. Se Pavone fosse caduto nellarena, il segretario imperiale avrebbe rivelato la
sua partecipazione alle venationes agli ufficiali della Seconda Legione, portando la sua carriera militare
a una rapida quanto ignominiosa conclusione. Quei cupi pensieri lavevano costretto a raddoppiare i
propri sforzi e a non lasciare nulla di intentato, nella sua volont di preparare il giovane gladiatore al
duello. Oltre a fargli sollevare il carro, Macrone gliene aveva fatto spingere uno carico e pesante su per
lAventino, in modo da potenziare i muscoli delle cosce, oltre a costringerlo a correre incessantemente
lungo il perimetro del cortile con uno scudo in ogni mano.
Per gli di, deve vincere, borbott loptio tra s e s, serrando le mani a pugno fino a farsi
sbiancare le nocche piene di vecchie cicatrici.
Fu interrotto da un rumore assordante, quando Pavone lasci andare il carro e una delle ceste
rotol gi dal pianale, andando a frantumare unanfora appoggiata alla parete della taverna. Il vino si
sparse tra le pietre che lastricavano la strada. Pavone si massaggi un polso dolorante e rivolse una
smorfia dispiaciuta al proprietario.
Il segretario imperiale ti rimborser, gli assicur Macrone.
Il padrone della taverna rivolse alloptio un cenno noncurante. Lasciate perdere quel vino.
Vincete quello scontro e date una lezione a quel bastardo arrogante di Ermete.
Probabilmente era comunque annacquato, comment prontamente Macrone, rivolto a
Pavone, mentre uno dei lavoranti della taverna andava a recuperare i frammenti di ceramica sparsi in
strada.
Ruga si lecc le labbra. A me andrebbe bene anche un otre di quello. Ghign ampiamente
verso Pavone. Sappilo, ragazzo: sconfiggi Ermete e il primo boccale di vino sar io stesso a
offrirtelo.
Il giovane si sforz di ricambiare il sorriso. Era strano, ma da quando era stato condannato al
ludus, non aveva mai pensato a una vita al di fuori dellarena. Immagin che fosse lo stesso anche per
quasi tutti gli altri gladiatori. Lalto tasso di mortalit tra loro rendeva inutili e perfino pericolosi i
pensieri rivolti alla libert. Quanto a lui, il proprio totalizzante desiderio di vendicare il padre e
rivalutare lonore e il nome della famiglia dei Valerii aveva escluso ogni altra considerazione.
Su la testa, esclam Macrone, battendo le mani. Abbiamo ancora del lavoro da fare.
Pavone sollev stancamente il capo e fece una smorfia. Non possiamo fare una pausa, ora,
signore?
Avrai tutto il tempo di riposare nellaldil! E ora, fai unaltra serie di sollevamenti.
S signore.
Mentre Pavone afferrava lestremit del carro, una voce dal fondo della strada lo interruppe. Si
lavora sodo, a quanto vedo.
Quella voce mand un brivido lungo la schiena al giovane gladiatore. Si raddrizz di scatto e
volt le spalle al carro, spostando gli occhi oltre la taverna. Macrone e Ruga guardarono nella stessa
direzione, e videro Murena che avanzava verso di loro, scavalcando i frammenti dellanfora e il vino
versato. La guardia che lo accompagnava fece allontanare il proprietario e i suoi lavoranti, in modo che
il liberto potesse parlare liberamente. Murena fiss Pavone e schiocc la lingua in segno di
approvazione.
Sembra che Ruga e loptio siano riusciti a mantenere la loro parte dellaccordo. Laiutante
imperiale continu a fissare il giovane. Sei pi in forma, rispetto allultima volta che ci siamo visti.
Macrone lanci uno sguardo cupo a Murena, e incroci le braccia sul petto, in una posa
difensiva. Che cazzo ci fai, qui?
Rilassati, optio, replic Murena, con un sorriso falsamente affabile. Sono semplicemente
venuto ad assistere allallenamento di Pavone. Pallade  comprensibilmente curioso di sapere come se
la sta cavando il nostro giovane gladiatore. Poi torn sul ragazzo con lo sguardo e annu. E direi
molto bene, a quel che vedo.
Non male, infatti, concord cautamente Macrone. Considerato che abbiamo avuto soltanto
un mese per prepararlo.
Laiutante si massaggi il mento perfettamente rasato con le dita ossute. E che possibilit
pensi che abbia contro Ermete?.
Reprimendo a stento il proprio disprezzo per il liberto, il soldato prese un profondo respiro e ci
pens su per un attimo.
Il ragazzo ha fatto tutto ci che gli abbiamo ordinato. Tra me e Ruga, labbiamo spinto oltre i
limiti. Ermete non ha mai affrontato un gladiatore in condizioni fisiche pi eccellenti.
Lo sguardo di Murena si assottigli, mentre continuava a sorridere allindirizzo di Pavone.
Non hai risposto alla mia domanda, optio. Riuscir a battere Ermete, domani, oppure no?.
Il soldato si strinse nelle spalle. Difficile a dirsi. Anche con noi due ad allenarlo dalla mattina
alla sera, Pavone dovr affrontare comunque il pi grande campione di tutta Roma. Sai come recita il
vecchio detto: lunica certezza, quando si parla di combattimenti nellarena,  che un uomo ne uscir
camminando sulle sue gambe, e laltro trascinato da un uncino.
Qualcosa cambi nellatteggiamento del liberto, mentre portava lo sguardo scintillante su
Macrone. Sono ben consapevole delle incertezze degli scontri tra gladiatori.  uno dei motivi per cui
io e Pallade non eravamo daccordo a promuovere i combattimenti come mezzo per controllare la
folla.
E adesso avete bisogno di Pavone per salvarvi la carriera, comment Macrone.  buffo
come cambino a volte le cose, nella vita, vero?.
Il sorriso svan completamente dal volto di Murena. Roma  piena di intrighi, Macrone. Un
comune soldato come te non potr mai comprendere le difficolt che sorgono nel governare milioni di
persone irresponsabili. Io e Pallade faremo tutto il necessario per mantenere la nostra posizione.
Macrone sbadigli. Risparmiati la lezione per qualche altro poveraccio. Annu verso Pavone
e accenn con il pollice alla Capra Ubriaca. Avanti, ragazzo. Prenditi una breve pausa e metti
qualcosa sotto i denti, prima di cominciare lultima sessione di allenamento con Ruga.
Non arrivate in ritardo nellarena, domani, optio, sogghign Murena. Mi dispiacerebbe che
voi tutti perdeste lintrattenimento che abbiamo organizzato prima dello scontro.
Di che cazzo vai parlando?, ringhi Macrone, assottigliando lo sguardo.
Il liberto sembrava compiaciuto. Fiss duramente Pavone. Diciamo semplicemente che ci sar
un ruolo speciale per i Liberatores che hanno cospirato contro limperatore Claudio.
Il giovane gladiatore ebbe un brivido che lo scosse fino alle ossa. Macrone volt le spalle a
Murena, scuotendo la testa, ed entr nella taverna. Pavone lo segu. Laiutante imperiale li guard
allontanarsi. Ruga si volt per fare lo stesso, ma Murena scatt avanti per tagliargli la strada.
Togliti di mezzo, ringhi lex gladiatore.
Non ancora. Devi fare una cosa per me se rivuoi indietro il tuo lavoro.
Ruga scosse fermamente il capo. Sto addestrando il ragazzo, esattamente come mi hai chiesto.
Era quello il nostro patto. Un mese con il ragazzo, e sarei stato libero di tornare al mio vecchio lavoro
di guardia del corpo per il senatore Macula.
Laiutante soppes quella risposta mentre conduceva Ruga verso il cortile, lontano dal caos e
dal brusio della strada. Io e Pallade dobbiamo tenere conto della possibilit che Pavone possa perdere
lincontro, domani.
C sempre una probabilit di essere sconfitti, concord Ruga. Ma Pavone ha pi possibilit
di chiunque altro di farcela contro Ermete. Cosa potreste desiderare di pi?
Un piano demergenza.
Ruga esit, e torn a guardare verso la strada. Non mi piace per niente.
Non sto chiedendo la tua approvazione, gladiatore, scatt Murena. Farai quello che ti dico,
che ti piaccia o no. Ricomponendosi, il liberto abbass la voce. Dimmi, conosci altri ex gladiatori?.
Il veterano imbronci le labbra. Qualcuno. Soprattutto quelli che pagano i loro debiti
allassociazione dei gladiatori.
E sono in cerca di lavoro?
Alcuni di loro, s. Perch?.
Murena si concesse un lieve sorriso. Molto bene. Adesso ascoltami attentamente.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Il pubblico che affollava larena temporanea rumoreggi e poi esplose in applausi spontanei
quando un altro gladiatore croll sulla sabbia. Un brivido corse lungo la schiena di Pavone, mentre
attendeva nel tunnel buio accanto a Macrone il suo turno di entrare nellarena, e limpalcatura appena
sopra di lui tremava come di paura per le urla di dolore che provenivano dal massacro. Attraverso
lentrata Pavone riusc a scorgere il frenetico scintillio dellacciaio mentre un uomo scarno armato di
gladio e di un piccolo scudo rotondo, ma privo di armatura, attaccava follemente il suo avversario pi
anziano.
Quello era lintrattenimento organizzato prima dello scontro principale di cui aveva parlato
Murena. I Liberatores colpevoli di aver cospirato per assassinare limperatore erano costretti a
combattere fino alla morte di fronte alla folla impazzita. La vista di una dozzina di pubblici ufficiali che
si attaccavano disperatamente tra loro faceva rivoltare lo stomaco a Pavone. Aggrott la fronte mentre
il fragile gladiatore, il senatore Lanato, lottava per sollevare lo scudo e difendersi, barcollando
allindietro e implorando piet al suo avversario.
Sembra che il magistrato sia sul punto di sbudellare il senatore, comment Macrone,
assottigliando lo sguardo verso lentrata dellarena. Non manca molto, ragazzo. Non appena questa
farsa sar finita, sar il tuo turno di calcare la sabbia.
Pavone avvert un freddo brivido di terrore arrampicarsi lungo la sua spina dorsale. Che ne
sar del vincitore di questo scontro?, si domand ad alta voce.
Macrone si strinse nelle spalle. Probabilmente lo crocifiggeranno. Se  fortunato, le guardie lo
giustizieranno subito.
Per gli di. Pavone rabbrivid e scosse la testa. Ripens nuovamente al suo accordo con
Murena e Pallade. Segretamente temeva che il segretario imperiale avrebbe rivelato la verit sul suo
coinvolgimento con i Liberatores, che lui vincesse o meno, ma sapeva di non avere altra scelta se non
quella di sperare che i due liberti mantenessero la parola data.
Un attimo pi tardi, un urlo risuon nellarena, mentre il magistrato affondava il gladio nel
petto scoperto di Lanato. Il senatore sussult, mentre dalla sua bocca eruttava un fiume di sangue e
luomo crollava in ginocchio sulla sabbia. La folla salut con entusiasmo la morte di un altro Liberator.
Qualcuno sput sul senatore morente. Altri urlarono oscenit contro di lui, mentre due guardie uscivano
di corsa dal tunnel per afferrare il magistrato.
Macrone batt le mani. Molto bene, ragazzo. Il prossimo sei tu.
Inspirando profondamente per calmare i nervi, Pavone costrinse i propri muscoli tesi a
rilassarsi, e cont nervosamente gli attimi che passavano, finch non gli fu permesso di entrare
nellarena. Laria era densa e fredda, e gli sembr gelida nei polmoni. Ecco, pens. Il momento per cui
si era allenato da quando era stato gettato nel ludus di Paestum, sconvolto dal dolore per la brutale
uccisione dei suoi genitori, dal fatto che suo figlio era stato preso in ostaggio e dalla rovina in cui era
caduta la sua reputazione e quella della sua famiglia.
Vendetta.
Il tunnel in cui il giovane aveva atteso il proprio turno si trovava direttamente sotto alle
cigolanti impalcature di legno dellarena temporanea, costruita al centro del Foro, nello stesso punto in
cui al tempo di Giulio Cesare si tenevano gli scontri dei gladiatori. Le guardie erano giunte al ludus
imperiale allalba per scortarlo nellarena. Un lampo di timore laveva assalito, nel vederla. Sebbene
fosse molto pi piccola dellanfiteatro di Statilio Tauro, nellinsieme era infinitamente pi spettacolare.
Le tribune erano affiancate da due basiliche i cui lunghi portici e i complessi bassorilievi scintillavano
lievemente nella pallida luce del mattino. Oltre larena, Pavone aveva visto lArco di Augusto
incombere sul Foro, simbolo di prestigio imperiale. Macrone laveva accolto allentrata del tunnel.
Mentre il giovane gladiatore si sottoponeva agli ultimi preparativi, ebbe la strana sensazione che
perfino gli di stessero guardando Roma, quel giorno, in spasmodica attesa di quel combattimento.
E ora ricorda bene quello che ci siamo detti, afferm con calma loptio, scuotendo Pavone dal
suo ansioso stato di stordimento. Le guardie trascinarono via dallarena il magistrato sopravvissuto, in
un coro di urla di derisione, e Macrone dovette alzare la voce per farsi sentire. Non restare fermo
neanche per un attimo. Continua a muoverti. Non devi dare a quel bastardo di Ermete neanche una
possibilit di metterti allangolo. Fallo stancare, ragazzo. Muoviti, para, attacca. Proprio come ci siamo
detti, eh?
Muoviti, para, attacca, ripet Pavone, atono.
Macrone annu. Prese il giovane per le spalle e lo fiss dritto negli occhi. Non ti mentir,
ragazzo. Affrontare Ermete sar unimpresa maledettamente difficile. Ignora il dolore e concentrati sul
tuo compito. Proprio come ti insegnano nelle legioni.
 facile per te parlare cos, replic Pavone. Non sei tu quello che deve lottare contro una
leggenda.
Loptio scosse la testa. C la mia testa in gioco, proprio come la tua, ragazzo.
Un improvviso senso di disperazione colse il giovane gladiatore, rischiando di sopraffarlo.
Serr i pugni, tremanti di profonda rabbia. Quei greci bastardi, pronti a incastrarci coi loro complotti!
Spero che marciscano entrambi nellAde.
Non temere, questo accadr, sibil Macrone tra i denti. Ma la cosa migliore da fare 
assicurarsi che Ermete sia l ad attenderli, quando arriveranno, eh?.
Pavone annu distrattamente, mentre notava qualcosa attraverso la fitta nebbia di disperazione
che sembrava offuscargli la mente. Si guard intorno nel tunnel. Perch Ruga non  qui?.
Macrone si strinse nelle spalle. Solo gli di lo sanno. Probabilmente si sta ubriacando in
qualche bettola.
Il giovane torn ad annuire, poco convinto. Oltre alleccitazione ansiosa della sua imminente
entrata nellarena, continuava a provare una sensazione ardente di panico che gli danzava tra le tempie.
Ermete era il favorito dello scontro, e attraverso le tribune scricchiolanti, Pavone riusciva a sentire i
cori della folla che acclamava il nome del suo avversario. Gli sembrava che tutta Roma si fosse
coalizzata contro di lui. Per un attimo, i suoi pensieri andarono al figlio, Appio. Una morsa di dolorosa
tristezza gli strinse il cuore, quando si rese conto che forse non lo avrebbe rivisto mai pi.
Un attendente si inginocchi ai suoi piedi per allacciargli le cinghie dei gambali di metallo
intorno alle gambe, serrandole strettamente, in modo che limbottitura interna premesse contro gli
stinchi. Era lultimo pezzo dellarmatura che gli era stata fatta indossare. La corazza di bronzo era ben
stretta intorno al suo busto, e lo faceva sudare abbondantemente, nonostante il freddo. La folla si plac
lievemente, nellarena, mentre lannunciatore cominciava a declamare tutte le varie formalit del caso.
Pavone rest in ascolto. Unimprovvisa ondata di nausea gli chiuse la gola.
Un blando scroscio di applausi risuon quando lannunciatore lo present.
Macrone mormor piano:  quasi ora.
Il giovane annu.  stato un onore, signore.
Anche per me, ragazzo. Anche se a volte sei stato uno stronzo arrogante.
Un rapido rumore di passi frettolosi riecheggi lungo il tunnel. Pavone si gir di scatto,
assottigliando lo sguardo nella semioscurit per mettere a fuoco la vista su una figura in avvicinamento.
Raddrizz la schiena con decisione, quando riconobbe di l a poco luomo basso e corpulento dal volto
grassoccio. Aveva le guance rosse per la corsa e le pieghe del collo imperlate di sudore. Pavone batt le
palpebre, inchiodato sul posto, come se non riuscisse a credere ai propri occhi.
Buccone?, balbett infine. Per gli di, che cosa ci fai qui?.
Manio Salvio Buccone era stato una recluta come lui nel ludus di Paestum. Aveva scelto
volontariamente di diventare un gladiatore per pagare un grosso debito di gioco. Ma Pavone non
laveva pi rivisto da quando era stato trasferito nel ludus imperiale di Capua. Adesso, rivedere un
volto amico l a Roma gli scald il cuore, calmandogli i nervi.
I due si strinsero le braccia. Degli attendenti oltrepassarono Pavone, trasportando secchi di
sabbia da spargere sulle macchie di sangue.
Buccone cerc di riprendere fiato. Sono venuto pi in fretta che potevo, afferm. Un
aiutante imperiale di nome Murena mi ha detto che avrei potuto trovarti qui.  bello rivederti, amico
mio.
Murena?. Pavone fiss lamico, sorpreso.  stato lui a mandarti qui?.
Buccone annu. Mi ha svegliato lui stamattina, nei miei alloggi nella Suburra.
Ma quindi sei stato a Roma per tutto questo tempo?
Sono qui da circa un mese. Un uomo mi  venuto a cercare a Ostia, dicendo di essere un servo
del senatore Lanato. Mi ha detto di venire a Roma per prendere tuo figlio.
A quel punto, Pavone ricord ogni cosa. Il senatore gli aveva detto di aver mandato Buccone a
prendersi cura di Appio, dopo che lo schiavo di Lanato laveva portato via dal palazzo imperiale, in
cambio della collaborazione del giovane gladiatore nella congiura per uccidere Claudio. Ma quando
Pavone era entrato nella tribuna imperiale per ottenere la propria ricompensa, limperatore gli aveva
rivelato che Appio era rimasto ostaggio nel palazzo. Lanato lo aveva ingannato.
Unaltra menzogna, mormor freddamente.
Quale menzogna, Pavone?
No, niente, replic rapidamente il gladiatore. Cosa  successo quando sei giunto a Roma?
Il senatore si  rifiutato di vedermi. Buccone si gratt un gomito. Dopo che sono stato
scacciato dalla sua casa, due pretoriani mi hanno preso e trascinato al palazzo imperiale. L mi hanno
chiesto che cosa avessi a che fare con Lanato. Io ho spiegato tutto e subito dopo un viscido ufficiale mi
ha consegnato tuo figlio.
Pavone si blocc, mentre una morsa gli stringeva lo stomaco. Appio.
Murena gli aveva detto che suo figlio era ancora un ostaggio. Soltanto in quel momento capiva
che era stata una menzogna anche quella. Limperatore aveva mantenuto la parola data. Appio era stato
risparmiato. Il giovane si guard freneticamente intorno.
Dov?, domand, senza fiato. Lhai portato con te, Buccone? Devo rivedere mio figlio,
prima di affrontare Ermete. Voglio potergli dire addio, se. Strinse le mascelle, sopraffatto
dallamarezza e dal dolore.
Buccone gli sorrise debolmente. Mi  stato severamente ordinato di non portarti Appio, da
quando me lhanno consegnato, al palazzo imperiale. Quellaiutante, Murena, ha detto che non voleva
che ti distraesse durante lallenamento. Non ho potuto che fare come mi dicevano.
Pavone aggrott la fronte. Ma allora dov, adesso?
Con mia moglie Clodia, nei nostri alloggi nella Suburra. Mi sono stabilito l, dopo aver deciso
di restare a Roma e tentare di diventare un attore. Buccone chin il capo. Tuo figlio ha imparato a
parlare, soggiunse piano. Appio ha pronunciato qualche parola.
Una sofferenza quasi insopportabile si abbatt sul giovane gladiatore. Serr i pugni, mentre il
cuore gli batteva furiosamente nel petto. Il benessere di suo figlio dipendeva dalla sua vittoria in quel
combattimento, e dalla conseguente salvezza della reputazione della famiglia dei Valerii. Chiuse
strettamente gli occhi e pronunci una silenziosa preghiera agli di, affinch proteggessero il bambino.
Poi risollev le palpebre, nel sentire la mano di Macrone posarsi gentilmente sulla sua spalla.
 ora di andare, ragazzo.
Il giovane guard il soldato e annu. Poi si gir rapidamente verso Buccone.
Puoi promettermi una cosa?
Dimmi.
Pavone fece una pausa. Poi distolse lo sguardo dallamico e lo port verso lentrata dellarena,
ricacciando indietro le lacrime. Con le labbra tremanti, inspir profondamente e torn a voltarsi verso
Buccone. Se oggi morir, Appio sar lultimo della famiglia dei Valerii. Non c nessun altro che
possa prendersi cura di lui. Se dovessi cadere nellarena, ti prego di crescere mio figlio al mio posto.
Buccone si sforz di sorridere. Lo far, promise.
Pavone mormor piano: Grazie, Buccone.
Che gli di siano con te, amico mio.
Il giovane gladiatore trasse un altro profondo respiro, mentre le buccine squillavano e il ruggito
febbrile della folla riempiva larena. Macrone batt unultima pacca sulle spalle dellallievo, e un
attimo pi tardi due ufficiali sospinsero il giovane lungo il breve tunnel dentrata. Il terreno trem sotto
ai suoi piedi, a causa della fremente partecipazione della folla. Pavone si sent annodare le viscere.
Larmatura gli pesava addosso, facendogli scorrere sulla pelle rivoli di sudore. Si asciug la fronte,
giunto allentrata, e si guard indietro unultima volta. Macrone gli rivolse un cenno del capo, con lo
sguardo pieno di ferrea determinazione. Buccone era al suo fianco e annu debolmente, con gli occhi
che gli si riempivano di lacrime. Tornando a guardare dritto davanti a s, Pavone prese cupamente il
proprio scudo da uno degli attendenti. Vi era stata dipinta sopra unimmagine di Nemesi. Pavone
sorrise sarcasticamente e pens che era molto appropriata. Poi il secondo attendente gli fece calare
lelmo sulla testa, riducendo drammaticamente il suo campo visivo.
Il giovane deglut a vuoto. I muscoli del suo collo si tesero istintivamente. Sentiva il proprio
respiro raschiante allinterno dellelmo, mentre inspirava laria gelida attraverso le piccole aperture in
basso. Avvert limpeto del sangue che gli saliva alla testa, mentre attendeva che gli fosse dato il
segnale per avanzare.
E poi marci nellarena, per affrontare il suo nemico giurato.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Nuvole grigie si affollavano pesanti nel cielo, come sacchi di grano pronti a strapparsi lungo le
cuciture, quando Pavone entr nellarena. La celata del suo elmo gli restringeva terribilmente il campo
visivo, tagliandogli la visuale periferica e costringendolo a concentrarsi su quanto aveva direttamente di
fronte. Di conseguenza, non poteva vedere il terreno ai propri piedi, e inizialmente li trascin con
cautela, avvicinandosi alla linea di gesso che costituiva lampio perimetro del cerchio tracciato al
centro dellarena, allinterno del quale i gladiatori dovevano rimanere nel corso dello scontro. Era una
regola tipica dei combattimenti allultimo sangue, che costringeva gli avversari a restare vicini, invece
di ritirarsi verso i bordi dellarena rettangolare.
Mentre si avvicinava al cerchio, Pavone sollev lo sguardo verso la tribuna imperiale, costruita
in fretta e furia e posizionata sul lato nord dellarena. Limperatore era seduto in prima fila, affiancato
dalle sue guardie del corpo germaniche e dal suo entourage di leccapiedi. La tribuna era decisamente
meno spettacolare della struttura piena di decorazioni dellarena di Statilio Tauro, consider Pavone, e
senza la sua eleganza, Claudio faceva una figura piuttosto triste e patetica, mentre si sedeva sulla sua
sedia e schioccava le labbra, pieno di aspettativa per limminente scontro. Il giovane gladiatore si sent
pulsare violentemente il sangue dietro agli occhi, quando vide Pallade e Murena alla sinistra
dellimperatore. Alla sua destra era seduto invece un uomo di mezza et con le rughe intorno agli
occhi, che sorrideva untuosamente a Claudio. Pavone lo riconobbe vagamente.
Quello deve essere Narciso, borbott tra s e s.
Poi abbass lo sguardo verso limbocco del tunnel dallaltra parte dellarena, mentre due
attendenti ne uscivano e si avvicinavano al cerchio centrale, portando le armi che sarebbero state usate
nel combattimento. Non appena raggiunsero la loro destinazione, larbiter sfior con un pollice la
punta dei due gladi. Annuendo tra s, and poi a sollevare il pollice verso limperatore, confermando
che le spade erano appuntite e scatenando un crescendo di applausi e urla da parte del pubblico. Pavone
si avvicin allarbiter. Una rinnovata sensazione di nausea gli afferr le viscere, quando si rese conto di
trovarsi nello stesso luogo in cui la testa mozzata di suo padre era stata mostrata al popolo. Quel
pensiero lo riemp di angoscia e rabbia.
Un attimo pi tardi, Ermete usc di corsa dallo stesso tunnel da cui erano venuti fuori i due
attendenti, mentre la folla lo salutava con un assordante muro di acclamazioni. Una sezione del
pubblico si alz in piedi, incitando a gran voce il campione a fare a pezzi il suo avversario.
C un solo Ermete!, urlarono i suoi sostenitori, fino a perdere la voce. Un solo Ermete!.
Il suolo sembr tremare, mentre Ermete marciava verso il cerchio. Indossava unarmatura
uguale a quella di Pavone, anche se il suo scudo mostrava la sua solita immagine di Cerbero, e portava
intorno ai fianchi la cintura da campione. Il giovane sent il sudore gelarglisi sulla schiena, mentre il
pi anziano si avvicinava. Il colosso di Rodi sembrava ancora pi muscoloso di quanto non lo
ricordasse. I suoi bicipiti erano solidi e gonfi, e sembravano scolpiti nel marmo. Le vene sui suoi
avambracci somigliavano a corde intrecciate. Ermete avanz lungo gli spalti, inchinandosi davanti a
tutte e quattro le tribune. Pavone si sent stringere brevemente il cuore, mentre sentiva diversi spettatori
che acclamavano il campione e denigravano invece il suo nome.
Pavone ti mozzer la testa!, url improvvisamente una voce, ben chiara sopra il brusio della
folla.
Guardando attraverso la griglia che gli copriva il volto, il giovane gladiatore si volse a guardare
Macrone, che faceva capolino dallimboccatura del tunnel. Buccone era accanto a lui. Pavone si sent
rassicurato dalla presenza delloptio. La sua ruvida onest e la testarda decisione con cui si dedicava a
tutto ci che faceva avrebbe fatto vergognare molti dei suoi amici di nobile nascita, e lui aveva
imparato pi da quel soldato in pochi mesi che negli anni trascorsi a studiare i classici e a osservare i
grandi dibattiti in Senato. Pavone era certo che un giorno Macrone sarebbe diventato un ottimo
centurione.
Larbiter fece cenno a entrambi i gladiatori di avvicinarsi, per ripetere loro le regole del
combattimento.
Ascoltatemi, latr, in modo che entrambi potessero sentirlo al di sopra del clamore della
folla. Le regole sono semplici.  un combattimento allultimo sangue, il che significa che non ci sar
piet da parte dellimperatore, oggi. Se nessuno dei due sar in grado di uccidere lavversario, io
decreter la fine del combattimento, e saranno i giudici a dichiarare il vincitore dello scontro.
Larbiter indic i tre magistrati che indossavano preziose toghe ed erano seduti sulla fila pi
bassa della tribuna nord, sotto al podio. Ognuno di loro stringeva tra le mani una tavoletta di cera e uno
stilo, ed erano pronti a segnare un punto ogni volta che uno dei due avversari fosse riuscito a colpire
laltro. Pavone torn a voltarsi verso larbiter, che continu: Chi perder dovr accettare senza
obiezioni la decisione dei giudici. Mi aspetto che il perdente sappia morire da vero romano. Voglio un
combattimento leale, quindi niente strattoni allarmatura, niente lanci di sabbia verso lelmo e niente
uscite dal cerchio di gesso. Se uscirete dal cerchio, vi arrenderete. E concederete dunque la vita
allavversario. Sono stato chiaro?
S, rispose Pavone.
Cominciamo, avanti, ringhi Ermete da sotto lelmo. Non vedo lora di fare a pezzi questo
ragazzino, proprio come ho fatto con quello stronzo traditore di Tito.
Mio padre era un uomo donore, ribatt Pavone. Tu sei soltanto merda, Ermete.
Il campione scoppi a ridere, mentre le sue larghe spalle sussultavano. Idiota. Quando ti avr
sbudellato, otterr il mio posto tra i grandi.
Pavone aggrott la fronte. Che significa?
Narciso ha promesso che verr innalzata una statua in mio onore, per celebrare le mie vittorie.
Sar davanti agli occhi di tutti in Campo Marzio. Sar idolatrato da tutti i Romani dellimpero. Il
colosso di Rodi sbuff, divertito. Perch altrimenti sarei dovuto tornare nellarena? Ero gi il pi
grande gladiatore di tutti i tempi. Adesso sar riconosciuto come un vero eroe decisamente pi del
vecchio Tito.
Pavone scatt verso lavversario, sconvolto da un odio insostenibile e incapace di trattenere la
rabbia. Larbiter sollev le braccia, separando i due gladiatori e ordinando loro di arretrare di due
passi. Con la sua figura alta e segaligna, e gli occhi neri infossati nel teschio sotto a un cranio
completamente calvo, quelluomo aveva laria di un insegnante severo, ed entrambi i contendenti
obbedirono immediatamente. Quando larbiter fu soddisfatto nel vedere i due gladiatori sotto controllo,
rivolse un cenno dassenso agli attendenti. I due tesero una spada a Pavone e a Ermete per poi ritrarsi
rapidamente verso lentrata del tunnel. Il pubblico si zitt allistante. Il momento dello scontro era
finalmente giunto. Gli occhi di tutti erano fissi sullarbiter. Pavone fiss Ermete, dritto davanti a s,
immaginando il suo volto dietro alla celata dellelmo, visualizzando il suo labbro superiore sfregiato
che si sollevava in una smorfia dodio. Il giovane serr la presa sullelsa del gladio e inspir
profondamente.
Infine, larbiter si riemp i polmoni e url: COMBATTETE!.
Ermete colse Pavone di sorpresa, lanciandosi in avanti invece di nascondersi dietro allo scudo;
immediatamente allarg il braccio della spada e tent di infilare la punta del gladio nella parte esposta
del collo dellavversario, poco al di sotto dellelmo. Il giovane gladiatore si blocc per un attimo,
mentre la punta della spada sibilava appena, sollevandosi verso la sua gola. Poi alz lo scudo allultimo
momento, e il gladio dellavversario risuon, colpendo lestremit superiore della sua difesa e deviando
verso un lato della sua testa. Un attimo pi tardi, Ermete emise un ringhio animalesco e caric Pavone,
con lo scudo ben piantato contro la spalla. Il giovane si acquatt dietro al proprio scudo. La sua
struttura trem violentemente, quando il colosso di Rodi gli piomb addosso. Pavone piant i piedi
nella sabbia e cerc di resistere a quella carica brutale, mentre i muscoli allenati delle sue gambe si
tendevano per evitargli di piombare allindietro. Il potente impatto gli fece risalire un tremito lungo
lavambraccio, provocandogli una fitta di dolore alla spalla, mentre il panico lo assaliva. La sua
strategia per lo scontro era stata completamente costruita sullidea che Ermete si sarebbe affidato ai
contrattacchi. Il giovane non era pronto a un avversario deciso ad attaccarlo frontalmente. A quel
punto, Ermete scivol alla propria destra e affond la spada verso il fianco scoperto di Pavone.
Voltandosi per restare di fronte allavversario, il ragazzo si abbass rapidamente su un ginocchio e si
accovacci dietro allo scudo, parando la punta letale prima che potesse affondargli nel busto. La folla
url, deliziata, mentre il gladio rimbalzava contro lumbone dello scudo e veniva respinto.
Con il cuore che pulsava selvaggiamente, Pavone lanci uno sguardo a Ermete da sopra
lestremit dello scudo. Il campione stava calando la spada sopra di lui come se fosse unascia pronta a
spaccare la legna. Il giovane gladiatore sollev istintivamente lo scudo in orizzontale sopra la testa, in
un unico, fluido movimento, grazie alle faticose sessioni di allenamento con Ruga nel cortile, che ormai
erano fermamente impresse nei suoi muscoli. Si ud un violento schianto, quando il gladio del colosso
di Rodi impatt contro lo scudo. Pavone avvert un lancinante dolore al polso, che fu costretto ad
assorbire la violenza del colpo. Con i piedi ben piantati nella sabbia, il giovane spinse verso lalto, ogni
tendine e muscolo delle sue gambe in tensione, mentre respingeva la spada dellavversario e gli faceva
perdere lequilibrio. Poi spinse avanti lo scudo di piatto, come gli aveva insegnato Ruga. Ermete
ringhi, mentre lestremit metallica dello scudo si schiantava contro la sua corazza di bronzo. Un urlo
selvaggio si lev da una sezione degli spalti, quando Ermete sembr momentaneamente stordito. Altri
spettatori fecero sentire la loro violenta disapprovazione. Lanciando uno sguardo alle proprie spalle,
Pavone si rese conto di essere stato spinto lontano dal centro del cerchio. Adesso si trovava a pochi
passi dal perimetro, con il tratto di gesso ben visibile nella sabbia.
Torn a fissare rapidamente Ermete, sudando abbondantemente sotto allelmo. Rivoli di sudore
gli scivolavano lungo la fronte, colandogli negli occhi e rendendogli momentaneamente sfocata la
vista. Davanti a lui, il campione si riprese velocemente dal colpo subto e fece piombare la base della
sua spada contro lestremit superiore dello scudo di Pavone, sbattendolo al suolo e poi calciandolo con
violenza di lato. Il giovane sent il cuore mancare un battito, mentre le sue dita doloranti perdevano la
presa sullimpugnatura. Lo scudo piomb a breve distanza da lui, sulla sua destra. Imprecando contro
gli di, Pavone scart di lato per riprenderlo, ma Ermete reag in un lampo, menando un fendente verso
il suo braccio esteso. Un intenso e lancinante dolore lo colse, quando la punta della spada gli fer il
bicipite, lacerando il muscolo. Sibilando tra i denti serrati, il giovane gladiatore scost la mano
tremante dallo scudo prima che Ermete riuscisse a ferirlo di nuovo, mentre il sangue sgorgava dalla
ferita aperta. A quel punto, il campione cal il gladio contro lavversario, e Pavone sollev
immediatamente la propria arma sopra la testa. Un violento stridio metallico risuon nellarena quando
le due spade si incontrarono poco sopra lelmo del giovane. Riempiendosi i polmoni daria, Pavone
rugg e si sollev in tutta la propria altezza, scrollandosi Ermete di dosso. Il colosso di Rodi arretr
barcollando, visibilmente scosso dalla forza bruta dellavversario. Un suono acuto gli usc dalla gola.
Pavone gli si gett contro, intuendo una possibilit di penetrare le sue difese. Ermete devi
laffondo del giovane con una spazzata del proprio scudo verso lesterno, prima di riportarlo indietro,
schiantandone il bordo di metallo contro lelmo dellavversario. Un clangore metallico risuon nella
testa di Pavone. Per un attimo, una nebbia instabile gli offusc totalmente la vista, che gli si schiar
proprio nel momento in cui Ermete lo raggiungeva con un calcio nello stomaco. Il giovane si pieg in
due, boccheggiando, mentre unondata di nausea gli chiudeva la gola. Barcoll allindietro, i muscoli
contorti per langoscia. Ermete lo segu tentando di infilzarlo con un brutale affondo del suo gladio.
Pavone riusc a stento a pararlo. Fremendo dietro alla celata dellelmo, il campione spinse il proprio
scudo contro lavversario con forza inarrestabile. Il pi giovane perse lequilibrio, lasciandosi sfuggire
un ringhio disperato mentre piombava al suolo. Sent la schiena impattare violentemente contro il
sottile strato di sabbia che copriva il pavimento di travertino. Toss e boccheggi dolorosamente
allinterno dellelmo. Ogni fibra del suo essere sembrava stretta in uninsopportabile morsa di dolore.
Larmatura sembrava due volte pi pesante di quanto non gli fosse parsa allinizio del combattimento.
Gli spettatori nella sezione dellarena dalla parte di Ermete si alzarono in piedi allunisono, urlando e
agitando i pugni in un gesto di trionfo.
Ha oltrepassato la linea!, dichiar uno dei sostenitori del campione. Pavone ha perso!.
Un altro gruppo di sostenitori che invece aveva continuato ad acclamare il giovane romano
cominci a imprecare contro i rivali, accompagnando ai gesti osceni nei loro confronti una sequela di
insulti. Bugiardi, bastardi schifosi!, url selvaggiamente uno di loro. Pavone non ha mai
oltrepassato la linea!.
Il giovane lanci uno sguardo ai propri piedi e si rese conto con orrore di essere piombato sopra
alla linea di gesso che delimitava il cerchio. La parte superiore del suo corpo completamente
allesterno, e soltanto una gamba estesa vi rimaneva, giusto per un soffio. Ci fu un boato collettivo,
quando i cinquemila spettatori che affollavano larena si alzarono in piedi, allungando il collo verso
Pavone. Qualcuno scosse la testa con decisione. Altri indicarono il gladiatore a terra e cominciarono a
discutere animatamente con i vicini se il giovane avesse o meno oltrepassato la linea. Ermete sollev le
braccia in un gesto di vittoria, mentre Pavone giaceva sconvolto nella sabbia, pieno di disperazione,
incredulo di fronte alla propria sconfitta. Nel frattempo, le due fazioni opposte degli spettatori
continuavano a urlare luna contro laltra, entrambi i gruppi di sostenitori furiosamente convinti di
avere ragione. Pavone alz lo sguardo su Ermete, mentre il campione torreggiava su di lui, fermandosi
ai suoi piedi. La sua figura colossale gli proiettava addosso una grossa ombra.
In ginocchio, traditore, ringhi cupamente il colosso di Rodi. Stava ansimando
profondamente allinterno dellelmo, e la sua voce proveniva raschiante dalla griglia della celata. Ora
patirai una morte umiliante di fronte allimperatore proprio come tuo padre.
Pavone si gel. Il panico gli batteva dentro al petto come un tamburo. Deglut lamarezza e si
sollev faticosamente, mentre il terrore gli serrava le viscere, di fronte al suo orribile destino. Gli
sembr che il cuore gli affondasse nel petto come un peso di piombo, al pensiero di aver deluso suo
padre. Attese dunque la sua straziante fine, il momento in cui il campione di Roma gli avrebbe
conficcato la spada nello spazio tra il collo e la clavicola, trapassandogli il cuore. La sua unica
consolazione stava nel fatto che si sarebbe riunito ai genitori e alla defunta moglie Sabina nellaldil.
Essere giunto a un passo dalla vendetta soltanto per fallire alla fine. Aver battuto Britomaris, essere
sopravvissuto alle belve e al combattimento di gruppo tutto questo non era servito a niente, dunque.
Una serie di piccole gocce scure inizi a punteggiare la sabbia intorno a lui, mentre la pioggia
cominciava a cadere dalle nuvole scure radunate sopra larena.
Perdonami, padre, sussurr, da dentro lelmo.
Fermi!, esclam improvvisamente larbiter.
Sia Pavone che Ermete si volsero a guardarlo. Stava facendo cenno a Ermete, segnalando al
campione di allontanarsi dallavversario. In alto, nella tribuna imperiale, Pallade e Narciso fissarono
entrambi intensamente luomo, mentre Claudio si consultava con un altro membro del suo entourage.
Pavone non ha oltrepassato la linea!, esclam larbiter, pi forte che pot, cercando di farsi
sentire al di sopra delle urla contrastanti della folla. Il combattimento non  finito!.
Ermete rest immobile e pieg la testa verso una spalla, fissando luomo. Stronzate, ringhi,
infilzando la linea di gesso danneggiata con la punta della sua spada. Quel patetico stronzo lha
oltrepassata chiaramente, la linea. Guarda il gesso.
Larbiter scosse rigidamente il capo. Le regole affermano che lintero corpo del gladiatore
deve trovarsi oltre la linea, perch sia costretto ad arrendersi. La gamba di Pavone  ancora allinterno.
Secondo le regole, dunque, non  squalificato. Non ha abbandonato lo scontro.
Ermete si volt del tutto verso luomo. Ma non pu essere.
Larbiter lo interruppe sollevando seccamente una mano. Io sono larbiter, gladiatore. La mia
decisione  definitiva. Allontanati dal tuo avversario e torna in posizione!.
Ermete torreggi ancora per un attimo su Pavone. Dopo una lunga pausa, si gir e avanz
cupamente verso il centro del cerchio, fremendo di rabbia e scuotendo la testa con disgusto. Gli
spettatori pi vicini allarena si voltarono verso i compagni della fila pi in alto per riportare loro la
decisione dellarbiter. Ben presto, la notizia si era diffusa in tutte le tribune. I sostenitori di Ermete,
infuriati dal verdetto, urlarono insulti contro larbiter e cominciarono a gettare nellarena coppe di
vino, cuscini e tutto ci che riuscivano a trovare. I sostenitori di Pavone rimasero in piedi, applaudendo
selvaggiamente e incitando il loro eroe a sollevarsi da terra. Il giovane gladiatore not che Pallade
chiudeva gli occhi, concedendosi un sospiro di sollievo. Narciso si alz in piedi dallaltro lato
dellimperatore, il volto accigliato e le labbra serrate con rabbia. Un attimo pi tardi, un servitore lo
raggiunse e gli sussurr qualcosa allorecchio. Annuendo severamente, Narciso volse le spalle allarena
e si diresse alluscita. Murena e Pallade si scambiarono uno sguardo complice. E Pavone torn a fissare
Ermete.
Che oltraggio!, ringhi il campione da sotto lelmo, a voce abbastanza alta da farsi sentire dai
propri sostenitori.
In quel momento, le cataratte del cielo si spalancarono. Quelle che inizialmente erano state
poche gocce leggere divennero uno scrosciante muro dacqua, e dagli spalti si levarono delle grida,
mentre gli spettatori venivano inzuppati dallimprovviso temporale. La pioggia si abbatt sul Foro in
gelidi torrenti, bagnando le tribune e scurendo la sabbia inizialmente bianca dellarena. Di colpo,
numerosi gruppi di persone si alzarono di scatto in piedi, correndo verso le uscite pi vicine, sollevando
le braccia sopra la testa nel vano tentativo di proteggersi dalla pioggia. Altri imprecarono
selvaggiamente contro gli di, mentre le loro toghe venivano inzuppate. In pochi attimi, le tribune si
svuotarono quasi completamente. Pavone vide la pioggia cancellare la linea di gesso, rendendo sempre
pi indistinto il cerchio. Di fatto, adesso era impossibile giudicare il limite entro cui fosse possibile
combattere. La zona dove la sua gamba si era trascinata oltre la linea svan altrettanto rapidamente.
Merda!, imprec larbiter. Port le mani ai lati della bocca e url in direzione del tunnel: Il
combattimento  sospeso! Portate via le armi!.
Gli attendenti scattarono nellarena, con gli occhi semichiusi e le mascelle serrate, abbassando il
mento verso il petto mentre cercavano di correre contro la pioggia battente. Pavone non riusciva a
sentire nulla, tranne il rumore assordante delle gocce contro lelmo. Le guardie dellarena alzarono
impotenti lo sguardo, mentre orde di spettatori si affastellavano intorno alle uscite. Le guardie del
corpo germaniche accompagnarono in tutta fretta Claudio verso unuscita separata. Pallade e Murena,
insieme al resto dellentourage imperiale, li seguirono da presso. Uno degli attendenti aiut Pavone a
rimettersi in piedi. La pioggia picchiava forte contro la sua armatura, mentre lattendente lo conduceva
fuori dallarena. La sabbia bagnata sembrava volergli risucchiare i piedi, mentre trascinava il corpo
esausto verso il tunnel. Il giovane riusc a stento a sollevare la testa, ed era fradicio fino alle ossa,
quando ne raggiunse infine lentrata. Volgendo lo sguardo allarena, vide Ermete che avanzava verso la
galleria opposta. Il campione, ancora infuriato per la decisione dellarbiter, allontan con rabbia un
attendente.
Che cazzo stavi facendo l fuori?.
Pavone si gir e alz gli occhi verso Macrone. Il soldato accenn allarena, con unespressione
gelida sul volto segnato dal tempo.
Signore?, ansim il giovane, respirando a fatica attraverso la griglia dellelmo.
Macrone gli punt un dito pieno di cicatrici contro il petto. Quello scontro  stato una farsa!
Hai quasi consegnato la vittoria a Ermete su un piatto dargento! Se non fosse stato per larbiter, saresti
gi morto. Scommetto che quel bastardo greco non riusciva a credere alla propria fortuna.
Pavone scosse la testa.  troppo forte e veloce. Hai visto come mi ha buttato a terra. Non c
niente da fare.
Macrone gli si avvicin con rabbia e lo fiss dritto negli occhi. Smettila di autocommiserarti.
Sono caduto anchio, alcune volte, negli scontri affrontati con la Seconda Legione. E sai cosa faccio
quando un fottuto germano mi sbatte a terra? Eh?.
Pavone si strinse nelle spalle.
Mi rialzo, ragazzo. E poi do a quel bastardo quello che merita. Un buon soldato romano
preferirebbe scoparsi un maiale che arrendersi di fronte al nemico.  addestrato a combattere per
vincere o morire nel tentativo. E lo stesso vale per te. E allora dimmi, quanto desideri davvero battere
Ermete?
Tanto, gracchi il giovane.
Non ti ho sentito, ringhi loptio.
Voglio battere Ermete, signore!, url Pavone rocamente, mentre lottava per riprendere fiato.
Voglio uccidere quel bastardo!.
Ora va meglio. Macrone batt una pacca sulla spalla dellallievo, mentre la pioggia
continuava a scrosciare in scintillanti cordoni dargento. Loptio indic larena ormai fradicia. Quando
tornerai l, dimostra a Ermete di cosa  fatto un vero campione. Se ti colpisce, tu restituiscigli il colpo
due volte pi maledettamente forte, mi hai sentito? Fai rimpiangere a quel bastardo il giorno in cui ha
massacrato il tuo vecchio.
Pavone annu con decisione. Poi esit per un attimo, prima di lanciare uno sguardo allarena,
improvvisamente assalito dai dubbi. Ma come riuscir a sconfiggerlo, signore? Sto facendo
esattamente quello che tu e Ruga mi avete insegnato, ma comunque non riesco a oltrepassare le sue
difese.
Macrone borbott, grattandosi una mascella. Ermete ha sicuramente un guscio maledettamente
duro da rompere. Osservando il combattimento, direi che lunico modo per batterlo  togliere a quel
bastardo la sua arma pi efficace.
E cio, signore?
Lo scudo.
Pavone sbuff. E come posso fare una cosa del genere?.
Macrone sogghign. Sai quando Ruga ha detto che Ermete non ha debolezze?.
Il giovane annu, incerto. Gli attendenti lo oltrepassarono, portando secchi di sabbia da spargere
nellarena, mentre la pioggia iniziava a diradarsi. Si volse nuovamente a Macrone.
Ebbene, ho pensato al modo in cui Ermete ha combattuto contro Critone, continu il soldato.
E credo di aver avuto unidea.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Poco pi tardi, la pioggia smise del tutto di cadere. Delle pozzanghere scintillavano sulla sabbia
bagnata, mentre Pavone ed Ermete tornavano nellarena. Gli spettatori ripresero a occupare
frettolosamente i propri posti, dopo essersi rifugiati sotto agli alti portici intorno al Foro, e Claudio e il
suo entourage tornarono nella tribuna imperiale. Non cera traccia di Narciso, not Pavone. Si volse
allarbiter e lo osserv camminare impaziente avanti e indietro sulla sabbia, mentre due ufficiali
spargevano il gesso sul segno ormai quasi invisibile che delimitava il cerchio. Stringendo lo scudo e il
gladio, Pavone entr nello spazio appena ridisegnato e si prepar ad affrontare nuovamente il suo
avversario, ripetendosi il piano che Macrone gli aveva spiegato nel tunnel. Chiuse gli occhi e preg
Giove che la strategia del soldato funzionasse.
Quando larbiter ebbe esaminato la linea di gesso, avanz al centro del cerchio e segnal ai
gladiatori di avvicinarsi e riprendere lo scontro. Ermete flett i muscoli del collo e fiss Pavone che si
scaldava.
Gli di non ti salveranno una seconda volta, traditore. Non importa dove cadrai, quando ti avr
piantato la spada in quel maledetto collo.
Va allAde, ribatt freddamente Pavone.
Ermete sollev il gladio. La lama scintill sotto il cielo che si andava schiarendo. Il campione
borbott: Buffo. Tito mi ha detto la stessa cosa poco prima che gli tagliassi la testa.
Una furia quasi disumana si impadron di Pavone. Gli sembr di vedere rosso, mentre i suoi
muscoli si contorcevano per lodio, e il sangue bruciava, scorrendogli rapido nelle vene. Con decisione
adamantina, inspir profondamente e tese i muscoli del busto, mentre larbiter sollevava il suo bastone
e urla selvagge si levavano dal pubblico.
Combattete!, esclam larbiter.
Si ud un ruggito assordante dalla folla, mentre Ermete scattava avanti in un potente attacco,
con la punta del gladio tesa verso linguine di Pavone. Ma questa volta il giovane spinse con forza in
avanti lo scudo e devi il colpo, mentre il suo cuore batteva selvaggiamente e lui, prendendo un altro
profondo respiro, si tendeva in avanti. Sollevando il braccio destro sopra la testa, il giovane gir il
polso verso linterno, in modo che la punta della spada fosse rivolta verso il suolo. In un lampo, estese
il braccio oltre lo scudo di Ermete e tent un rapido affondo verso il basso, ferendolo sotto la clavicola.
Il campione url di dolore, quando il metallo gli perfor la carne, e rispose sollevando lo scudo per
respingere il gladio di Pavone e affondando la propria spada verso la sua gola. Pavone spost di scatto
la testa di lato. Uno stridio metallico risuon nellaria, quando la lama di Ermete scivol lungo la
superficie dellelmo dellavversario. Il rumore riecheggi fastidiosamente nelle orecchie del giovane,
che istantaneamente salt allindietro, recuperando la misura e cominciando a muoversi intorno a
Ermete. Il campione infuriato lo segu lungo il cerchio, mentre una ferita aperta e sanguinante gli
scintillava sul collo.
Il colosso di Rodi torn allattacco, allungandosi in un arco daffondo verso Pavone, una volta
tornato alla distanza giusta. Il giovane gladiatore sollev lo scudo, parando il colpo, per poi attaccare a
sua volta prima che Ermete potesse tornare in posa difensiva, e lo fer alla spalla. Pavone sent il cuore
battere pi veloce nel petto. Il piano di Macrone stava funzionando. Si concentr unicamente sul
proprio avversario, escludendo le urla della folla e ignorando lansia che gli chiudeva la gola. I suoi
sensi erano tesi e acuti. Era vagamente consapevole del proprio respiro e del peso della spada e dello
scudo nella sua presa, mentre si lanciava contro Ermete, tentando una finta alta, questa volta. Il
campione sollev lo scudo, furioso e sanguinante. Pavone schiant lestremit del proprio scudo contro
i piedi dellavversario, ma Ermete scatt rapidamente indietro di un passo e si ud soltanto un tonfo
sordo, quando il bordo metallico colp la sabbia.
 questo il meglio che sai fare, traditore?, sbuff il campione.
Perch non mi attacchi come un uomo?, lo provoc Pavone. Invece di nasconderti dietro al
tuo scudo come un codardo.
Ermete ringhi da dietro la celata dellelmo. Ti far a pezzi, ora, bastardo! Stai per perdere!.
Lo caric, con i muscoli tremanti di rabbia, spintonandolo con lo scudo e abbattendogli addosso
una serie incredibile di colpi con la punta del gladio. Pavone si volse di lato allultimo istante. Si ud
uno stridente rumore metallico, quando la spada di Ermete colp ripetutamente lumbone dello scudo.
Rimettendosi in guardia, Ermete spinse con forza il gladio verso il basso, ferendo Pavone sulla coscia.
Il giovane croll su un ginocchio con un acuto grido di dolore. Poi il campione spost con violenza di
lato lo scudo, facendo perdere allavversario la presa sullelsa della spada. Larma piomb con un tonfo
sordo nella sabbia umida. Pavone si rannicchi dietro lo scudo, con il sangue che scorreva a fiotti dalla
ferita alla coscia. Strinse forte lo scudo, che vibr sotto i colpi incessanti di Ermete. Urla gutturali si
levavano dagli spettatori, che intuivano di essere di fronte al momento culminante dello scontro. Ogni
nervo nel corpo di Pavone si tese per la paura. Ringhiando ferocemente, Ermete colp con un calcio
lestremit inferiore dello scudo del giovane, facendo spostare verso di lui la parte superiore. A quel
punto, fece piombare gi come un martello il braccio della spada, colpendo lo scudo e strappandolo
dalla presa allentata della mano di Pavone. Lo scudo cadde sulla sabbia. I sostenitori di Ermete
urlarono impazziti, quando il campione lo scalci via, e Pavone piomb in ginocchio sul bordo del
cerchio. Il colosso di Rodi era di fronte al suo avversario, il respiro corto e ansante. Gett di lato il
proprio scudo in un gesto arrogante e salut i suoi sostenitori, mentre Pavone era in ginocchio di fronte
a lui, inerme.
 finita, gongol Ermete, tornando a fissare lavversario, la voce che raschiava lievemente.
Accenn con il capo allarbiter. Quel bastardo impostore non pu salvarti, adesso. Sei mio.
Pavone sput una boccata di sangue e sollev lentamente lo sguardo verso Ermete.
Dimentichi una cosa, mormor debolmente.
Il campione ridacchi rocamente. E cosa, traditore?
Hai lasciato cadere lo scudo.
Ermete si blocc immediatamente, rendendosi conto con orrore dello sbaglio commesso.
Macrone aveva immaginato che il campione avrebbe gettato via lo scudo, una volta che fosse stato
certo di avere la vittoria in pugno, proprio come aveva fatto nello scontro con Critone. Pavone rotol a
sinistra, afferrando la propria spada caduta nella sabbia e balzando in piedi mentre ne spingeva la punta
verso linguine dellavversario. I rapidi riflessi di Ermete gli permisero di girarsi verso larma e calare
il proprio gladio attraverso il petto. Un vago tintinnio metallico risuon mentre il campione parava
laffondo. Pavone raccolse le ultime forze di cui era in possesso per spostare di lato la spada avversaria
e scattare verso lalto con la propria prima che Ermete avesse la possibilit di riprendersi, mirando al
suo collo. Ci fu un rapido scintillio, mentre la punta del gladio catturava la luce del sole che tornava a
splendere in mezzo alle nuvole, seguito da un ansito esplosivo, appena la spada affond nella gola di
Ermete, la punta che riemergeva da dietro la sua nuca. Il campione di Roma sussult, mentre Pavone
continuava ad affondare la lama, finch il pomolo non fu quasi a contatto con lelmo dellavversario.
Ermete ondeggi sul posto per un lungo istante. Dalla folla si levarono esclamazioni di
incredula sorpresa, mentre il gladiatore sollevava una mano brancolando verso la lama che gli usciva
dal collo, emettendo uno strano rantolo gorgogliante. Poi Pavone liber il gladio con uno strattone. Un
fiotto di sangue caldo sbocc dalla ferita, imbrattando il petto di Ermete e macchiando la cintura
scintillante che aveva intorno ai fianchi. Luomo emise un ultimo ansito sibilante. E poi croll al suolo.
Un silenzio sconvolto piomb sullarena. Pavone guard dritto davanti a s per un attimo,
faticando a rendersi conto che aveva vinto. Batt le palpebre per allontanare il sudore e guard Ermete
morire, mentre dalla ferita alla gola il sangue sgorgava al ritmo degli ultimi battiti del suo cuore,
formando una pozza sempre pi larga sotto al suo corpo disteso. Poi cap lenormit di quello che
aveva fatto. E fu sommerso da ondate di estasi e sollievo.
Per gli di, ce lho fatta, mormor tra s e s, quasi incredulo. Chiuse gli occhi e per un
attimo gli sembr di vedere suo padre di fronte a lui. Ti ho vendicato, padre.
Il giovane lasci cadere il gladio sulla sabbia. Non provava alcun senso di gioia, n sentiva
leccitazione dello scontro pulsargli nelle vene, per il fatto di aver ucciso la sua nemesi, come invece
gli era accaduto negli scontri precedenti. Sentiva soltanto limmensa soddisfazione di essere riuscito a
raggiungere lo scopo che si era prefisso molti mesi prima. Aveva affrontato la sfida e vendicato la
morte di suo padre. Pens a tutti i sacrifici che era stato costretto a sopportare per arrivare a quel punto.
Alle umiliazioni che aveva sofferto, alle vittorie per un soffio ottenute nellarena contro alcuni dei
gladiatori pi temuti di Roma. Non sapeva se scoppiare a ridere oppure a piangere. Se un anno prima
qualcuno gli avesse detto che sarebbe stato gettato in un ludus, che avrebbe combattuto come gladiatore
e che sarebbe tornato a Roma per sconfiggere il grande Ermete, gli avrebbe riso in faccia. Ora, invece,
mentre rivolgeva una silenziosa preghiera a Fortuna e a Marte, era semplicemente grato di essere
ancora vivo.
Ogni muscolo del suo corpo pulsava di stanchezza e dolore. Riusciva a stento a mantenersi in
piedi. La folla esplose in un urlo a pieni polmoni. Perfino i sostenitori di Ermete si unirono
allacclamazione, riconoscendo lincredibile manifestazione di potenza, abilit e determinazione da
parte del vincitore. Ben presto, tutti gli spettatori nellarena cominciarono a chiamare a gran voce il suo
nome. Pavone non reag allesaltazione del pubblico. Il giorno dopo, lo sapeva, quella gente avrebbe
adorato un altro gladiatore.
Ci fu un tumulto allingresso del tunnel. Pavone si volt e vide Murena che usciva dalle ombre,
accompagnato da un grosso gruppo di pretoriani. Laiutante imperiale indic il giovane.
Guardie!, esclam, la sua voce melliflua che fremeva di rabbia. Arrestate questuomo!.
Pavone li fiss, sgomento. Murena laveva tradito. Un lampo di rabbia gli incendi le vene,
mentre le guardie avanzavano rapidamente, e due di loro lo afferravano per le braccia. Immediatamente
un coro di urla indignate si lev dagli spalti. Il giovane gladiatore era troppo stanco per tentare di
liberarsi dalla presa delle guardie. Lanci uno sguardo pieno di terrore nellarena, cercando Macrone.
Riusc a scorgere il soldato allinterno del tunnel, dove un gruppo di pretoriani stava tentando di
bloccarlo per evitare che entrasse. Una delle guardie sfil lelmo dalla testa di Pavone, e la luce troppo
intensa gli fer gli occhi. Si volt a guardare Murena. Laiutante del segretario imperiale gli si avvicin,
con unespressione divertita sul volto. Il giovane inspir profondamente per calmarsi.
Liberami subito!, ringhi.
Non direi proprio, ridacchi Murena, lanciando uno sguardo disgustato al corpo disteso di
Ermete. Battere il colosso di Rodi. Devo ammettere che  stata unimpresa notevole. Avevo i miei
dubbi, in merito. Ma ancora una volta ci hai smentito. Purtroppo per te, invece di essere proclamato
Campione dellArena dallimperatore, ti ritroverai appeso a una croce.
Pavone si sent gelare il sangue nelle vene. Avevamo un patto.
Murena gli sorrise, avanzando ancora di un passo verso di lui. Un patto?, mormor, in tono
basso e pieno di scherno, appena udibile al di sopra delle urla di disapprovazione che venivano dagli
spalti. Davvero credevi che ti avrei lasciato libero, salutato come un campione, dopo che sei arrivato
cos vicino ad assassinare limperatore? Ma certo che no. Tu sei un traditore, Pavone. Proprio come tuo
padre. Il popolo potr anche amarti, adesso, ma quando sapr la verit, cadrai subito in disgrazia.
Limperatore potr anche aver risparmiato Appio, ma mi assicurer che cresca come il pi infimo dei
pezzenti.
Pavone fremette di rabbia. Bastardo!.
Murena scoppi a ridere. Ringhia quanto vuoi, ragazzo mio. Adesso te la faremo pagare.
Fece un cenno alle guardie. Portate via questo miserabile traditore.
Pavone si ribell, puntando i piedi nella sabbia nonostante le sue forze fossero ormai allo
stremo. Non puoi farlo!, protest.
Oh, ma certo che posso. Il liberto rise crudelmente, assottigliando lo sguardo astuto. Devo
ammettere che tutto ha funzionato piuttosto bene. Ermete  morto, io e Pallade abbiamo mantenuto la
nostra influenza nel palazzo imperiale e tu stai per essere inchiodato a una croce. Un destino adatto al
figlio di un generale traditore, non trovi?.
Pavone serr le mascelle, mentre una furia cieca gli pulsava violentemente nella testa. La
volont di spezzare il collo dellaiutante imperiale lo stava consumando. Murena sorrise allegramente,
guardandolo.
Porta i miei saluti a Tito nellaldil, lo schern, mentre si voltava per andarsene.
Ecco il colpevole!, sbott una voce, dallaltra parte dellarena.
Murena si blocc, voltandosi di scatto. Pavone guard verso limbocco del tunnel dal lato
opposto della struttura e not Narciso che ne usciva rapidamente, accompagnato dallimperatore
Claudio e da alcune delle sue guardie del corpo. Narciso era rosso in volto per la rabbia. Oltrepass il
cadavere riverso di Ermete e punt un indice accusatore contro Murena.
Claudio si accigli notevolmente.
N-ne s-sei si-sicuro, Narciso?, domand, balbettando come sempre.
Assolutamente sicuro, maest, replic seccamente il liberto.
Murena spost il peso da un piede allaltro, visibilmente a disagio, mentre impallidiva per la
paura, fissando alternativamente Narciso e limperatore. Poi sorrise debolmente. C qualche
problema, maest?.
Claudio fiss con gelida rabbia laiutante, con le labbra che tremavano di sdegno. N-Narciso
mi ha detto che hai a-ass-soldato d-diversi sgherri ex gla-gladiatori, nientemeno per ucciderlo.
Murena sembr momentaneamente sconvolto. Dalle tribune si levarono diversi mormorii.
Laiutante perse per un attimo la sua compostezza, e nei suoi occhi chiari pass un lampo che sembrava
di panico. Pallade seguiva docilmente Claudio. Il segretario imperiale, not Pavone, non scambi
neanche un rapido sguardo con il suo aiutante. I due pretoriani che lo trattenevano ancora per le braccia
spostarono gli occhi da Murena a Claudio, incerti sul da farsi.
 v-vero qu-quello che dice?, domand limperatore, dopo un attimo di pausa, mentre
sembrava perdere ulteriormente la pazienza.
Certo che no, maest!, esclam Murena. Non mi sognerei mai di cospirare contro un altro
liberto. Narciso si sta sbagliando.
Laltro liberto lo fiss con odio. Non credo proprio, Murena.
Laiutante scosse la testa. Non hai alcuna prova a supporto di questa affermazione insensata,
Narciso. Anzi, la tua presenza qui non fa che dimostrare le tue menzogne. Se avessi pagato degli ex
gladiatori per farti fuori, come mai sei qui davanti a noi?
Oh, ma io ho le prove. Narciso incroci con soddisfazione le braccia sul petto.
Il segretario accenn a una figura in mezzo alle guardie del corpo. Ruga avanz di qualche
passo, fermandosi al fianco di Narciso. Pavone lanci uno sguardo a Murena. Un lampo di effettiva
paura pass negli occhi del liberto, ne fu pressoch sicuro. Luomo deglut a vuoto e fiss con odio lex
gladiatore.
Tu, sibil.
Publio Didio Ruga non ha alcuna colpa in questa storia, maest, continu Narciso, in tono
misurato e attento. Costui  stato costretto con il ricatto da Murena a far parte di uno spregevole
complotto, insieme a diversi suoi compagni ex gladiatori, per uccidermi se Pavone avesse perso contro
Ermete.
Murena replic freneticamente: Questi uomini vi stanno mentendo, maest!.
Claudio mantenne lo sguardo su Murena, mentre Narciso continuava: Sto dicendo la verit. E
Ruga, qui, pu confermare quanto dir. Murena ha ordinato a Ruga e ai suoi compagni di attendere in
uno dei vicoli nelle vicinanze del palazzo imperiale. Quando laiutante ha pensato che Pavone stesse
perdendo lo scontro, ha dato il segnale a uno dei servi per attirarmi lontano dal vostro fianco, con la
scusa che ero richiesto al palazzo per un affare urgente. Ruga e i suoi compagni avrebbero dovuto
assalirmi nel vicolo. Narciso fece una pausa, sorridendo sarcasticamente. Un piano audace, lo devo
ammettere, anche se alquanto goffo nellesecuzione.
Vergognose menzogne!, sbott Murena, allargando le braccia e con il volto che avvampava
per la rabbia.
Narciso lo ignor e and avanti. Fortunatamente, avevo gi dei sospetti, dopo che Gneo Senzio
Cornicen, il lanista imperiale, mi aveva fatto sapere che Murena si era interessato parecchio
allallenamento di Pavone. Sapevo che laiutante stava tramando qualcosa. E, per fortuna, Ruga si 
rifiutato di portare a termine lordine che aveva ricevuto; il suo primo dovere  verso Roma, come lo 
quello di ogni buon romano, quindi ha raccontato tutto al suo ex datore di lavoro, il senatore Macula,
ieri notte. Il senatore  un mio buon amico, ed  venuto subito ad avvertirmi.
Murena era rimasto senza parole. Il silenzio era calato sullarena. Pavone alz lo sguardo, quasi
incapace di credere alle proprie orecchie. Ora capiva perch Narciso si era allontanato dalla tribuna
imperiale, durante il combattimento. Il giovane ricord quello che Murena gli aveva detto, quando gli
aveva fatto visita il giorno prima durante le ultime ore di allenamento. Io e Pallade faremo tutto il
necessario per mantenere la nostra posizione.
Claudio fiss per un attimo laiutante, prima di spostare lo sguardo su Ruga. E-e-ebbene?.
Ruga chin il capo e annu.  tutto vero, maest.
Questi uomini stanno tentando di ingannarvi, maest. Murena guard limperatore con aria
implorante. Ve lo giuro su tutti gli di, non ho mai ideato un simile piano. Narciso sta tentando di
mettervi contro di me.
Narciso rote gli occhi, guardando laiutante. Per gli di, non metterti a supplicare. 
indecoroso, perfino per un liberto.
Maest, io non farei mai.
Silenzio!, scatt Claudio, avvampando improvvisamente per la rabbia. Le labbra di Murena
presero a tremare di paura, mentre limperatore si rivolgeva a Pallade. Hai q-qu-qualcosa a c-che
fa-fare con qu-questo t-tradimento?.
Pallade si finse innocente. Murena cominci a tremare per il terrore, poco lontano da lui. Ve lo
giuro, maest,  la prima volta che sento parlare di queste vili accuse. Vi assicuro che il mio aiutante ha
agito senza che io ne sapessi nulla, e tantomeno con il mio consenso.
Quelle parole sembrarono soddisfare Claudio. Fiss con rabbia Murena e fece un cenno alle
guardie. P-portate questo v-vile tr-traditore al Mamertino! P-potr as-aspettare l finch n-non lo
cr-crocifiggeremo, domani.
Gli occhi di Murena si sgranarono per lorrore. Piagnucolando, si gett ai piedi dellimperatore.
Vi prego, maest, vi scongiuro, risparmiatemi!.
Lespressione di Claudio si indur. In p-p-piedi, Murena. Un uomo d-deve a-affrontare la
morte con dignit.
E con quelle parole, limperatore annu seccamente con il capo, lasciando che le guardie
trascinassero Murena verso il tunnel, mentre laiutante continuava a implorare piet a gran voce.
Narciso sorrise, mentre la folla cominciava a cantilenare: Murena crocifisso! Murena crocifisso!. Gli
spettatori nello stadio erano deliziati dal fatto che il divertimento non fosse finito con lo scontro tra i
gladiatori. Volgendo le spalle a Murena, limperatore fece un gesto con la sua esile mano verso le
guardie che ancora trattenevano Pavone.
L-liberate il gladiatore. Si  d-d-dimostrato un nobile c-combattente.
I pretoriani si allontanarono subito dal giovane. Il gladiatore serr le dita sulla ferita aperta che
gli pulsava sul braccio e fiss cupamente le guardie. Stava iniziando a comprendere perch loptio le
odiasse. Claudio imbronci le labbra, osservando per un attimo Pavone.
Fo-forse mi s-s-sbagliavo, riguardo a te, comment. Roma ha b-bisogno di p-pi uomini
come te. Abbiamo b-ben pochi eroi, al g-giorno doggi. T-troppo pochi per sprecarli, quando i
b-barbari si ammassano ai c-c-confini. Sei li-libero, Pavone.
Il giovane lo fiss, sorpreso. Un fremito di gioia gli riemp il petto. Poi croll in ginocchio. La
libert. Non aveva creduto di poterla nuovamente assaporare. Per un attimo, fu del tutto incapace di
parlare. Sfiancato dallo scontro, debole per i mesi di privazioni subite, il gladiatore riusc a rivolgere un
mezzo sorriso allimperatore.
Grazie, maest.
T-te lo sei meritato, r-ragazzo. Con il sangue. Limperatore fece una pausa, ponderando
qualcosa. Un liberto ha bisogno di denaro, soprattutto un g-gladiatore che ha c-c-combattuto senza
paga. F-far in modo che la tua tenuta di famiglia ad A-Anzio ti sia r-restituita.
Il sorriso di Pavone si ampli lievemente. Sebbene il gesto di Claudio non potesse riparare ai
tanti altri beni che erano stati confiscati alla sua famiglia, compresa la villa sulla Via Appia, quella
tenuta aveva un significato particolare per Pavone. Aveva trascorso pi di unestate in quel luogo, da
bambino, con i suoi genitori. E, in effetti, le terre che circondavano la villa gli avrebbero garantito una
piccola rendita.
Claudio conged bruscamente Pallade e Narciso, facendo cenno a un paio di attendenti di
avvicinarsi. Uno di loro portava unurna dargento piena di monete. Laltro teneva tra le mani una
foglia di palma. Limperatore fiss Pavone, mentre gli attendenti attraversavano larena.
I-in p-piedi, Pavone, declam.  il mo-momento che tu a-accetti il tuo titolo Campione dellArena.
Il giorno dopo, mentre il sole tramontava sul palazzo imperiale, Pavone scese dai gradini di
marmo dellentrata, stringendo tra le mani il rudis che simboleggiava la sua libert. Dopo che larena si
era svuotata, il pomeriggio precedente, Claudio aveva ordinato che le tribune rimanessero al loro posto
per la crocifissione del giorno dopo. Un folto gruppo di persone si era radunato per assistere
allesecuzione di Murena. Ora che Lanato e laiutante del segretario imperiale erano entrambi morti,
Pavone poteva dormire sonni tranquilli. Nessun altro era al corrente del suo coinvolgimento nella
cospirazione per assassinare Claudio, e le disperate accuse di Murena contro di lui erano cadute nel
nulla. Il giovane era stato invitato al palazzo imperiale, dopo la crocifissione pubblica, per ricevere il
rudis dalle mani dellimperatore in persona, e di fronte a un vasto assembramento di dignitari. Sebbene
non potesse chiedere ufficialmente di essere reintegrato nella classe senatoria, il rispetto che gli
dimostrarono i pari di suo padre era evidente. Il coraggio era ormai merce rara, a Roma. Pi rara di
quanto sarebbe stato giusto che fosse, consider Pavone.
Ruga e Buccone avevano assistito alla cerimonia in cui al giovane era stata restituita la libert.
Come riconoscimento per aver allenato quel gladiatore fino alla vittoria e per aver fatto scoprire la
cospirazione ai danni di Narciso, Ruga aveva ottenuto un nuovo lavoro come guardia del corpo
imperiale, e avrebbe scortato i funzionari nei loro doveri civici in giro per Roma. Quanto a Buccone,
aveva raccontato a Pavone che intendeva proseguire la propria carriera di attore di commedie in citt.
Alla fine della cerimonia lo aveva salutato con affetto e i due si erano ripromessi di restare amici.
Pavone aveva la sensazione che si sarebbero rivisti presto.
Il giovane fece una smorfia, mentre scendeva i gradini che conducevano ai cancelli di ferro
battuto. Le ferite ricevute nel brutale scontro con Ermete gli facevano ancora male, costringendolo a
muoversi rigidamente, mentre si avvicinava al cancello in fondo. Le colonne decorate proiettavano
lunghe ombre sui gradini. Assottigliando lo sguardo verso il tramonto, Pavone not due figure che si
stagliavano contro la luce morente e lo attendevano fuori dal cancello. Il nuovo Campione dellArena
rallent il passo, mentre i pretoriani di guardia aprivano le porte. Zoppic verso i due allesterno. Poi ne
distinse i lineamenti, e unondata di commozione gli riemp il petto.
Macrone gli si avvicin. La sua mano stringeva le piccole dita di un bimbetto che se ne stava
timidamente al suo fianco. Il soldato sorrise ampiamente verso il giovane gladiatore stordito, e chin il
capo verso il bambino.
Questo piccolo furfante ti appartiene, direi.
Per un attimo, Pavone non riusc a parlare. Croll in ginocchio, mentre le lacrime gli
riempivano di colpo gli occhi. Appio!.
Macrone lasci la mano del piccino e lo spinse gentilmente verso il padre. Pavone fiss il
bambino, stupito. I suoi passi erano incerti, mentre si avvicinava a suo padre, e il giovane sent un
fremito di orgoglio, mentre lo guardava camminare da solo. Era passato un anno, dallultima volta che
laveva visto. Al tempo, Appio era ancora un infante; ora era un bambino, pens, con un improvviso
senso di tristezza.
Figlio mio, balbett. Sei davvero tu.
Appio osserv il padre con curiosit. Pavone immagin che non potesse riconoscerlo. Aveva un
ispido accenno di barba incolta che gli copriva il viso. Braccia e gambe erano coperte di lividi e
cicatrici provenienti dai suoi scontri nellarena. La sua figura un tempo snella adesso era decisamente
pi robusta e muscolosa.
Mi sei mancato cos tanto, bambino mio.
Pos le mani sulle spalle esili del figlio. Era cos piccolo. Gli sembr di scorgere un lampo di
riconoscimento nei suoi occhi azzurri, come se cercasse di ricordare dove avesse gi visto il volto che
aveva di fronte. Infine, allung una piccola mano a sfiorare il rudis tra le dita del padre.
Spada, dichiar il piccino.
S, spada, replic Pavone.
Il bambino sollev la mano e sfior una cicatrice sul viso del giovane. Pap.
Pavone sorrise. Sopraffatto dalla gioia, abbracci stretto Appio e serr le palpebre. Ne era valsa
assolutamente la pena. Lallenamento, affrontare quei viscidi liberti nel palazzo imperiale, sopravvivere
a ogni crudele avversario nellarena. Per quel singolo momento, per poter di nuovo stringere a s suo
figlio da uomo libero, Pavone pens che avrebbe affrontato qualsiasi difficolt. Infine, si rimise
faticosamente in piedi e sorrise a Macrone.
Sei di buon umore una vista rara.
Certo che lo sono, dannazione, ragazzo. Macrone sventol la pergamena che stringeva nella
destra, sulla quale si notava il sigillo di cera dellufficio imperiale. Adesso sono un centurione.
Finalmente torner sul confine del Reno e questa volta non ci sar un greco intrigante a fermarmi.
Quando sei stato promosso?
Poco fa, mentre voi tutti ve ne stavate a guardare quello stronzo di Murena inchiodato a una
croce. Buccone mi ha chiesto di passare da lui nella Suburra per portarti Appio. E ne sono stato pi che
contento.
Alla fine, le cose si sono messe piuttosto bene per entrambi noi, Macrone. O meglio,
centurione.
Non male, in effetti. Il centurione fresco di promozione si batt una pacca sul petto.
Limperatore mi ha donato mille sesterzi, insieme alla promozione. Molto generoso, da parte sua. Sar
un lungo viaggio, fino al Reno, e avr bisogno della compagnia di qualche bel bocconcino a buon
mercato, lungo il cammino.
Quindi partirai presto?.
Macrone annu, infilando la pergamena alla cintura. Allalba. Alz lo sguardo e fiss Pavone
per un attimo. Cosa farai, adesso? Ora che sei libero.
Sono un gladiatore che  stato liberato, Macrone. C una differenza. Le usanze sociali di
Roma mi impediscono di tornare al mio rango di un tempo.
Si fottano le usanze sociali, ragazzo! Sei il gladiatore pi popolare che Roma abbia mai visto.
Parleranno del modo in cui hai combattuto anche quando sembravi ormai sconfitto, battendo Ermete,
per anni e anni a venire.
Pavone sorrise debolmente. Il centurione aveva ragione. Altri gladiatori erano stati famosi e
amati dal popolo, ma come nobile, lui sembrava avere un fascino unico. Le sue imprese erano riuscite
in qualche modo a ristabilire lonore della famiglia dei Valerii. Oltre a riavere la tenuta di famiglia ad
Anzio, Pavone aveva ricevuto una piccola somma dallimperatore, per la sua vittoria su Ermete, e lui
laveva messa da parte per far costruire una tomba degna di quel nome e un monumento funebre sulla
via Appia in onore di suo padre, mentre il resto sarebbe andato allassociazione dei gladiatori, in modo
che altri che fossero caduti nellarena potessero evitare lo scempio di finire in una fossa comune. Dopo
la sua vittoria, Cursore laveva raggiunto, offrendogli di diventare suo allenatore e agente, e di
organizzare per lui spettacoli in tutto limpero in cambio di una parte dei profitti. Ma Pavone aveva
educatamente declinato lofferta.
Non ho alcun desiderio di tornare nellarena, dichiar. Abbass lo sguardo sul figlio e sorrise.
E poi, sto per cominciare una nuova carriera.
Lespressione di Macrone si incup. Non dirmi che hai deciso di seguire Buccone e diventare
un fottuto attore!.
Neanche per idea, rise il giovane. A dire il vero, non  tanto un nuovo inizio, quanto il
ritorno a un vecchio lavoro. Tacque per qualche istante e fiss loptio con unespressione determinata.
Limperatore mi ha reso tribuno della Quindicesima Legione. Partir per laccampamento di
Carnuntum, presso il Danubio, non appena avr sistemato i miei affari.
Tribuno, eh?. Macrone sollev un sopracciglio, guardando Pavone. Niente male anche se
con quei fannulloni della Quindicesima. E il Danubio  considerato lascella dellimpero. Il Reno 
quasi un posto civilizzato, a confronto.
Lho sentito dire, replic acidamente il giovane. Poi lanci uno sguardo al palazzo imperiale.
Sono certo che uno di quei viscidi greci  dietro a tutta questa storia. A quanto pare, limperatore
sembra piuttosto deciso ad affrettare il pi possibile la mia partenza da Roma.
Ti danno il tuo momento di gloria, e poi ti spediscono in qualche merdosa palude dove non
potrai costituire un pericolo per limperatore, eh?. Loptio scosse il capo, felice di non avere pi
niente a che fare con la politica e gli intrighi di Roma. Accenn ad Appio. E tuo figlio?.
Pavone torn a guardare il bambino e gli arruff i capelli. Lui mi seguir. Cos come io prima
di lui ho viaggiato in lungo e in largo per limpero insieme a mio padre.
Macrone si gratt una mascella. Mi sembra giusto. Immagino che ci siano posti peggiori del
Danubio, in fondo. La Giudea, per esempio. Per lo meno, avrai la possibilit di fare a pezzi altri
bastardi come Ermete. Mi sembra che tu abbia un talento notevole, quando si tratta di massacrare
barbari.
Pavone sorrise. I due uomini si strinsero le mani. Di una cosa il nuovo Campione dellArena era
certo. Non avrebbe dimenticato facilmente Macrone.
Abbi cura di te, ragazzo, gli raccomand il soldato, congedandosi dallallievo.
Anche tu centurione.
Macrone si volse. Pavone lo guard allontanarsi. Dopo un paio di passi, lex optio si ferm,
tornando a guardare lex gladiatore. Unultima cosa, Pavone.
S, signore?.
Il centurione si schiar la gola, con unespressione angustiata sul volto segnato dalla vita. Quel
fatto che ho dovuto partecipare alle venationes, il mese scorso rester tra noi, eh? Non farne parola
con nessuno.
Pavone sorrise con gentilezza. Non temere. Il tuo segreto  al sicuro.
Dove sei stato per tutti questi maledetti mesi?, sbott il centurione Lucio Batiaco Bestia,
arrotolando il permesso di viaggio di Macrone.
Un vento gelido spazzava la fortezza della Seconda Legione sulle rive del Reno, facendo
muovere il mantello di Macrone, mentre lui se ne stava rigidamente in piedi di fronte ai cancelli
allestremit meridionale dellaccampamento. Le sentinelle alle porte non si aspettavano di veder
giungere qualcuno, ed essendo stato lontano a lungo dal campo, Macrone non conosceva pi la parola
dordine per entrare. Dopo un secco e rapido scambio con le sentinelle, era stato chiamato Bestia, il
centurione veterano della Seconda, nonch superiore di Macrone. Fu soltanto quando luomo ebbe
posato gli occhi sul commilitone che i cancelli furono aperti. Il cielo era grigio, e il terreno davanti alle porte dellaccampamento era una distesa di fango e neve sciolta, man mano che linverno cedeva lentamente il passo alla primavera.
Ebbene?, incalz Bestia, battendo nervosamente un piede a terra. Sto ancora aspettando una risposta.
Macrone soppes attentamente le parole. Erano passati quasi due mesi, da quando aveva
lasciato Roma, dirigendosi verso nord. Il viaggio verso la fortezza della legione era stato un buon
allenamento, per lui. Nonostante la neve sui passi montani e il fango sui sentieri nelle foreste, Macrone
aveva continuato a marciare per venti miglia al giorno, fermandosi soltanto per mangiare e riposare di
notte. Il novello centurione aveva avuto parecchio tempo per pensare a una scusa adatta a spiegare la
sua lunga assenza ai commilitoni. Ma ora che Bestia lo fissava con quel suo sguardo intenso e duro, la
mente gli si era improvvisamente svuotata.
Io ehm ecco.
Bestia incroci le braccia sul petto e si accigli. Credo di sapere cosa  successo centurione.
Davvero, signore?. Macrone batt le palpebre e cerc di mantenere unespressione neutra,
temendo improvvisamente che Murena o uno dei suoi colleghi imperiali fosse in qualche modo riuscito
a far arrivare certe informazioni alla Seconda Legione, dopotutto. Irrigid i muscoli e si prepar a
ricevere da Bestia lorribile notizia della fine della sua carriera nellesercito.
Il centurione veterano sogghign. Hai sperperato la tua ricompensa tra vino e puttane. Poi ti
sei reso conto che eri stato lontano dai tuoi veri amici per troppo tempo, hai sentito il panico che ti
mordeva le chiappe e allora hai usato i tuoi nuovi amici altolocati per toglierti dai guai, e rifilarci la
scusa che eri stato impegnato in qualche affare imperiale. Stronzate! Non mi inganni, Macrone. Non
hai fatto altro che goderti fighe e Falerno, per tutto questo tempo.
Macrone non cambi espressione, ma si ritrov a sospirare profondamente di sollievo. Bestia
non avrebbe fatto altro che schernirlo per mesi per la sua licenza troppo lunga, ma non sarebbe
accaduto altro. Si lasci sfuggire un sorriso, e il centurione veterano gli rivolse un ringhio.
C un gruppo di nuove reclute in arrivo. E di sicuro avranno bisogno di un serio allenamento.
Ci sar anche qualcuno di loro che dovr essere addestrato come si deve. Fece una pausa,
guardandolo. Tocca a te, a meno che tu non sia troppo impegnato con le amicizie di palazzo.
Macrone raddrizz la schiena e inspir una profonda boccata di gelida aria del Reno.  bello
essere di nuovo qui, signore.
Bestia scoppi a ridere. Ah! Attento a ci che desideri, centurione. Si gratt il naso. Presto
arriver lestate. Quei barbari dallaltra parte del Reno cominceranno a muoversi. Ricorda bene le mie
parole, centurione Macrone. Il divertimento  appena cominciato.
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FINE.
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Glossario.
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Denario  moneta dargento con valore nominale di quattro sesterzi.
Lanista  proprietario di una squadra di gladiatori, responsabile del reclutamento e del noleggio agli editores per giochi pubblici. Per ogni gladiatore ucciso nellarena, il lanista percepiva una ricompensa.
Ludus  scuola gladiatoria in cui veterani e reclute si allenavano, mangiavano e dormivano.
Palus  palo di legno per allenamento utilizzato per la pratica nelluso delle spade.
Provocator  gladiatore con armatura pesante, equipaggiato con elmo, scudo e gladio simili a quelli in uso nelle legioni.
Rudis  spada di legno donata ai gladiatori che si guadagnavano la libert nellarena.
Sesterzio  grossa moneta di ottone, unit monetaria romana. La paga media del legionario era di novecento sesterzi allanno.
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FINE.